
Fotografia di Enzo Nocera
Il Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo (Mi) partecipa alla 2^ edizione di Memorandum - Festival della Fotografia Storica con la mostra “Bambini d’altri tempi“, a cura di Roberta Valtorta e Arianna Bianchi, dal 19 febbraio al 27 marzo 2011.
Presso il Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino esposte fotografie di Gabriele Basilico, Maurizio Berlincioni, Carlo Bevilacqua, Mario Cattaneo, Mario Dondero, Guido Guidi, Mimmo Jodice, Enzo Nocera, Tino Petrelli, Francesco Radino, scelte dalle collezioni del Museo di Fotografia Contemporanea.
Questa mostra parla di bambini. Si tratta inoltre di “bambini d’altri tempi”, poiché le fotografie qui presentate, selezionate dalle collezioni del Museo di Fotografia Contemporanea, datano dalla fine degli anni Quaranta ai primi anni Ottanta del Novecento: dunque mostrano figure di bambini che poco o nulla hanno a che vedere con i bambini d’oggi, e dunque ancora più “attraenti”, anche emozionanti, forse commoventi, poiché perse in un tempo lontano, certamente legate a contesti sociali, economici, estetici molto diversi da quelli della nostra contemporaneità.
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Enzo Nocera
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Mario Cattaneo
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Gabriele Basilico
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Mimmo Jodice
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Mario Dondero
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Guido Guidi
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Francesco Radino
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Tino Petrelli
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Maurizio Berlincioni
“Anche questo anno il Museo di Fotografia Contemporanea ha accolto l’invito a partecipare al Festival della Fotografia Storica Memorandum - dichiara Daniela Gasparini, Presidente della Fondazione Museo di Fotografia Contemporanea e Sindaco di Cinisello Balsamo - presentando in anteprima una mostra dalle proprie collezioni. Per il Museo è ormai una piacevole abitudine aprire i propri archivi e presentare parte delle collezioni in altre sedi. Questo perché siamo coscienti dell’importanza che riveste il lavoro sul territorio, che svolgiamo assiduamente da sei anni nella città di Cinisello Balsamo, ma desideriamo anche far conoscere il patrimonio culturale inestimabile che il Museo conserva portandolo verso pubblici più lontani. Per il Festival Memorandum abbiamo scelto di concentrarci sul tema dell’infanzia, per mostrare quanto i bambini di oggi siano profondamente diversi da quelli di ieri. Si tratta di un soggetto spesso usato strumentalmente dalla comunicazione massmediale, dalla pubblicità, dall’immagine televisiva di svago e di consumo, che abbiamo voluto riportare invece ad una dimensione più intima, umana, riflessiva”.

Fotografia di Tino Petrelli

Fotografia di Gabriele Basilico
Nelle fotografie dei grandi autori della fotografia italiana del Novecento non c’è nulla di retorico, c’è invece, sempre e sicuramente, qualcosa di vero. Alcuni di questi fotografi appartengono alla tradizione del grande reportage di impegno sociale (Mario Dondero e Tino Petrelli), di cronaca o di costume (Maurizio Berlincioni, Carlo Bevilacqua, Mario Cattaneo), e hanno affrontato il tema del bambino all’interno di ampie narrazioni riguardanti la vita quotidiana, il lavoro, le condizioni di vita delle classi popolari, la miseria, l’arretratezza, specie nel Sud del paese. Altri sono distanti dal reportage: Enzo Nocera ha dedicato anni di appassionato lavoro al ritratto, spesso proprio studiando il volto e l’atteggiamento dei bambini; Francesco Radino ha lavorato a tutto tondo su molti temi, volentieri includendo figure umane nelle sue narrazioni, anche le figure dei piccoli; Mimmo Jodice ha offerto rappresentazioni simboliche del disagio sociale a Napoli, di cui certamente i bambini sono stati figure centrali; Gabriele Basilico, maestro del paesaggio contemporaneo, agli inizi della sua carriera è stato un sorprendente ritrattista, e allo stesso modo Guido Guidi, indagatore dei luoghi e delle solitudini della contemporaneità, ha saputo ritrarre teneramente i bambini, anche ironicamente riflettendo sulle costrizioni che il ritratto fotografico loro impone: emblematica e simpaticissima, a questo proposito, la sua Bambina costretta a farsi fotografare, del 1975.
Nei toni mesti, gravi, anche drammatici, di Petrelli, nel racconto più sereno di Dondero, Berlincioni, Bevilacqua, Cattaneo, nelle ricerche sociali degli altri autori di cui si diceva sopra, non legati al reportage e già in cerca di linguaggi non solo di tipo narrativo ma già di tono autoriflessivo, l’immagine in bianco e nero dei bambini che ci giunge da queste fotografie provoca in noi una sensazione di grande distanza storica: gli abiti, i corpi, le pose, le espressioni dei volti, degli occhi, di questi piccoli appartengono a un altro mondo, ad altre nostre culture non ancora toccate dalla veloce società del mercato, della tecnologia, della comunicazione; portano il segno profondo di culture ancora tanto vicine alla terra, alla vita contadina, alla fabbrica, alle antiche periferie delle città. Questi bambini, fotografati negli anni Cinquanta come negli anni Settanta, sono in qualche caso i nonni, prevalentemente i padri e le madri dei giovani d’oggi e dei bambini d’oggi.

