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Vaticanleaks , anche una donna tra i corvi Dossier Papa: serpeggia un gran senso di sospetto Video - Si tratterebbe di una cittadina italiana che lavora presso la Santa Sede. La moglie di Gabriele: "Non può essere stato lui" - Vaticanleaks, il cerchio si allarga. Anche una donna tra i sospetti, potrebbero esserci nuovi arresti dopo quello di Paolo Gabriele che, intanto, sta collaborando senza però ammettere precise responsabilità. Bagnasco: "E' un a situazione che colpisce. Il dolore del Papa nell'omelia.

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sport

Mountain-bike, in Sudafrica la Absa Cape Epic 2010

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  • Tags: Absa Cape Epic, ciclismo, sport, Sudafrica
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Hannes Genze (Germania) e Andreas Kugler (Svizzera)

Hannes Genze e Andreas Kugler (EPA/GARY PERKIN/SPORTZPICS)

Sono 1200 e provengono da 50 diverse nazioni i mountain-bikers che, in Sudafrica,  stanno partecipando all’edizione 2010 della Absa Cape Epic, forse la gara a tappe più importante al mondo e la prima che, dal 2006, assegna punti UCI.

Hannes Genze (Germania) e Andreas Kugler (Svizzera)
Cyclists Raoul De Jongh e Brett Chilcott (Sudafrica)
Un momento della quarta tappa
Un atleta in gara
Michael Lella (Germania)

Un momento della gara presso Ceres, Sudafrica
Greeff Moolman (Sudafrica)
Alban Lakata (Austria)
Nicolas Vermeulen e Kevin Van Hoovels (Belgio)
Koos Kloper (Sudafrica)

Un momento della gara
Hannele Steyn (Sudafrica) e Ivonne Kraft (Germania)
Stefan Koller (Germania)

Sono previste 8 tappe, per un totale di  722 chilometri, con quasi 15.000 m di dislivello. La gara è a coppie e i concorrenti -  che devono avere almeno 40 anni - sono suddivisi in 4 differenti categorie: Men, Ladies, Mixed e Masters. Per conquistare il titolo di Finisher, i participanti dovranno completare la cronometro e tutte le tappe.

Cyclists Raoul De Jongh e Brett Chilcott (Sudafrica)

Cyclists Raoul De Jongh e Brett Chilcott (EPA/NIC BOTHMA)

Tra gli atleti in gara, l’italiano Massimo De Bertolis, ex iridato marathon, in coppia col tre volte vincitore del Giro del Capo David George.

Un momento della gara

Un momento della gara (EPA/NIC BOTHMA)

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  • Mercoledì 24 Marzo 2010

Freeride World Tour, quando lo sci è estremo

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  • Tags: Freeride World Tour, Freeride Xtreme Contest, sci, snowboard, sport, Svizzera
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Sverre Liliequist (Svezia)

Sverre Liliequist, Svezia (EPA/JEAN-CHRISTOPHE BOTT)

La finale maschile del Freeride World Tour si è disputata oggi sulle montagne svizzere Bec des Rosses (3.222 metri) a Verbier.
Tra salti spettacolari e linee estreme, si sono viste delle vere prodezze tra le nevi. Con doppio successo francese.
Vincitore assoluto con lo snowboard ai piedi il francese Xavier De Le Rue. Invece la leggenda del freestyle francese Candide Thovex, alla sua prima stagione nel Freeride World Tour, è arrivato primo nel ranking 2010 di sci.

Sverre Liliequist (Svezia)
Aurelien Routens (Francia)
Julien Lopez (Francia) | Sverre Liliequist (Svezia)
Matt Annetts (USA)
Matt Annetts (USA)

Reine Barkered (Svezia)
Xavier De Le Rue (Francia)
Sverre Liliequist (Svezia)
Candide Thovex (Francia)
Jeremie Heitz (Svizzera)

Reine Barkered (Svezia)
Tim Dutton (USA)
Stefan Hausl (Austria) | Aurelien Ducroz (Francia)
Xavier De Le Rue, Francia, festeggia la vittoria
Kaj Zackrisson festeggia la vittoria


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  • Martedì 23 Marzo 2010

“Iditarod” in Alaska: 1868 km con i cani da slitta

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  • Tags: Alaska, cani da slitta, Iditarod, sport
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Nikolai, Alaska

Nikolai, Alaska (AP Photo/Anchorage Daily News, Bob Hallinen)

Iditarod è il nome di un villaggio dell’Alaska, oggi abbandonato, attraverso il quale si snodava una pista che, da Seward nel Golfo di Alaska, raggiungeva Nome, sul mare di Bering. Lungo quello storico percorso - che in origine copriva una distanza di 3.700 Km - si svolgono ogni anno diverse gare con i cani da slitta, a piedi, in mountain byke o con gli sci.

Nikolai, Alaska
Ruby, Alaska
Takotna, Alaska
Presso il fiume Yukon
Anchorage, Alaska

Unalakleet, Alaska
Ruby, Alaska
Nikolai, Alaska
Nikolai, Alaska
Kotzebue, Alaska

Takotna, Alaska
Cripple, Alaska
Takotna, Alaska
Takotna, Alaska
Ruby, Alaska

Unalakleet, Alaska
Unalakleet, Alaska
Unalakleet, Alaska
Willow, Alaska
Takotna, Alaska


La Iditarod Trail Sled Dog Race è la più celebre di tali gare ed ha per protagoniste delle slitte trainate da cani. Si svolge ogni anno, all’inizio di marzo, lungo il percorso di 1.868 km che si snoda da Anchorage a Nome, estremamente difficile e pericoloso anche per le temperature proibitive, vicine ai -40°C.

Ruby, Alaska

Ruby, Alaska (AP Photo/Anchorage Daily News, Bob Hallinen)

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  • Lunedì 15 Marzo 2010

Champions League: fuori Milan e Real Madrid

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  • Tags: calcio, Champions League, Manchester United, Milan, Olympique Lione, Real Madrid, sport
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Manchester United-Milan 4-0

Manchester United-Milan 4-0 (EPA/Magi Haroun)

Il Manchester United ha battuto il Milan 4-0.
Ecco i gol:
- 13′ pt: Neville passeggia indisturbato fino alla trequarti e scodella un pallone che Rooney infila di testa bruciando sullo stacco Bonera.
- 1′ st: Neville recupera palla a centro campo e serve Rooney che si infila tra Ambrosini e Flamini battendo Abbiati in uscita.
- 14′: Con un destro incrociato Park batte Abbiati, portando al meglio il suo taglio in area sull’assist di Scholes.
- 43′: Dal limite dell’area piccola Fletcher sorprende la difesa del Milan e incorna di testa un cross perfetto che ha attraversato tutto il campo.

Real Madrid-Olympique Lione 1-1
Real Madrid-Olympique Lione 1-1
Real Madrid-Olympique Lione 1-1
Real Madrid-Olympique Lione 1-1
Real Madrid-Olympique Lione 1-1

Real Madrid-Olympique Lione 1-1
Real Madrid-Olympique Lione 1-1
Manchester United-Milan 4-0
Manchester United-Milan 4-0
Manchester United-Milan 4-0

Manchester United-Milan 4-0
Manchester United-Milan 4-0
Manchester United-Milan 4-0
Manchester United-Milan 4-0

Il Real Madrid ha pareggiato in casa 1-1 con l’Olympique Lione, che passa ai quarti di finale di Champions League, avendo vinto all’andata per 1-0.
Le merengue sono andate in vantaggio con Cristiano Ronaldo al 6′ del primo tempo. Ha pareggiato per i francesi Pjanic al 30′ della ripresa.
La partita e’ stata arbitrata dall’italiano Nicola Rizzoli.

  • redazione
  • Giovedì 11 Marzo 2010

Il Louis Vitton Trophy al via, con due team italiani

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  • Tags: Azzurra, Louis Vitton Trophy, Mascalzone Latino, Nuova Zelanda, regata, sport
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Da Auckland, in Nuova Zelanda

Da Auckland, in Nuova Zelanda

(ANSA) - Comincia oggi a Auckland la seconda tappa della regata Louis Vuitton Trophy,  che vede sfidarsi otto team con l’ambizione di partecipare alla prossima edizione della Coppa America. Uno dei due italiani iscritti, a dire il vero, già parteciperà: Mascalzone Latino Audi Team, infatti, ha già lanciato la sua sfida a Bmw Oracle Racing attraverso il Club Nautico Roma, che è divenuto così Challenger of Record. Gli altri team dovranno aspettare che vengano rese note le regole della prossima edizione che Larry Ellison e Vincenzo Onorato potrebbero concordare già nelle prossime settimane per avviare molto in fretta la prossima edizione della Coppa.

