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tradizioni

Un uomo spara dei colpi in aria con una pistola, dando il via alle celebrazioni (Epa/Str)
Nel villaggio di Kisama, alla periferia di Kohima, nella Repubblica nord-orientale indiana del Nagaland, è in corso l’annuale Festa del bucero, un evento immaginato dalle autorità governative per far conoscere e salvaguardare il patrimonio tradizionale e culturale dei Naga e per incoraggiare l’interazione inter-tribale. A questo festival, il cui obiettivo è mantenere viva e proteggere la ricca cultura Naga, prendono parte tutte le tribù del Nagaland, per una settimana all’insegna di giochi e cerimonie, spettacoli colorati, gare sportive, stand gastronomici, bancarelle di erbe medicinali e fiori, ma anche sfilate di moda e concorsi di bellezza.

(AP Photo/Anupam Nath)
In questa fotogallery, ecco le danze guerriere dei Naga, vestiti in abiti tradizionali, durante la cerimonia di inaugurazione del festival. LE FOTO

Un corridore calpestato da un toro | San Firmino in effigie (AP Photo/Alvaro Barrientos)
Sono ogni anno centinaia di migliaia le persone - fra cui molti turisti stranieri, in particolare anglosassoni- che assistono alle celeberrime corse dei tori di Pamplona. La Fiesta di San Firmino, resa celebre dal romanzo Fiesta di Ernest Hemingway (su bol.it con uno sconto speciale), anima l’estate della cittadina spagnola fin dal 1911.
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Il via alla festa nella piazza principale di Pamplona (AP Photo/Alvaro Barrientos)
Patrono delle confraternite di barcaioli, vinai e fornai, San Firmino viene celebrato con una festa non-stop che dura 204 ore: dalle 12 in punto del 6 luglio, ininterrottamente, fino alla mezzanotte del 14 luglio, la città resta sveglia per 8 giorni e 1/2 . Al centro della grande festa, le corse dei tori - gli encierros che, accompagnati da un’orda di spagnoli e turisti esteri che si divertono a scappare dalla furia degli animali, attraversano le antiche strade della millenaria cittadina lungo una pista di 848,6 metri. Il percorso conduce i tori - ogni giorno di un differente allevamento storico della Navarra - nell’arena di Pamplona, dove sono poi protagonisti delle corride.

Il matador Juan Jose Padilla prima di una corrida (AP Photo/Daniel Ochoa de Olza)
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Dal 1911 si contano 15 “valorosi” morti sul campo, schiacciati o incornati dai tori durante gli encierros: l’ultimo caduto risale al 2009, quando venne ucciso un giovane spagnolo di 27 anni, colpito al collo da un’incornata.
In questo foto-reportage da Pamplona, le foto più belle della Festa di san Firmino edizione 2011, dall’euforia collettiva lungo gli encierros alla crudeltà e al fascino delle corride; sopra tutto domina il rosso: dei fazzoletti, del sangue, del vino, della passione…
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La folla in piazza per il lancio del Chupinazo, che dà il via alla festa
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Il lancio del chupinazo (razzo) dal balcone del consiglio della città a mezzogiorno del 6 luglio dà il via alla festa
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La folla radunata nella piazza attende l’inizio ufficiale della festa
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La folla mostra i tradizionali fazzoletti rossi durante il Chupinazo
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Il lancio di un coraggioso dalla fontana Navarra sulla folla
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La festa nella piazza principale di Pamplona
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Il lancio di un coraggioso dalla fontana Navarra sulla folla
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Acrobazie
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Spunta il seno nudo di una ragazza tra la folla
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Fiumi di vino rosso
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Caldo, vino e allegria
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Acqua dai balconi sul popolo della festa
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I tori dell’allevamento Cebada Gago in corsa
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La corsa dei tori in Calle Estafeta | Un bue-guida dei tori si prende una pausa
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Un toro alle calcagna
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Le foto di una turista da un balcone in Calle Estafeta
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Un toro dell’allevamento Fuente Ymbro in corsa
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Un corridore calpestato da un tori dell’allevamento Torrestrellas | Lo sguardo di un fotografo da dietro una porta che ritrae l’effige di San Firmino
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Spettatori dai balconi osservano la corsa dei tori
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La corsa dei tori dell’allevamento Miura in Calle Estafeta
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Un toro dell’allevamento Victoriano del Rio Cortes a terra in Calle Estafeta