Il primo treno di un operatore privato (ANSA / TONINO DI MARCO)
È partito alle 7.10 in punto dalla stazione torinese del Lingotto, diretto a Milano Porta Garibaldi.
È il primo treno dell’operatore privato Arenaways, che è arrivato a Milano alle 9.10 con una decina di minuti in anticipo. A bordo circa una ventina di passeggeri, tra cui anche il fondatore e amministratore delegato della società alessandrina, Giuseppe Arena. “Certo non è la partenza che avremmo voluto, visto che non possiamo effettuare fermate intermedie, ma infine ce l’abbiamo fatta”, osserva il manager, che non nasconde un moto di orgoglio.
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Gli interni del nuovo treno Arenaways
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Il primo treno di un operatore privato in partenza
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Sul treno è anche possibile fare la spesa
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Il tragitto: Torino Lingotto - Milano
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Gli interni del nuovo treno Arenaways
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Partenza puntuale alle 7 e 10 dalla stazione Torino Lingotto
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Servizio bar nel nuovo treno Arenaways
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La toilette del primo treno privato italiano
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Gli interni del nuovo treno della società ferroviaria Arenaways
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“I passeggeri sono pochi, ma ci faremo conoscere”
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Il capotreno Laura Scognamillo
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Finora vietate le fermate intermedie tra Torino e Milano
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Gli interni del nuovo treno
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L’Ad della società ferroviaria Arenaways Giuseppe Arena
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Il treno è giunto in anticipo
Il treno si è anche fermato una decina di minuti nei pressi della stazione di Novara perché largamente in anticipo.
A ridurre i tempi del viaggio ha contribuito il fatto che il treno per ora non può effettuare fermate intermedie tra i due capoluoghi.
“Dal punto di vista storico - ci tiene a sottolineare Arena - se non altro ci siamo guadagnati una paginetta nella storia delle ferrovie italiane. Perché oggi è la prima volta che sui binari delle nostre ferrovie presta servizio un operatore privato con carrozze di sua proprietà“. Intanto stasera sul treno delle 18 in partenza da Milano faranno un viaggio, per testare il servizio, alcuni rappresentanti di una associazione dei consumatori.
Una partenza tra le polemiche. Arenaways oggi stesso presenta tre ricorsi: all’Antitrust, all’Ufficio di regolazione dei servizi ferroviari del ministero dei Trasporti e il terzo alla Commissione europea. Ad Arenaways non accettano infatti di non poter fare fermate intermedie nella tratta Torino-Milano.
L’amministratore delegato della società spiega: “Anche perché i treni della Deutsche Bahn, che provengono dal Brennero, fanno fermate intermedie in Italia. E in quel caso la Regione Trentino non ha remato contro, perché si tratta evidentemente di un servizio in più ai viaggiatori”. (Apcom/Ansa)