Da Auckland, in Nuova Zelanda
Da Auckland, in Nuova Zelanda
Da Auckland, in Nuova Zelanda
Da Auckland, in Nuova Zelanda
Da Auckland, in Nuova Zelanda

Da Auckland, in Nuova Zelanda
Da Auckland, in Nuova Zelanda
Da Auckland, in Nuova Zelanda
Da Auckland, in Nuova Zelanda
Da Auckland, in Nuova Zelanda


L’altro team italiano è Azzurra, che ha vinto il primo evento del Louis Vuitton Trophy, disputatosi a novembre a Nizza ed è quindi tra i favoriti. I padroni di casa sono gli uomini di Emirates Team New Zealand, che ha messo a disposizione due barche - NZL84 e NZL92, assistite da un team di 45 uomini - su cui si alterneranno gli otto equipaggi iscritti: Team Origin, Mascalzone Latino Audi Team, Azzurra, All4One, Synergy Russian Sailing Team, Emirates Team New Zealand, Artemis, Aleph Sailing Team.

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  • Martedì 9 Marzo 2010

Fra cento giorni i mondiali 2010: (quasi) tutto pronto in Sudafrica

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  • Tags: calcio, FIFA, Johannesburg, mondiali, Mondiali Sudafrica, sport, Sudafrica
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Ultimi ritocchi allo stadio di Johannesburg

Ultimi ritocchi allo stadio di Johannesburg

(ANSA) - Un annuncio solenne quello di oggi della Fifa, e non casuale, a cento giorni esatti dall’apertura del sipario: il Sudafrica è pronto. Il conto alla rovescia per il Mondiale entra dunque nella sua fase calda.

Lo stadio Moses Mabhida di Durban

Lo stadio Moses Mabhida di Durban (AP Photo/Denis Farrell)

”Nessun dubbio” sull’organizzazione del torneo in programma dall’11 giugno all’11 luglio. Il presidente della Federazione internazionale Sepp Blatter lancia da Durban la sua benedizione al torneo, fugando gli ultimi dubbi su una competizione difficile che fino a qualche mese fa sembrava un’impresa quasi impossibile. E invece, ancora una volta, la Fifa ha compiuto un altro miracolo.

Ultimi ritocchi allo stadio di Johannesburg
Veduta aerea dello Stadio di Città del Capo
Lo stadio Moses Mabhida di Durban
Lo stadio di Johannesburg
Veduta aerea dello stadio di Città del Capo

Lo stadio Royal Bafokeng di Rustenburg
Lo stadio di Città del Capo
Lo stadio Peter Mokaba di Polokwane
Collaudi allo stadio di Città del Capo
Lo stadio Ellis Park di Johannesburg

Un operaio al lavoro
Operai al lavoro
Ultimi lavori per lo stadio di Città del Capo
Ultimi lavori per lo stadio di Città del Capo

Ultimi lavori per lo stadio di Città del Capo
Ultimi lavori per lo stadio di Città del Capo
Port Elizabeth
Lo stadio Mbombela in costruzione
I lavori per lo stadio di Città del Capo, nel luglio 2009


La prima Coppa del mondo nel continente africano comincerà venerdi’ 11 giugno a Johannesburg con la partita Sudafrica- Messico, e terminerà domenica 11 luglio con la finale, sempre nel nuovo stadio Soccer City della stessa città.

Un operaio al lavoro

Un operaio al lavoro (EPA/NIC BOTHMA)

La Fifa ha appena concluso un’ispezione dei dieci stadi (cinque nuovi e altrettanti ristrutturati) in cui si giocheranno le 64 partite del torneo. Otto di essi sono stati completati e vi si è già giocato. Per il principale, il Soccer City di Johannesburg (95mila posti), occorrono ancora lavori di sistemazione all’esterno (parcheggi, vie d’accesso, ecc.); mentre quello di Nelspruit (est) ha problemi di manto erboso, che però - assicura la Fifa - saranno risolti in tempo.

Ultimi lavori per lo stadio di Città del Capo

Ultimi lavori per lo stadio di Città del Capo (EPA/JON HRUSA)

Per costruire o rinnovare gli stadi, ammodernare gli aeroporti, migliorare la rete stradale e incrementare le forze di polizia in vista dei Mondiali il Sudafrica ha speso 33 miliardi di rand (circa 3,2 miliardi di euro).

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  • Martedì 2 Marzo 2010

Le foto più belle delle Olimpiadi invernali di Vancouver

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  • Tags: le foto più belle, Olimpiadi invernali, sport, Vancouver 2010
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La caduta di Peter Fill (Italia)

La caduta dell

La caduta di Peter Fill (Italia)
I fotografi al passaggio di Matthias Guggenberger (Austria) sulla pista di skeleton
Shen Xue e Zhao Hongbo (Cina)
Ben Kilner (Gran Bretagna)
Hockey su ghiaccio, la squadra slovacca

Hege Bokko (Norvegia), durante una sessione di allenamento
Andreas e Wolfgang Linger, medaglie d’oro nel doppio dello slittino
Lee Sang-Hwa (Corea del Sud) e Jenny Wolf (Germania), medaglie d’oro e d’argento nei 500 metri nel pattinaggio velocità
Maria Riesch (Germania), oro nella supercombinata di sci
Kim Yu-Na firma autografi ai fan

Fotografi all’opera
Anna Sidorova (Russia)
Tessa Virtue e Scott Moir (Canada)
Jeff Pain (Spagna) stringe la mano ai fan
La squadra USA di bob

Kim Yu-Na (Corea del Sud)
Lacy Schnoor (USA)
Julia Mancuso (USA)
Danielle Poleschuk (Canada)
Un momento della 15 km a inseguimento femminile di sci di fondo

Shaun White (USA), oro nell’half-pipe
Hockey su ghiaccio: Finlandia vs Germania
Shinsuke Tayama (Giappone)
Oksana Domnina e Maxim Shabalin (Russia)
Ashley Caldwell (USA)

Un volontario al lavoro
Olga Volkova (Ucraina)
Sotto le gradinate
La squadra giapponese di pattinaggio di velocità
Simon Ammann (Svizzera)


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  • Martedì 23 Febbraio 2010

Inter - Sampdoria finisce 0 a 0, sul filo dei nervi

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  • Tags: calcio, campionato, Inter, Sampdoria, serie a, sport
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L'allenatore dell'Inter Josè Mourinho

L'allenatore dell

Terzo pareggio consecutivo per i neroazzurri nel secondo anticipo della venticinquesima giornata di campionato di serie A: Inter - Sampdoria si conclude con un pareggio 0 a 0.

L’allenatore dell’Inter Josè Mourinho
Diego Milito vs Stefano Lucchini
Wesley Sneijder vs Angelo Palombo
Dejan Stankovic vs Giampaolo Pazzini
Samuel Eto’o

L’arbitro Paolo Tagliavento espelle Ivan Cordoba
L’attaccante dell’Inter Samuel Eto’o a terra | L’arbitro Paolo Tagliavento
Samuel Eto’o ammonito
Il giocatore dell’Inter Walter Samuel lascia il campo dopo essere stato espulso
Wesley Sneijder vs Giampalo Pazzini

Protesta dei tifosi nerazzurri contro l’arbitraggio della terna guidata da Tagliavento
L’arbitro di Inter-Sampdoria, Tagliavento
Samuel Eto’o, Lucio e Javier Zanetti protestano con l’arbitro Tagliavento
L’attaccante dell’Inter Mario Balotelli in tribuna
L’allenatore della Sampdoria Luigi Del Neri


(ANSA) - Il finale di primo tempo è stato convulso, con l’allenatore nerazzurro José Mourinho che, a favore delle telecamere, ha incrociato i polsi mimando le manette, dopo che l’arbitro aveva espulso Samuel e ammonito Cordoba e poco prima che il difensore colombiano rimediasse il secondo cartellino giallo lasciando i suoi in 9. La gara si é infiammata quando Samuel, già ammonito, al 31′ si è visto sventagliare dall’arbitro Tagliavento il cartellino rosso diretto per una gomitata al s ampdoriano Pozzi.