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Il toro per le corna
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Un bacio prima del passaggio dei tori
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Bacio sul balcone nel giorno del Chupinazo
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San Firmino in processione per le vie di Pamplona
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Un Kiliki “colpisce” una suora durante la Comparsa de Gigantes y cabezudos
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L’arrivo di un giovane toro nell’arena dopo la corsa per il centro della città
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Il “novillero” Jimenez Fortes nell’arena: sopraffatto dal toro, resta incolume
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Un toro dell’allevamento Cebada Gago nell’arena
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Il torero David Mora punta la spada contro un toro nell’arena
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L’orecchio del toro, trofeo del matador David Mora
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Il matador Joselillo si prepara all’arena
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Il torero Joselillo all’angolo
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Il torero Joselillo alza la spada insanguinata in segno di trionfo
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Il torero Joselillo nell’arena contro un toro dell’allevamento Dolores Aguirre Ybarra
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Il torero Joselillo prima di entrare nell’arena e alla fine della sua corrida con l’orecchio del toro in mano
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Il torero Cesar Jimenez in attesa di entrare nell’arena
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Il matador Juan Jose Padilla prima di una corrida
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Una banderilla infilzata nel toro
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Il sangue sul dorso di un toro dell’allevamento Fuente Ymbro ferito nell’arena
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Il matador Arturo Saldivar, caduto a terra, si copre la testa dalle carica del toro
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Il torero Ivan Fandino contro un toro dell’allevamento Fuente Ymbro
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L’assistente di un torero in attesa del rito di ingresso, il Paseillo
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Un toro dell’allevamento Torrestrella nell’Arena
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Il torero Alberto Aguilar nell’arena contro un toro dell’allevamento di Dolores Aguirre Ybarra
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Il torero Alberto Aguilar nell’arena contro un toro dell’allevamento di Dolores Aguirre Ybarra
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Il torero Alberto Aguilar nell’arena contro un toro dell’allevamento di Dolores Aguirre Ybarra
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Il torero Rafaelillo nell’arena di Pamplona
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Un toro dell’allevamento Miura ucciso durante la corrida viene trascinato fuori dall’arena
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Giochi di fuoco intorno alla sagoma di un toro in Plaza del Castillo
PRIMO GIORNO 7 LUGLIO
AL VIA IL PRIMO ENCIERRO - Una corsa ”pulita e rapida”, secondo gli specialisti, il primo encierro dell’anno: di poco più di due minuti, senza feriti da cornata. Centinaia di persone hanno corso per le strade del centro della capitale della Navarra con i sei giovani tori dell‘allevamento di Torrestrella, fino alla storica Plaza de l’Ayuntamento. Ci sono stati solo due feriti leggeri, con contusioni.
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Festa tra il vino dopo il lancio del Chupinazo (AP Photo/Daniel Ochoa de Olza)
SECONDO GIORNO 8 LUGLIO
AUSTRALIANO IMPRUDENTE INCORNATO DA UN TORO. Guai per un imprudente australiano, incornato dai tori di Pamplona nella seconda tornata della festa: il giovane di 24 anni ha riportato una fastidiosa ferita alla coscia destra. Stando alle immagini della tv spagnola Tve, l’australiano è corso incontro, con pericolosa audacia, a uno degli infuriati tori che venivano spinti nel recinto: l’animale ha usato le sue corna senza esitare, ma fortunatamente senza infierire troppo. Il giovane si è rialzato da solo, e zoppicando ha raggiunto il vicino ospedale. L’arteria era un po’ intaccata, ma il danno non è stato preoccupante. ”È stato imprudente, è una cosa pericolosa, non si dovrebbe fare così”, ha detto comunque un indignato portavoce dell’organizzazione. Oggi altri tre corridori di nazionalità ignota si sono ’scontrati’ con i tori in modo non grave, con semplici contusioni. I sei animali dell’allevamento Cebada Gago, che in serata hanno preso parte alla per loro ben più impegnativa corrida, hanno corso sulle strade dell’encierro per i rituali 848,8 metri, in tre minuti e 10 secondi.