(Foto ANSA / TONINO DI MARCO)
La macchina organizzativa, al lavoro da oltre un anno, “è ormai pronta”. Ancora poche ore e il mondo potrà ammirare di nuovo la Sindone. Sabato scatta infatti la decima Ostensione da quando la celebre reliquia è conservata a Torino. Un evento “spirituale”, che porterà in pellegrinaggio nel Duomo di San Giovanni un milione e mezzo di persone. Tante sono le persone che si sono già prenotate per venerare il Lenzuolo da domani al 23 maggio. Un modo per ritrovare “fiducia e speranza” nell’immagine della passione, della morte e della resurrezione di Cristo.
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L’arcivescovo di Torino, cardinale Severino Poletto
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L’arcivescovo di Torino, cardinale Severino Poletto
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Il duomo di Torino
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La prima volta dopo il restauro
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La prima volta dopo il restauro
È questo il significato che il custode pontificio del sacro lino, l’arcivescovo di Torino cardinale Severino Poletto, dà all’Ostensione 2010, la prima da quando la celebre reliquia è stata sottoposta a un importante intervento conservativo. Non un evento turistico, né tanto meno una occasione commerciale, ma “una iniziativa pastorale e spirituale”, osserva presentando l’importante appuntamento religioso.
Niente spettacolo, dunque. Perché “la Sindone è luogo di preghiera e non di dibattiti”, osserva sgomberando il campo da qualunque ipotesi di trasformarla nello scenario di trasmissioni televisive e talk show. Tanto più che davanti al Lenzuolo, che secondo la tradizione cattolica è stato utilizzato per avvolgere il corpo di Gesù nel sepolcro, si potrà sostare tre minuti, al massimo cinque nei momenti di minore afflusso di persone. (ANSA)

È cominciata stamane a Torino la prima udienza del maxiprocesso Eternit, il primo procedimento contro una multinazionale in tema di salute.
I due imputati, il miliardario svizzero Stephan Schmidaeiny e il barone belga Louis De Cartier, non sono presenti e sono stati dichiarati contumaci.
Il presidente Giuseppe Casalbore è poi passato ad affrontare le questioni tecniche legate ai responsabili civili: la prima di esse ad essere interpellata è la Presidenza del Consiglio (citata da una signora di Casale Monferrato), i cui avvocati si sono costituiti per chiedere di essere esclusi.
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Un ex operaio
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Parenti delle vittime
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Parenti delle vittime
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Due momenti della manifestazione
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La manifestazione
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Due momenti della manifestazione
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Gli atti
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Un momento della manifestazione
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Un collegio internazionale di difesa
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Gli avvocati Jean Paul Teissoniere e Silvia Topaloff
È presente una folta delegazione di lavoratori e familiari delle vittime della Eternit di Bagnoli, assistita dalla Fillea Campania. Con i lavoratori c’è anche Corrado Gabriele, assessore al lavoro della Regione Campania, istituzione che, con la Regione Piemonte, si è costituita parte civile.
Insieme alle altre delegazioni italiane e a quelle straniere i lavoratori hanno presidiato il palazzo di giustizia di Torino per testimoniare la loro ansia di giustizia, chiedere una sentenza esemplare di condanna che assicuri il giusto risarcimento morale e materiale alle tante vittime dell’irresponsabilità dei padroni belgi e svizzeri e, al tempo stesso, sollecitare la realizzazione dei piani di bonifica, con precise mappature, degli ambienti e dei territori.
Bagnoli ha pagato un tributo altissimo: più di 400 sono state le vittime, tra lavoratori deceduti (226) e gravemente ammalati (107) (ANSA).

L'energia che unisce si espande nel blu, di Marco Gastini (Ferrari - Tardito/LaPresse)
A Torino tornano le Luci d’Artista, un’iniziativa che da anni viene riproposta con successo. Quest’anno sono state ridotte di numero, per via della crisi e dei prestiti, ma sono state introdotte alcune novità. In tutto, si tratta di 15 opere, che rimarranno “accese” fino al 10 gennaio 2010, dall’imbrunire all’una di notte.
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L’energia che unisce si espande nel blu, di Marco Gastini
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Galleria Subalpina
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Via Lagrange
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Regno dei Fiori: nido cosmico di tutte le anime, di Nicola De Maria
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Regno dei Fiori: nido cosmico di tutte le anime, di Nicola De Maria
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Monumento ad Emanuele Filberto di Savoia
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Regno dei Fiori: nido cosmico di tutte le anime, di Nicola De Maria
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Natura artista
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Piazza San Carlo