Lo stesso provvedimento voleva al 35′ la panchina interista per uno sgambetto ai danni di Lucio di Pazzini, solo ammonito. Le immagini hanno ripreso anche la furia di Muntari, appena sostituito, contenuto da uno degli assistenti di Mourinho. Pochi istanti dopo, al 38′, Cordoba, ha rimediato la seconda ammonizione per un fallo ai danni di Pozzi.

Allenatore e giocatori dell’Inter, secondo quanto si apprende, manterranno il silenzio stampa fino alla conferenza stampa alla vigilia della partita di Champions League contro il Chelsea di mercoledì.

______________________________________

Inter - Sampdoria 0-0 (0-0).

Inter (4-3-1-2): Julio Cesar 6.5, Maicon 6, Cordoba 5.5, Samuel 5, Zanetti 6, Stankovic 6.5, Cambiasso 6, Muntari 5.5 (35′ st Lucio 6), Sneijder 7 (36′ st Thiago Motta sv), Milito 6.5 (26′ st Pandev 6), Eto’o 6.5. (1 Toldo, 17 Mariga, 15 Khrin, 7 Quaresma). Allenatore: Mourinho 6.5.
Sampdoria (4-4-2): Storari 6.5, Zauri 6, Lucchini 5.5, Gastaldello 6, Ziegler 5.5, Semioli 6 (36′ st Padalino sv), Palombo 6, Poli 6.5 (34′ st Tissone sv), Guberti 5.5 (11′ st Mannini 5.5), Pozzi 6, Pazzini 5.5. (21 Guardalben, 5 Accardi, 13 Rossi, 11 Scepovic). Allenatore: Del Neri 6.

Arbitro: Tagliavento di Terni 6.
Angoli: 5-4 per l’Inter.
Recupero: 2′ e 4′.
Espulsi: Samuel per gioco falloso, Cordoba e Pazzini per doppia ammonizione.
Ammoniti: Samuel, Cordoba, Pozzi, Lucchini, Pazzini per gioco falloso; Eto’o per comportamento non regolamentare.

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  • Domenica 21 Febbraio 2010

Gli ori di Vancouver 2010

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  • Tags: medaglia d'oro, Olimpiadi invernali, sport, Vancouver 2010
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Amy Williams (Gran Bretagna), oro nello skeleton femminile

Amy Williams (Gran Bretagna), oro nello skeleton femminile (EPA/ALESSANDRO DELLA BELLA)

In questa galleria di immagini, le foto dei vincitori nelle singole discipline olimpiche dei Giochi invernali in corso a Vancouver.

Amy Williams (Gran Bretagna), oro nello skeleton femminile
Michael Schmidt, oro Michael Schmid (Svizzera) ha vinto nello skicross uomini del programma di freestyle
Lee Jung-Su (Corea del Sud), oro nei 1000 metri dello short-track maschile
Bode Miller (USA), oro nella Supercombinata
Ireen Wust (Olanda), oro nei 1500 metri donne del programma di pattinaggio velocità

Evan Lysacek (USA), oro
Andrea Fischbacher (Austria), oro
Marcus Hellner (Svezia) nella 30 km di fondo
Simon Ammann (Svizzera), oro nel salto con gli sci da trampolino grande
Maria Riesch (Germania), oro nella supercombinata femminile di sci alpino

Christine Nesbitt (Canada), oro nei 1000 metri di pattinaggio di velocità
Emil Hegle Svendsen (Norvegia), oro nella 20 km individuale di biathlon
Tora Berger (Norvegia), oro nella 15 km di biathlon donne
Torah Bright (Australia), oro nell’halfpipe femminile
Shaun White (USA), medaglia d’oro nell’half-pipe maschile

Patric Leitner e Alexander Resch, medaglie d’oro nello slittino doppio
Nikita Kriukov (Russia), oro nello sprint di fondo
Shani Davis (USA), oro nei 1000 m del pattinaggio di velocità
Marit Bjoergen (Norvegia), oro nello sprint femminile
Wang Meng (Cina), oro nello short track

Lindsey Vonn (USA), oro nella discesa libera
Maelle Ricker (Canada), oro nello snowboard cross femminile
Seth Wescott (USA), oro nello snowboard cross
Bjoern Ferry (Svezia), oro nell’inseguimento del biathlon
Magdalena Neuner (Germania), medaglia d’oro nella 10 km ad inseguimento

Lee Sang-Hwa (Corea del Sud), oro nei 500 metri pattinaggio velocità
Dario Cologna (Svizzera), oro nei 15 km a tecnica libera di fondo
Alexandre Bilodeau (Canada), oro nel freestyle
Tae-Bum Mo (corea del Sud), oro nei 500 metri maschili del pattinaggio di velocità

Shen Xue e Zhao Hongbo (Cina), oro nel pattinaggio di figura
Charlotte Kalla (Svezia), oro nel fondo 10 km tecnica libera
Didier Defago (Svizzera), oro nella discesa libera di sci alpino
Jason Lamy (Francia), oro nella combinata nordica, la specialità che unisce salto dal trampolino e 10 km di fondo
Felix Loch (Germania), oro nello slittino singolo

Martina Sablikova (Repubblica ceca), oro nei 3000 metri di pattinaggio velocità
Vincent Jay (Francia), oro nella 10 km maschile
Sven Kramer (Paesi Bassi), oro nel pattinaggio, specialità pista lunga
Anastazia Kuzmina (Slovacchia), oro nel biathlon
Simon Ammann (Svizzera), oro nel salto con gli sci

Andreas e Wolfgang Linger (Austria), oro nel doppio dello slittino

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  • Giovedì 18 Febbraio 2010

Short track, a Vancouver altro bronzo azzurro con la Fontana

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  • Tags: Arianna Fontana, medaglia di bronzo, Olimpiadi invernali, Short Track, sport, Vancouver 2010
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La gioia dopo la gara

(Federico Tardito/LaPresse)

(ANSA) - Festa grande a Casa Italia a Vancouver per Arianna Fontana, 19 anni, di Sondrio, e per la sua storica medaglia di bronzo. Con il terzo posto conquistato al Pacific Coliseum, la pattinatrice azzurra è diventata infatti la prima medaglia individuale nella storia olimpica dello short track italiano e per questo nella notte italiana il risultato della Fontana è stato calorosamente salutato dal presidente del Coni, Gianni Petrucci, dal capo missione, Raffaele Pagnozzi, e dal presidente della federazione Speed Skating, Giancarlo Bolognini.

La gioia dopo la gara
Arianna Fontana
Arianna Fontana durante la gara
Durante la gara finale dei 500 metri
Durante la gara finale dei 500 metri

Durante la gare di qualificazioni
Un momento della gara
Arianna Fontana sul podio
Sul podio con la cinese Wang Meng (oro) e la canadese Marianne St-Gelais (argento)
Sul podio con la cinese Wang Meng (oro) e la canadese Marianne St-Gelais (argento)


Lei, Arianna, ha ricevuto un assegno di 50mila euro, ha ringraziato, e ha detto che deve al suo fidanzato, il compagno di nazionale Roberto Serra, la conquista del bronzo. ”Mi ha detto che potevo farcela, dovevo solo cercare di essere me stessa, di fare la mia gara. E aveva ragione. Mi è stato vicino, mi ha motivato”.

La chiave della vittoria è stata la partenza, sulla quale ha lavorato per mesi, mettendo a punto una tecnica tutta sua, diversa dalle avversarie. ”Parto col piede destro girato, già pronto per la curva. Mi piace, ho guadagnato un paio di decimi da quando ho imparato a partire così. Ieri sapevo che mi giocavo la medaglia in partenza e così ho fatto. Poi sono andata a tutta. Perché lo short track è così, devi andare a tutta. Sono contenta. E orgogliosa. Vincere una medaglia alle olimpiadi non è da tutti”.

  • redazione
  • Giovedì 18 Febbraio 2010

Vancouver, Piller Cottrer d’argento nella 15 km

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  • Tags: Olimpiadi invernali, Pietro Piller Cottrer, sci di fondo, sport, Vancouver 2010
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Whistler

L

Nella premiata ditta del fondo, una garanzia per il medagliere azzurro, stavolta a rompere il ghiaccio ci pensa Pietro Piller Cottrer. Classe ‘74, nato sotto il segno del Sagittario e dello sci della fatica 35 anni fa a Pieve di Cadore, l’azzurro alla sua quarta Olimpiade qui a Vancouver conquista la quarta medaglia: dopo il 16/o posto nella 50 km all’esordio a Nagano, da Salt Lake è sempre stato sul podio: argento in staffetta nell’edizione americana del 2002, oro e bronzo a Torino (ancora staffetta e inseguimento) e ora un altro secondo posto nella gara individuale (15 km a tecnica classica).