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I tori dell'allevamento Cebada Gago in corsa (AP Photo/Ivan Aguinaga)
TERZO GIORNO 9 LUGLIO
FRANCESE INCORNATO ALLA COSCIA DA UN TORO. Altro doloroso incontro fra un turista e un toro infuriato. Un francese di 24 anni è stato incornato alla coscia destra, ed è finito in ospedale. I sei tori e sei buoi dell’allevamento Dolores Aguirre hanno battuto stamane il solito tempo di 3 minuti e 50 secondi con un sorprendente arrivo in 2 minuti e 60 secondi.
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L'arrivo di un giovane toro nell'arena dopo la corsa per il centro della città (AP Photo/Ivan Aguinaga)
QUARTO GIORNO 10 LUGLIO
DIECI FERITI A PAMPLONA Almeno 10 persone, tutte di nazionalità spagnola, rimaste ferite nella quarta giornata degli encierros. A differenza di quanto accaduto nei giorni scorsi, i feriti di oggi sono stati ricoverati in ospedale per avere riportato traumi non gravi, probabilmente in una caduta. Secondo la Tv spagnola all’encierro di oggi hanno partecipato almeno 3mila persone. Stando all’emittente diverse di loro sono cadute durante la corsa con i tori e alcune sono state calpestate dagli animali ma senza conseguenze.
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Il "novillero" Jimenez Fortes sopraffatto dal toro, resta incolume (AP Photo/Daniel Ochoa de Olza)
SESTO GIORNO 12 LUGLIO
DUE INCORNATI E CINQUE CONTUSI NEL SESTO ENCIERRO Due giovani sono stati feriti dalle cornate dei tori a Pamplona nel sesto e terzultimo encierro della festa di San Firmino. Uno è stato colpito al petto, l’altro al braccio destro. Un migliaio i partecipanti alla corsa che ha lasciato a terra anche cinque contusi, con tagli, escoriazioni e in qualche caso fratture, tra quanti sfidavano sei tori e sei vitelli lungo 800 metri di strade strade tortuose percorse in appena due minuti e 16 secondi.
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L'orecchio del toro, trofeo per il matador David Mora (AP Photo/Daniel Ochoa de Olza)
SETTIMO GIORNO 13 LUGLIO
SETTE FERITI NEL PENULTIMO “ENCIERRO” È di sette feriti il bilancio del penultimo encierro. Un toro si è staccato dagli altri e ha colpito un uomo alla schiena per poi sollevarlo da un braccio con le corna. Nessuno dei feriti è in gravi condizioni.
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Il sangue sul dorso di un toro dell'allevamento Fuente Ymbro ferito nell'arena (AP Photo/Daniel Ochoa de Olza)

(Epa/Jeon Heon-Kyun)
Ogni anno, nel lunedi della terza settimana di maggio, in Corea del Sud si celebra il “Giorno del passaggio all’età adulta” (Coming of age day): i ragazzi che nell’anno in corso compiono 21 anni e le ragazze che ne compiono 18 sono protagonisti di una cerimonia pubblica, durante la quale ricevono tre doni: un bacio, fiori e profumi. Per questi ragazzi inizia ora la vita indipendente, non più sotto la protezione delle famiglie, possono sposarsi, bere alcolici, fumare, votare e guidare.
Ecco le celebrazioni - è la 39esima edizione dell’evento - nel villaggio di Namsangol Hanok, in uno di distretti centrali di Seul.