L’oro è andato al 24enne elvetico Dario Cologna, ex calciatore. Bronzo per il rappresentante della Repubblica Ceca Lukas Bauer.

Whistler
A Whistler
L’arrivo
Il podio

La gioia
Il podio
In azione
La gioia
La fatica in gara e la stanchezza all’arrivo

L’abbraccio col vincitore Dario Cologna
Whistler Olympic Park
Il podio
Il podio
L’abbraccio tra i primi due arrivati



Continua

  • redazione
  • Martedì 16 Febbraio 2010

Rugby, Sei Nazioni: Italia sconfitta di misura dall’Inghilterra

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  • Tags: Italia, Italrugby, Roma, rugby, Sei Nazioni, sport, stadio Flaminio
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L'ala Mirco Bergamasco placcato da Lewis Moody

L'ala Mirco Bergamasco placcato da Lewis Moody (MAURIZIO BRAMBATTI/ANSA)

(ANSA) - “Orgoglioso per la prestazione della squadra, frustrato e deluso per il risultato finale. Ci siamo andati davvero vicini“. È questo, in sintesi, il Mallett-pensiero al termine del match che ha visto l’Italia uscire sconfitta di misura, 17-12, dall’Inghilterra di Wilkinson, nella seconda giornata del Sei Nazioni. Secondo il ct azzurro è proprio questa delusione a raccontare in maniera inequivocabile i progressi compiuti dall’Italrugby, che ormai non si accontenta più di perdere, seppur di poco, contro le grandi della palla ovale.

”La partita è stata decisa da un nostro errore - continua Mallet - mi dispiace molto per quel placcaggio sbagliato da Masi. Detto questo, la delusione nel nostro spogliatoio dimostra come la squadra creda ormai fortemente di poter vincere queste partite e non si accontenti piu’ di perdere di misura. I miglioramenti sono costanti sia in difesa sia in attacco e anche nelle touche abbiamo fatto bene”.

L’ala Mirco Bergamasco placcato da Lewis Moody
Inno di Mameli
Una touche durante la partita
Lewis Moody vs Martin Castrogiovann
Marco Bortolami vs Nick Easter

Tifosi azzurri
Il mediano di mischia Tito Tebaldi (n° 9) contrasta l’ala inglese Ugo Monye
Jonny Wilkinson | Una touche durante la partita
L’ala Mirco Bergamasco | Alessandro Zanni
L’ala Andrea Masi placcata dal centro Riki Flutey | Nick Easter e Tim Payne

L’azzurro Gonzalo Garcia e Nik Easter
Alessandro Zanni vs Mark Cueto
Un placcaggio dell’ala Mirko Bergamasco su Nick Easter | James Haskell vs Gonzalo Garcia
Placcaggio dell’azzurro Paul Derbyshire nei confronti dell’inglese James Haskel
Alessandro Zanni (D), Mauro Bergamasco (C) e Nik Easter

Il capitano Leonardo Ghiraldini contrastato dall’inglese James Haskell
Un momento della partita
L’azzurro Mirko Bergamasco
Saluti fra i giocatori della due nazionali al termine partita
Stretta di mano tra Jonny Wilkinson e Marco Bortolami


Nonostante le sconfitte contro Irlanda e Inghilterra nelle prime due partite del Sei Nazioni, Mallett crede che questo gruppo possa togliersi ancora qualche soddisfazione, a cominciare dalla sfida contro la Scozia, il 27 febbraio allo stadio Flaminio. ”La squadra è ambiziosa e l’ha dimostrato anche contro Nuova Zelanda e Sudafrica - ha dichiarato il ct - Anche l’infortunio di Parisse non ha cambiato la posititiva’ e la voglia di vincere. In Italia non ci sono tanti giocatori, ma tutti vogliono crescere. Sono certo che continuando di questo passo faremo grandi cose anche alla prossima Coppa del Mondo”.

A rendere merito alla prestazione degli azzurri è arrivato l’elogio del ct inglese, Martin Johnson. ”Abbiamo fatto molta fatica contro l’Italia - ha detto -. Una volta venivi qui e pensavi solo a quante mete avresti fatto, ma oggi non è più così, perché l’Italia è cresciuta tanto. Fiducia immutata per la vittoria finale del torneo? Assolutamente sì. È comunque meglio vincere che perdere”.

Soddisfazione anche nelle parole del capitano azzurro, Leonardo Ghiraldini, che non ha voluto polemizzare con l’arbitro francese Berdos, che all’inizio del secondo tempo ha espulso temporaneamente Castrogiovanni. ”Non credo che sia un problema personale tra gli arbitri e Martin - ha spiegato -. È vero però che c’è molta attenzione nei confronti della nostra mischia, ma tocca a noi giocare con maggiore disciplina, come abbiamo fatto oggi”.

Italia-Inghilterra 12-17 (6-6) nel posticipo della seconda giornata del torneo delle Sei Nazioni.

Italia: McLean, Masi (18′ st Robertson, 26′ st Masi), Canale, Garcia (42′ st Robertson), Mirco Bergamasco, Gower, Tebaldi (15′ st Canavosio), Zanni, Mauro Bergamasco, Sole (25′ st Perugini, 28′ st Sole, 36′ st Derbyshire), Bortolami, Geldenhuys, Castrogiovanni, Ghiraldini (42′ st Ongaro), Perugini (15′ st Aguero). (18 Bernabo’, 21 Bocchino).
All.: Mallett.

Inghilterra: D. Armitage, Cueto, Tait, Flutey, Monye, Wilkinson, Care (42′ st Hodgson), Easter, Moody (39′ st S. Armitage), Haskell, Borthwick, Shaw (29′ st Deacon), Cole (29′ st Wilson), Hartley (36′ st Thompson), Payne (24′ st Mullan).
(22 Flood). All.: Johnson.

Arbitro: Berdos (Francia)
Marcatori: nel pt 10′ Wilkinson calcio piazzato, 11′ Mirco Bergamasco calcio piazzato, 36′ Mirco Bergamasco calcio piazzato, 45′ Wilkinson calcio piazzato; nel st 6′ Tait meta, 23′ Wilkinson calcio piazzato, 29′ Mirco Bergamasco calcio piazzato, 38′ Mirco Bergamasco calcio piazzato, 41′ Wilkinson drop Espulsioni temporanee (cartellino giallo): Castrogiovanni al 22′ st
Spettatori: 32.000.

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  • Lunedì 15 Febbraio 2010

Vancouver 2010, dopo Pittin bronzo anche per Zoeggeler

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  • Tags: Armin Zoeggeler, Olimpiadi invernali, slittino, sport, Vancouver 2010
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Whistler

La gioia di Zoeggeler (AP Photo/Charlie Krupa)

Armin Zoeggeler, il re dello slittino, perde lo scettro ma regala all’Italia la seconda medaglia alle Olimpiadi di Vancouver dopo l’inatteso bronzo di Alessandro Pittin nella combinata nordica. Il carabiniere meranese conquista il bronzo sul budello di ghiaccio di Whistler compiendo una vera e propria impresa tenendo a distanza di trenta millesimi il russo Albert Demtschenko. Il campione azzurro, 36 anni, stavolta non è riuscito a difendere l’oro di Torino e a conquistare il terzo titolo olimpico della carriera. La vittoria è andata al tedesco Felix Loch, solo ventenne al suo esordio olimpico, e l’argento al connazionale David Moeller, 28 anni alla seconda partecipazione ai Giochi dopo il quinto posto di Torino.

Whistler
Al via
Il podio
Whistler
Whistler

La quarta corsa
Dopo e prima
La terza corsa
Pronti, via!
Whistler

La gioia
Whistler
Whistler


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  • Lunedì 15 Febbraio 2010

Vancouver, da Pittin la prima medaglia azzurra

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  • Tags: Alessandro Pittin, combinata nordica, Olimpiadi invernali, sport, Vancouver 2010
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Un bronzo inatteso

Alessandro Pittin (Foto Ansa/DANIEL DAL ZENNARO)

La medaglia che non ti aspetti arriva dopo un salto spettacolare e 10 km di fatica che si colorano di bronzo. Quello di Alessandro Pittin, 20 anni compiuti tre giorni fa e un podio olimpico che pesa doppio, perché è il primo per l’Italia ai Giochi di Vancouver, e anche quello della storia di una disciplina, la combinata nordica figlia di un Dio minore per lo sport azzurro.
La pulce della neve, uno scricciolo alto un metro e 60 per 50 kg di peso, ha cominciato a crederci fin da quando il salto, che non è certo il suo punto di forza, lo ha spinto fino al sesto posto virtuale, complice qualche sbavatura di rivali che in questa specialità vanno alla grande: l’azzurro di Tolmezzo sapeva di poter giocare le sue carte migliori nella 10 km di fondo. È lì, nella forza delle gambe, che ha concentrato la sua rimonta: possibile, studiata, costruita e raggiunta sul podio a soli otto centesimi dal francese Jason Lamy Chappuis, oro. L’argento va all’americano Johnny Spillane.

Un bronzo inatteso
Il podio
Il traguardo
A Whistler
Il salto

Alessandro nella parte di Cross Country
Le congratulazioni del compagno di squadra Giuseppe Michielli
Pittin ancora avanti al francese
Jason Lamy Chappuis e il nostro Alessandro Pittin
Il podio



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  • redazione
  • Lunedì 15 Febbraio 2010

Gli azzurri alla cerimonia di apertura dei Giochi

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  • Tags: Azzurri, cerimonia di apertura, Italia, Olimpiadi invernali, sport, Vancouver 2010
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La delegazione italiana entra per la tradizionale sfilata

(ANSA/DANIEL DAL ZENNARO)

Un’elegantissima Italia ha sfilato alla Cerimonia di apertura, guidata dal portabandiera Giorgio Di Centa, con il tricolore in alto davanti a tutti, due passi dietro il capo delegazione Raffaele Pagnozzi, e alle spalle la composta squadra.”È un’emozione indescrivibile - racconta il fondista, due ori ai Giochi di quattro anni fa - solo ora mi rendo conto di quanto sono orgoglioso di rappresentare questa Italia: ringrazio chi mi ha fatto questo regalo. Ho tenuto questa bandiera non pensando solo a me, ma a tutta la squadra e mi auguro che ora anche la gente che sta lontano ci sostenga. Entrando in questo stadio, con tutto il bianco a ricordare la neve, ho pensato a un mondo libero, e a questo le Olimpiadi devono far pensare”.

La delegazione italiana entra per la tradizionale sfilata
Giorgio Di Centa porta il tricolore
Giorgio Di Centa sventola il tricolore
La delegazione italiana entra per la tradizionale sfilata
Il portabandiera Giorgio Di Centa guida la delegazione italiana

Ciao Mamma
L’ingresso della squadra italiana
Giorgio Di Centa
Gli atleti italiani sullo sfondo dei cerchi olimpici
Giorgio Di Centa


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  • Sabato 13 Febbraio 2010

Vancouver, la cerimonia d’apertura delle Olimpiadi invernali

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  • Tags: fotografia, Olimpiadi invernali, sport, Vancouver 2010
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L'ingresso acrobatico di uno snowboarder su un grande scivolo posto sotto i cinque cerchi olimpici

(EPA/ANATOLY MALTSEV)

(ANSA) - Il drappo nero sulla bandiera a mezz’asta dei suoi connazionali, lo stadio in piedi, qualche lacrima, la dedica alla memoria in avvio e il minuto di silenzio alla fine. Le tracce della morte choc di Nodar Kumaritashvili, lo slittinista georgiano schiantatosi contro un palo mentre provava il suo esordio olimpico, scorrono silenziose nel fragore dello show, quello milionario dei Giochi, che va avanti comunque. Non dimentica, ma continua la sua corsa: e così, senza sostanziali cambiamenti di programma, la cerimonia ha dato il via alla XXI edizione delle Olimpiadi invernali, sebbene funestate poche ore prima dalla tragedia.

Va in onda in mondovisione, davanti a miliardi di telespettatori e ai 60mila del B.C.Place, lo spettacolo del Canada che per la terza volta ospita la rassegna a cinque cerchi, dopo Montreal ‘76 e Calgary ‘88: ed è un Paese intero quello messo in scena in tre ore, con tutte le sue anime, indiana, europea, il vecchio e il nuovo. Poi i colori: il bianco candido della prima cerimonia al coperto viene sfregiato per qualche istante dal nero dei monitor su cui scorre la scritta per lo slittinista.

L’ingresso acrobatico di uno snowboarder su un grande scivolo posto sotto i cinque cerchi olimpici
L’ingresso acrobatico di uno snowboarder su un grande scivolo posto sotto i cinque cerchi olimpici
L’ingresso acrobatico di uno snowboarder su un grande scivolo posto sotto i cinque cerchi olimpici
La dedica alla memoria del georgiano dello slittino, Nodar Kumaritashvili, morto in un incidente in pista durante le prove
Il BC Place Center che per la prima volta dalla sua inaugurazione nel 1983 ha registrato il tutto esaurito (60.600 persone)

La bandiera olimpica
Gli spettatori hanno finalmente potuto vedere una enorme distesa di neve rappresentata dagli scenografi con il coinvolgimento del pubblico
La bandiera canadese ha fatto il suo ingresso nello stadio portata da otto membri della Royal Canada Moun in classica uniforme con le giubbe rosse
Omaggio alle quattro popolazioni aborigene che rappresentano l’identità storica del Paese
Omaggio alle quattro popolazioni aborigene che rappresentano l’identità storica del Paese

Quattro totem che rappresentano un omaggio alle quattro popolazioni aborigene che rappresentano l’identità storica del Paese, le prime quattro nazioni ospitate dal Canada
Le foglie d’acero, simbolo del Paese del Nordamerica, che inondano tutto l’impianto
Skater e performer
Un grande show, trasmesso in mondovisione
Tra i giochi di luci, “l’orso dello spirito”, alto 20 metri, fatto esclusivamente di lead luminosi

Tra i giochi di luci, “l’orso dello spirito”, alto 20 metri, fatto esclusivamente di lead luminosi
La cerimonia è stata un vero e proprio omaggio al Canada, ai suoi spazi sconfinati, alle sue meraviglie naturali e alla sua cultura cosmopolita
Più di 2.500 atleti hanno partecipato alla sfilata
La bandiera georgiana listata a lutto
Dopo la sfilata musica al massimo con Bryan Adams e Nelly Furtado

Nikki Yanofsky canta l’inno nazionale canadese
La bandiera olimpica
Il governatore generale della British Columbia, Michaelle Jean
Dopo la sfilata musica al massimo con Bryan Adams e Nelly Furtado
Il Canada ospita la rassegna a cinque cerchi per la terza volta, dopo Montreal ‘76 e Calgary ‘88

K.D. Lang
Un violinista su una canoa volante | Skater illuminati dai led
Sciatori nell’aria
Snowboarder nell’aria
È la XXI edizione delle Olimpiadi invernali

È un Paese intero quello messo in scena in tre ore, con tutte le sue anime, indiana, europea, il vecchio e il nuovo
L’arrivo della torcia portata da Rick Hansen, plurimedagliato ai Giochi Paralimpici
L’arrivo della torcia portata da Rick Hansen, plurimedagliato ai Giochi Paralimpici
Il pasaggio della torcia da Rick Hansen a Catriona Lemay Doan
Catriona LeMay Doan, due ori nel pattinaggio di velocità

Il fuoco olimpico è stato poi trasportato sul mare dove arderà fino alla fine dei Giochi il 28 febbraio
L’ex stella Nba Steve Nash
L’accensione del tripode
L’accensione del tripode
Gli organizzatori hanno stimanto che la cerimonia sia stata seguita da oltre tre miliadi di telespettaori in tutto il mondo


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  • Sabato 13 Febbraio 2010

Ballerini, l’ultimo rally del ct del ciclismo

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  • Tags: automobilismo, ciclismo, Franco Ballerini, incidente, rally, Ronde di Larciano, sport
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Il ct durante una conferenza stampa, nel settembre 2009

Il ct durante una conferenza stampa, nel settembre 2009 (EPA/ALESSANDRO DELLA BELLA)

(ANSA) - Il ct Franco Ballerini è morto ieri in un incidente, durante il rally Ronde di Larciano, nel Pistoiese. Era il navigatore del pilota Alessandro Ciardi, ora all’ospedale del Ceppo di Pistoia con il bacino fratturato e fuori pericolo di vita. La loro auto, una Renault Clio R3, si è schiantata contro il muro di cinta di una villa, un manufatto in pietra e cemento che non è rimasto neanche scalfito dall’impatto. Ballerini lascia la moglie Sabrina e due figli, Gianmarco, 16 anni, e Matteo, 11 anni.