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Nel villaggio di Namsangol Hanok
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Due donne adulte sistemano l’acconciatura di una ragazza
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Anche turisti tra le ragazze che festeggiano l’età adulta
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In posa per la foto ricordo
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Quella di quest’anno è la trentanovesima edizione della Cerimonia in Corea del Sud
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Con i costumi e le bandiere tradizionali
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Le ragazze bevono una tazza di vino durante la cerimonia
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Due donne adulte sistemano l’acconciatura di una ragazza
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La cerimonia di svolge ogni anno nel lunedi della terza settimana di maggio
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Durante la cerimonia i ragazzi ricevono tre doni: un bacio, fiori e profumi
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Ragazzi in costumi tradizionali
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Un ragazzo indossa l’abito da cerimonia
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Una turista tra le ragazze coreane
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Un momento della cerimonia
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Ultimi ritocchi prima della cerimonia

Presso il tempio buddhista Sensoji (Epa/Franck Robichon)
Presso il tempio buddhista Sensoji di Tokyo, in Giappone, circa 80 bambini con meno di un anno di età hanno partecipato alla festa di Nazikumo, che letteralmente significa “sumo del pianto” o “sumo in lacrime”, durante la quale i piccoli, tra le braccia dei genitori, si sfidano uno contro uno: vince quello che, secondo il responso di un giudice, piange per primo.
La tradizione che si celebra in questa occasione è riassunta nel proverbio giapponese ”Nakuko wa sodatsu”: il bambino che piange forte crescerà sano. Si ritiene, infatti, che farvi partecipare i bambini garantisca loro buona salute perché, con le lacrime, anche gli spiriti negativi lasciano il corpo del bambino.
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Presso il tempio buddhista Sensoji
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Circa 80 bambini hanno partecipato alla festa rituale
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Si ritiene che far partecipare i bambini garantisca loro buona salute
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Con le lacrime, anche gli spiriti negativi escono dal corpo del bambino
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Nazikumo significa letteralmente “sumo del pianto” o “sumo in lacrime”
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Partecipano solo bambini con meno di un anno
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Vince il bimbo che piange per primo, secondo il responso di un giudice
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La tradizione è riassunta nel proverbio giapponese ”Nakuko wa sodatsu”: il bambino che piange forte crescerà sano
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Presso il tempio buddhista Sensoji
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(AP Photo/Alberto Saiz)
Come ogni anno la città di Valencia ha celebrato l’antica Festa delle Fallas. Le tre settimane di festeggiamenti dedicate a San Giuseppe, patrono dei falegnami, si sono concluse nella notte del 19 marzo, denominata Cremà, durante la quale oltre 800 Fallas dell’edizione 2011 sono state bruciate in altissimi e bellissimi falò, scatenati da fuochi artificiali.
Le Fallas sono delle colossali costruzioni artistiche, fatte di materiali combustibili come legno e cartapesta, che rappresentano in forma satirica figure e personaggi legati all’attualità. La loro costruzione, curata da artisti detti falleros, è resa possibile grazie agli abitanti dei singoli quartiere che, riuniti in commissioni, lavorano per tutto l’anno all’organizzazione della festa.
Dopo essere state esposte al pubblico per vari giorni, per le strade e negli angoli più caratteristici di Valencia, nell’ultima notte della festa, le Fallas vengono date al fuoco. Nonostante la loro bellezza e i mesi di lavori necessari per la loro preparazione, solo una si salva dal rogo: si tratta del ninot (effigie) preferito dai visitatori per bellezza, arguzia e intenzione satirica. Scampando al rogo, viene definito Ninot indultat e finisce nel Museo Fallero, ricavato in un ex convento, insieme ai ninot indultati negli anni precedenti.