I funerali di Franco Ballerini si terranno domani 9 febbraio alle 15 a Casalguidi, la località del Pistoiese dove abitava con la famiglia.

Il ct durante una conferenza stampa, nel settembre 2009
Vincitore del Grand Prix di Vallonia
2001, Paris - Roubaix
1997. Con Daniele Nardello, Johan Museeuw (Belgio, campione del mondo 1996), Pavel Tonkov (Russia, vincitore del Giro d’Italia 1996) e Franco Ballerini
Morto ieri durante un rally a Larciano, in Toscana

Atene, Olimpiadi estive 2004
MOndiali di ciclismo, Varese, 2008
Atene, Olimpiadi estive 2004
Con la moglie e i figli nel 2006
2006, nella sua casa di Cadalguidi (Pistoia)

L’automobile ridotta ad un rottame sulla quale viaggiava il ct
Il ciclista Paolo Bettini commosso dopo aver appreso della morte dell’amico

Secondo una ricostruzione, pare che all’uscita da una semicurva destra dopo un breve rettilineo, sulla prima prova speciale del rally, la Clio abbia tagliato la traiettoria mettendo le ruote sull’erba del bordo strada. Una manovra abituale nei rally, fatta per cercare un ‘effetto rotaia’ dato dallo sbalzo fra lo spessore dell’asfalto e il terreno. Ma qualcosa non ha funzionato. La Clio si è scomposta sul posteriore, il pilota non è più riuscito a controllarla e la vettura si è schiantata in uno spazio non superiore a venti metri contro il muro. La velocità presunta in uscita dalla curva potrebbe esser stata sui 100 orari. L’auto ha sbattuto frontalmente mentre era leggermente inclinata sul lato di Ballerini, il destro, finendo poi in testacoda sul terrapieno opposto.

L’equipaggio è stato soccorso da una prima equipe del 118 con medico arrivata sul punto dell’incidente in non più di 90 secondi. La prova speciale era presidiata da cinque ambulanze con medico e 100 commissari di percorso. In pochi minuti il personale sanitario disponibile era dislocato in località Casa al vento, punto dell’incidente. Le condizioni sono apparse subito gravissime: è iniziata la rianimazione, ma è stata una manovra disperata.

Ballerini è stato trasportato in ospedale dove ufficialmente è morto alle 10.15. Non ha mai ripreso conoscenza ed è morto per gravi lesioni cerebrali seguite a fratture al torace e alla base cranica.

L’incidente è avvenuto poco prima delle 9, durante l’unica prova speciale della gara (da ripetere quattro volte): un saliscendi stretto, curvilineo e con asfalto umido per la rugiada del mattino, lungo circa 10 km sulla collina di Larciano. La coppia era in gara con il numero 10 ed era tra i favoriti per la vittoria. Dopo l’incidente gli organizzatori hanno annullato il rally. In questi casi di impatto frontale gli esperti parlano di un pesante effetto gravitazionale negativo subito dal fisico dei due componenti l’equipaggio. Per Ballerini è stato mortale. Il frontale della Clio è andato distrutto, mentre la ‘cellula di sicurezza’ che si basa su scocca e ‘roll bar’ saldati ha retto senza alcun cedimento. Gli sportelli, per dire, chiudevano normalmente. Ciardi e Ballerini indossavano anche il ‘collare Hans’, un dispositivo per la sicurezza passiva nelle competizioni automobilistiche che dal 2010 è stato reso obbligatorio dai regolamenti sportivi. L’Hans (acronimo di ‘Head and neck support’) deve servire a limitare o a evitare traumi a testa, collo e colonna vertebrale.

Ballerini coltivava da anni la passione per i rally in cui aveva trascinato anche Paolo Bettini, il campione livornese che sotto la sua guida ha vinto due titoli mondiali e un’Olimpiade. Insieme avevano gareggiato già sei volte in auto e l’avrebbero fatto anche quest’anno.


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  • Lunedì 8 Febbraio 2010

Rugby, le immagini più belle dal Sei Nazioni 2010

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  • Tags: edinburgh, rugby, scozia, Sei Nazioni, sport
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Italia - Irlanda

Italia - Irlanda (AP Photo/Peter Morrison)

Dopo il disastroso Sei Nazioni del 2009, l’Italia è ripartita da Dublino nel modo in cui aveva chiuso l’anno scorso, ossia perdendo, anche se ha l’attenuante di averlo fatto contro la squadra campione in carica, l’Irlanda del Grande Slam, che ha tutta l’intenzione di rivincere il torneo bissando anche l’impresa delle cinque vittorie in altrettanti incontri.

Italia - Irlanda
Italia - Irlanda
Italia - Irlanda
Italia - Irlanda
Italia - Irlanda

Francia - Scozia
Francia - Scozia
Francia - Scozia
Francia - Scozia
Francia - Scozia

Inghilterra - Galles
Inghilterra - Galles
Inghilterra - Galles
Inghilterra - Galles
Inghilterra - Galles


Contro un’avversaria del genere, che sabato scorso ha ottenuto il dodicesimo risultato utile consecutivo, l’Italia ha fatto ció che ha potuto, cercando di reggere un confronto che continua ad essere impari: non è un caso che gli azzurri non battano i verdi dal 1997 e che non ci siano mai riusciti nel torneo piú antico del mondo.

Scozia-Francia è finito, invece, con un 9-18 (6-15), nel posticipo di ieri. Il prossimo turno si terrà il 13 febbraio; per quella data sono in programma Galles-Scozia, Francia-Irlanda, e il posticipo al 14 febbraio (ore 15.30) di Italia-Inghilterra.

Questa l’attuale classifica del 6 Nazioni dopo i primi match:

Irlanda 2 1 1 0 0 29 11 +18
Inghilterra 2 1 1 0 0 30 17 +13
Francia 2 1 1 0 0 18 9 +9
Scozia 0 1 0 0 1 9 18 -9
Galles 0 1 0 0 1 17 30 -13
Italia 0 1 0 0 1 11 29 -18

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  • Lunedì 8 Febbraio 2010

Super Bowl: Saints nella storia, New Orleans in festa

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  • Tags: Drew Brees, football americano, Indianapolis Colts, Miami, New Orleans, Saints, sport, Super Bowl XLIV
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Mike Bell bacia il trofeo Vince Lombardi

Mike Bell bacia il trofeo (AP Photo/Mark J. Terrill)

I Saints hanno vinto domenica sera a Miami il Super Bowl, per la prima volta nella loro storia, battendo i favoriti Colts di Indianapolis per 31 a 17.
I festeggiamenti sono scattati immediatamente nel famoso French Quarter di New Orleans, dando il via alle celebrazioni del carnevale. I Saints non avevano mai vinto niente in passato.
La rivincita della squadra ‘cenerentola’, trascinata al trionfo dal quarterback Drew Brees, è stata accompagnata dalla resurrezione ufficiale di New Orleans, la città devastata quattro anni e mezzo fa dall’uragano Katrina.
“Siamo tornati. La Louisiana è tornata. New Orleans è tornata. Lo abbiamo dimostrato a tutto il mondo”, ha esclamato il presidente Tom Benson ricevendo il trofeo del Super Bowl XLIV al Sun Life Stadium di Miami.

Mike Bell bacia il trofeo Vince Lombardi
L’uomo chiave, Drew Brees
Jonathan Vilma (51) intercetta un passaggio
La gioia del coach Sean Payton
Drew Brees

Reggie Bush solleva il trofeo
Tracy Porter
Tracy Porter dei Saints
La delusione degli Indianapolis Colts
Austin Collie dei Colts

Dallas Clark dei Colts vs Roman Harper dei Saints
Il coach Sean Payton
Ora Katrina è stata dimenticata
L’esultanza di Troy Evans e di Roman Harper
Lance Moore

Drew Brees
Peyton Manning degli Indianapolis Colts
Marques Colston (12) vs Tim Jennings (23)
Tracy Porter (22) in azione di gioco
La delusione di Chad Simpson

La delusione degli Indianapolis Colts
Tracy Porter (22) vs Reggie Wayne (87)
La gioia di Drew Brees (9) e Mark Brunell (11)
Finalmente campioni
La festa dei tifosi e di Drew Brees

Tracy Porter
Reggis Bush tra i fan
L’esultanza di David Thomas e dei suoi compagni
Jeremy Shockey esulta per il suo touchdown
L’abbraccio tra Drew Brees e Reggie Bush


La partita è stata molto più incerta di quanto lasci pensare il risultato finale. I Colts, guidati dai lanci precisi come il laser del quarterback Peyton Manning (il cui padre Archie era stato un leggendario atleta dei Saints), si erano imposti sugli avversari nella fase iniziale, portandosi in vantaggio per 10 a 0.
La partita si era poi equilibrata, con i Colts comunque sempre in vantaggio, col punteggio di 17 a 16. Da notare che i punti dei Saints erano giunti da un touchdown e da ben tre calci piazziati del kicker Garrett Hartley, tutti molto difficili, dalla distanza di oltre 40 metri.
La svolta della partita avviene quando i Santi, spinti da una serie di passaggi corti ma ultraprecisi di Brees, concludono con un touchdown un lunghissimo attacco. Incamerati i sei punti, invece del classico calcio piazzato per il punto supplementare, decidono di correre il rischio della manovra da due punti. Il rischio paga e New Orleans è adesso in testa per 24 a 17.

Nei minuti finali del quarto tempo Payton Manning cerca di trascinare i Colts verso il pareggio, con un touchdown in extremis, in modo da portare il Super Bowl ai tempi supplementari. Ma quando i Colts sembrano ormai giunti ad un passo dal touchdown, lo svelto Tracy Porter riesce ad intercettare un lancio di Manning, partendo quindi in una cavalcata solitaria lunga 74 metri che porta i Saints a distanza di sicurezza e garantisce la vittoria a New Orleans.
Esplode la gioia nel Franch Quarter. La lunga battaglia, che ha visto nell’intervallo uno spettacolo musicale del gruppo ‘The Who’, è finita. In tribuna, ad applaudire il successo di New Orleans, ci sono anche Brad Pitt, Tom Cruise e Demi Moore.

  • redazione
  • Lunedì 8 Febbraio 2010

Ubriaco, scatena una rissa: l’addio al sumo di Asashoryu

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  • Tags: Asashoryu, sport, sumo
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Asashoryu, nome di battaglia del ventinovenne Dolgorsurengiin Dagvadorj

(AP Photo/David Guttenfelder)

(ANSA) - Il ‘ragazzo terribile’ del sumo giapponese, la tradizionale lotta tra pesi massimi, getta la spugna: Asashoryu, gran campione mongolo dal carattere ribelle, ha annunciato oggi il ritiro dalle scene, piegato dall’ultimo scandalo che lo ha visto protagonista di una notte ‘brava’ finita in rissa.

”Sono grato per tutto ciò che ho ricevuto“, ha dichiarato oggi il campione, mesto in volto, dopo essere stato convocato dal board dell’associazione nazionale di sumo. “Mi ritiro. Ho causato molti problemi, ma adesso mi sento sereno”.
Il campione mongolo ha voluto precisare che il ritiro è stata una decisione sua, e non ’suggerita’ dall’alto come è opinione diffusa tra gli addetti ai lavori, pur confessando, a conferma indiretta di una situazione divenuta insostenibile, che ”ormai non rimaneva altro da fare”.
Secondo le notizie riportate dalla stampa, il lottatore la notte del 16 gennaio, in stato di ebbrezza, avrebbe avuto una discussione per motivi non chiari con il dipendente di un night club nel centro di Tokyo, passando presto alle maniere forti: la ‘vittima’ ha riportato la frattura del naso, lacerazioni alle labbra ed escoriazioni alla nuca.

Asashoryu, nome di battaglia del ventinovenne Dolgorsurengiin Dagvadorj
Asashoryu, gran campione mongolo dal carattere ribelle, ha annunciato oggi il ritiro dalle scene, piegato dall’ultimo scandalo che lo ha visto protagonista di una notte ‘brava’ finita in rissa
Il lottatore la notte del 16 gennaio, in stato di ebbrezza, avrebbe avuto una discussione per motivi non chiari con il dipendente di un night club nel centro di Tokyo, passando presto alle maniere forti
Asashoryu in una foto del 2005 con il Dalai Lama
La notizia si diffonde in Giappone


L’associazione nazionale di sumo, che sta tentando di risollevare l’immagine dell’antico sport dopo numerosi scandali (tra cui gravi episodi di nonnismo e consumo di droghe), ha preso molto seriamente l’ultima bravata dello ’scapestrato’ lottatore, che davanti ai dirigenti pare aver ammesso le proprie responsabilità: ”Abbiamo discusso se punirlo o no - ha dichiarato il numero uno del board, Musashigawa -. Lui ha sentito il bisogno di farsi da parte a causa della propria condotta inaccettabile, e noi abbiamo convenuto”.
Asashoryu, nome di battaglia del ventinovenne Dolgorsurengiin Dagvadorj, grande appassionato di pasta e pizza, è un personaggio atipico nel mondo della disciplina tradizionale del Sol Levante: istintivo e senza troppi peli sulla lingua - caratteristiche alquanto insolite per un ’sumotori’ - il lottatore mongolo ha riempito le cronache locali sia per le memorabili gesta sul ring, raggiungendo presto il top della categoria con il titolo di ‘yokozuna’ (’gran campione’), sia per una serie di vicissitudini extra sportive, che gli hanno alienato le simpatie di buona parte degli appassionati.

Nel 2007 era stato sospeso dopo aver finto un infortunio per tornare in Mongolia, dove è  stato sorpreso a giocare a pallone, mentre l’anno successivo si era assentato a lungo per un presunto acciacco fisico, tornando in patria per un’inusuale riabilitazione a base di caccia sulle montagne mongole.

Con ben 25 titoli all’attivo della prestigiosa ‘Coppa dell’Imperatore’, di cui l’ultimo vinto proprio il mese scorso, lo yokozuna mongolo è entrato di diritto - con buona pace dei puristi della disciplina - nella storia del sumo quale terzo lottatore piu’ forte di tutti i tempi.

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  • Giovedì 4 Febbraio 2010

A Sepang Simoncelli debutta (in prova) in MotoGp

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  • Tags: Malesia, Marco Simoncelli, Motogp, San Carlo Honda Gresini, Sepang, sport
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In Malesia

(Foto Ansa/EPA/Ahmad Yusni)

Il motociclista romagnolo Marco Simoncelli del team San Carlo Honda Gresini è al suo primo giorno in MotoGP, nei test di pre-stagione a Sepang, Malesia.

VEDI anche: Test a Sepang, Valentino Rossi presenta la nuova Yamaha

In Malesia
In Malesia
In Malesia


  • redazione
  • Giovedì 4 Febbraio 2010

Test a Sepang, Valentino Rossi presenta la nuova Yamaha

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  • Tags: Jorge Lorenzo, Motogp, Sepang, sport, Valentino Rossi, Yamaha
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In Malesia

(Foto Ansa/EPA/Ahmad Yusni)

Ai test di Sepang, in Malesia, Valentino Rossi si presenta in pista per la prima giornata dedicata ai piloti della Motogp insieme alla sua squadra. Al suo fianco c’è anche Jorge Lorenzo, ma i sorrisi tra i due sono di circostanza.
Per la Yamaha, questo è il primo giorno di scuola, il campionato del 2010 non sarà facile per nessuno a causa del cambio del regolamento, che prevede solo sei motori per tutta la stagione. Regola che Vale non ama…

In Malesia
Svelate le moto
In Malesia
Lo stivale di Vale
In pista

In pista
Stretta di mano
Vale e Jorge
In Malesia
In Malesia


“Secondo me non è molto giusto che la Motogp debba correre con solo sei motori per 18 gare” dice Rossi. Si fa per risparmiare, per ridurre i costi: questo è un problema che bisogna risolvere, però secondo me con due in più, dieci motori sarebbe perfetto, otto potrebbe andare bene, ma sei sono troppo pochi, e bisognerà stare molto attenti per farseli bastare”.

Vengono invece riammessi i motori 1000 nella Motogp. “Sulla carta - afferma Valentino - sono contento di tornare alle 1.000, perché questa cilindrata mi piace di più rispetto alla 800. Però bisognerà vedere quale sarà il regolamento per questi motori e se saranno veloci e divertenti come nel 2006. Ritornare alle 1.000 e guidare una moto diversa è molto importante per le mie motivazioni e per rimanere più a lungo in Motogp, e poi io preferisco le 1.000 alle 800″. (ANSA)

  • redazione
  • Giovedì 4 Febbraio 2010

F1 a Valencia, Alonso scende in pista in F10 ed è subito primo

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  • Tags: F1, F10, Fernando Alonso, Ferrari, Formula 1, sport, Valencia
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Primi test

(Foto Ansa/EPA/Kai Frsterling)

Il giorno di Fernando Alonso è arrivato.
Questa mattina, a Valencia (Spagna), il nuovo pilota della Ferrari ha fatto compiere i primi ‘passi’ alla sua F10.
La vettura rossa con il numero 8 è uscita per la prima volta dal box alle 10.01 per il giro di installazione. Poi, dopo i consueti controlli, tutto era pronto per il primo run, ma una bandiera rossa causata da una macchina ferma in pista (un problema alla Sauber di De la Rosa) ha ritardato l’esordio cronometrato.

Quando Alonso ha finalmente potuto girare, ha rapidamente iniziato ad abbassare i tempi e dopo una decina di tornate ha fermato il cronometro su 1′11″905, a meno di due decimi dal miglior Felipe Massa di ieri (1′11″722).
Dopo una breve sosta, Alonso è rientrato ancora in pista ed ha ottenuto quello che fino ad ora è il miglior tempo in assoluto della tre giorni di test della Formula 1: 1′11″599.

VEDI anche: Ferrari: ecco la F10, la nuova monoposto del Cavallino - F1, test a Valencia. Con il ritorno di Massa e Schumacher

Primi test
Primi test
Primi test
Primi test

Primi test
Primi test
Primi test

  • redazione
  • Mercoledì 3 Febbraio 2010

Conto alla rovescia su Vancouver 2010: i preparativi

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  • Tags: Olimpiadi invernali, sci, sport, Vancouver 2010
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Cypress Mountain

Cypress Mountain (Foto Ansa/EPA/Arne Dedert)

Conto alla rovescia sulle Olimpiadi invernali di Vancouveur 2010, che si terranno in Canada dal 12 febbraio.
La mancanza di neve e una temperatura che è arrivata agli 8 gradi continuano a tenere sulle spine gli organizzatori che però tengono a far sapere che “tutto è sotto controllo”, come ha specificato il presidente del Col John Furlong.

La frase è riferita in particolare al sito di Cypress Mountain, sede delle gare di snowboard e di freestyle, dove in questi giorni è stata ’sparata’ neve artificiale e dove ora è stata trasportata, con dei furgoni, una notevole quantità di neve naturale. Il problema è che rischia di sciogliersi, vista la temperatura, lasciando spazio al fango. Cento lavoratori si stanno dedicando a tempo pieno a risolvere il problema e rimarranno sul posto, ovvero a Cypress Mountain, fino all’apertura dei Giochi. (ANSA)

Poca neve
Davanti al Villaggio degli Atleti
Cypress Mountain
Videocamere di sorveglianza sul Villaggio degli Atleti
Richmond Olympic Oval

L’orologio del conto alla rovescia
Il podio
Prove di cerimonia di premiazione
Davanti al Villaggio degli Atleti
Cypress Mountain

Il via il 12 febbraio
Scale stile Olimpiadi
Cypress Mountain

  • redazione
  • Mercoledì 3 Febbraio 2010

John Terry del Chelsea nei guai per Vanessa

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  • Tags: calcio, Chelsea, Fabio Capello, gossip, John Terry, sport, Wayne Bridge
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L'ex modella Vanessa Perroncel

L'ex modella Vanessa Perroncel (KIKA)

(KIKA) - Tra le fila della nazionale inglese di calcio è il caos. John Terry, difensore del Chelsea, avrebbe avuto, secondo i tabloid inglesi una relazione extraconiugale con l’ex moglie dell’amico e compagno di squadra Wayne Bridge.

L’affare amoroso ruota attorno a due donne: Vanessa Perroncel, ex modella che con Bridge nel 2007 ha dato alla luce un bambino e Toni Poole, attuale moglie di Terry, che ora minaccia il divorzio.

Intanto il ct della nazionale inglese Fabio Capello ha chiesto di poter ritirare la fascia da capitano dal braccio di Terry. Non solo: Wayne Bridge ha fatto sapere che non intende partecipare alle prossime partite della nazionale inglese per non incontrare il suo ex-migliore amico.

L’ex modella Vanessa Perroncel
L’ex modella Vanessa Perroncel
L’ex modella Vanessa Perroncel
Wayne Bridge e Vanessa Perroncel

John Terry e la moglie, Toni Poole
John Terry con Fabio Capello

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  • Martedì 2 Febbraio 2010

Calcio, Egitto campione d’Africa, ma niente Mondiali

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  • Tags: Africa, Angola, calcio, Coppa d'Africa, Egitto, sport
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La squadra in festa

La squadra in festa (AP Photo/Rebecca Blackwell)

Dominare nel proprio continente ma non riuscire mai, Italia ‘90 a parte, a qualificarsi per il Mondiale. È la maledizione che da tanti anni perseguita i Faraoni dell’Egitto, che per la terza volta consecutiva, e la settima in totale, hanno vinto la Coppa d’Africa. Record anche per il capitano Ahmed Hassan, che ha vinto la sua quarta Coppa personale.
È stato un torneo bagnato dal sangue della delegazione del Togo assalita dai guerriglieri angolani, e macchiato dal comportamento dei dirigenti della confederazione calcistica africana, capaci di escludere i togolesi dalle prossime due edizioni del torneo per ingerenze politiche soltanto perché la squadra aveva accolto l’invito del Premier Gilbert Houngbo ed era tornata a casa ritirandosi dalla competizione.
Nonostante tutto questo, e tenendo conto che forse, dopo tre morti, non si sarebbe dovuto giocare, l’Egitto ha vinto con pieno merito, facendo meno del Ghana nella finale odierna condizionata dal caldo ma sfruttando meglio le occasioni avute a disposizione.

La squadra in festa
Il capitano Ahmed Hassan, con Essam El Hadary, impugnano la Coppa d’Africa
Agyemang Opoku (Ghana) vs Ahmed Al Muhamadi (Egitto)
Un tifoso del Ghana durante la partita
Mohamed Zidan (Egitto) vs Hans Sarpei (Angola)

Anthony Annan (Ghana)
Un tifoso
Dede Ayew (Ghana)
Tifosi egiziani seguono la partita da un televisore
Asamoah Gyan (Ghana) vs Wael Gomaa (Egitto)

Un tifoso durante la partita
Mohamed Zidan sul campo da gioco, avvolto da una bandiera egiziana
Tifosi
Mohamed Zidan (Egitto) vs Anthony Annan (Ghana)
Un tifoso egiziano

Kwadwo Asamoah (Ghana)
La squadra in festa dopo la vittoria
La squadra in festa dopo la vittoria
Un momento della cerimonia di chiusura
I tifosi per strada dopo la vittoria dell’Egitto


A 5 minuti dalla fine, Gedo (entrato al 70′ al posto dello spento Moteb) si è inventato la giocata decisiva, entrando in area dalla sinistra dopo uno scambio con Zidan e battendo senza scampo, con un tiro ‘incrociato’ il portiere ghanese Kingston. È stato il quinto gol di questo attaccante che aveva appreso della sua convocazione da un sito internet, ma che poi e’ riuscito ad essere sempre determinante pur entrando ogni volta a match iniziato.
L’Egitto, la cui esperienza ha prevalso sulla gioventù del Ghana (in campo le ‘Black Stars’ si sono presentate con cinque campioni del mondo Under 20 e sei giocatori nati dopo il 1988), ha terminato la Coppa d’Africa senza mai perdere, e a confermare questa superiorità nel continente c’è anche il fatto che è imbattuto da 19 partite in questa competizione, come dire che è il padrone dell’Africa.

Solo la sfortuna, sotto forma di uno spareggio in condizioni ambientali difficili contro l’Algeria (qui strapazzata per 4-0 in semifinale), l’ha privato della soddisfazione di giocare il primo mondiale disputato nel suo continente. A Zidan invece, a fine partita, è stato impedito da forze di sicurezza e volontari di andare sotto il settore dov’erano i tifosi egiziani per festeggiare. Il giocatore si è notevolmente arrabbiato, c’è stato anche un accenno di rissa, poi la confusione ha regnato sovrana, mentre alcuni calciatori dell’Egitto erano ancora impegnati a pregare dopo essersi inginocchiati con la fronte a terra.

(ANSA)

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  • Lunedì 1 Febbraio 2010
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