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Come ogni anno la città di Valencia ha celebrato l’antica Festa delle Fallas
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Si sono concluse le tre settimane di festeggiamenti dedicate a San Giuseppe, patrono dei falegnami
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Nella notte del 19 marzo, denominata Cremà, oltre 800 Fallas sono state bruciate in altissimi e bellissimi falò
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Le Fallas sono delle colossali costruzioni artistiche, fatte di materiali combustibili come legno e cartapesta
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Rappresentano in forma satirica figure e personaggi legati all’attualità
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La loro costruzione dura per mesi ed è curata da artisti detti falleros
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Dopo essere state esposti al pubblico per vari giorni, vengono date al fuoco
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Nonostante la loro bellezza e i mesi di lavori necessari per la loro preparazione, solo una si salva dal rogo
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È quella preferita dai visitatori per bellezza, arguzia e intenzione satirica: definita Ninot indultat, verrà conservata nel Museo Fallero
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La Nit del Foc, penultima notte di festeggiamenti
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Mariano Rajoy, leader del Partito popolare spagnolo
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Il Presidente USA Barack Obama in versione Biancaneve
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La Presidente argentina Cristina Fernandez de Kirchner
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Silvio Berlusconi
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Pep Guardiola e Josè Mourinho
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Il Presidente del Venezuela Hugo Chavez
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Iker Casillas e Sara Carbonero
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Il difensore del Barcelona Carles Pujol
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Il Primo Ministro spagnolo Josè Luis Rodriguez Zapatero
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Las Fallas a Valencia

ANSA/Cornell University
Una “leggenda metropolitana” ancora molto diffusa in Italia fa erroneamente risalire l’origine della Festa della donna alla volontà di commemorare una strage di operaie che sarebbe avvenuta l’8 marzo del 1908 tra le mura della fabbrica di abbigliamento Cottons di New York, causata da un incendio divampato nell’edificio, in cui avrebbero perso la vita 129 donne. Altre versioni di questa “tradizione inventata” collocano l’incendio a Boston, Chicago, Cotton.
Di questo avvenimento non c’è però traccia documentaria, né nelle cronache coeve, né nei successivi studi di storia del movimento operaio statunitense, come hanno scoperto e raccontato per la prima volta nel 1987 le femministe Tilde Capomazza e Marisa Ombra, secondo le cui ricerche la leggenda della Cottons fece la sua prima comparsa il 7 marzo 1952 sul settimanale bolognese La lotta.
Il fatto che l’incendio della famigerata Cottons non sia mai avvenuto non significa però che l’episodio sia storicamente improbabile. Un incendio analogo a quello della leggenda, infatti, è realmente avvenuto a New York, anche se tre anni e qualche settimana dopo la sua collocazione leggendaria. Il 25 marzo del 1911, a New York, un incendio divampò all’interno della Triangle Shirt Waist Company, uccidendo 146 lavoratori (39 italiani), soprattutto donne, che vi rimasero intrappolati, bruciando vivi o lanciandosi dalle finestre dell’ottavo e nono piano dell’Asch Building.
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Il rogo della Triangle Shirt Waist Company: la folla assiste alle operazioni di salvataggio dei Vigili del fuoco
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Vigili del fuoco impegnati a domare l’incendio
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Alcune vittime del rogo
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Alcune delle vittime del rogo
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I proprietari della Triangle Shirt Waist Factory: Max Blanck e Isaac Harri
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Interno della fabbrica di New York in una foto dei primi del 1900
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Il decimo piano dell’edificio distrutto dal rogo
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Parenti delle vittime del rogo
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Donne al lavoro in una sartoria in una foto dei primi del ‘900
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Donne al lavoro in una sartoria in una illustrazione dei primi del ‘900
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Operai al lavoro in una sartoria in una foto dei primi del ‘900
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Una manifestazione per i diritti delle lavoratorici in una foto senza data del primo decennio del 1900
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Una manifestazione per i diritti delle lavoratorici in una foto senza data del primo decennio del 1900
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L’edificio di 10 piani che ospitava la fabbrica, oggi sede del Dipartimento di scienze della New York University
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La targa posta sull’angolo dell’Asch Building all’angolo tra Washington Place e Green Street ricorda il rogo
Oggi al posto della Tringle Shirtwaist Factory c’è il dipartimento di scienze della New York University, e proprio alla New York University (al 528 La Guardia Place) oggi, nel giorno della festa della donna, si è aperta una mostra fotografica con immagini di quel rogo, le cui vittime erano per la maggior parte giovani immigrate che lavoravano 14 ore al giorno, 6 giorni a settimana, per una manciata di dollari. I proprietari, per timore che le sartine si allontanassero dal posto di lavoro, avevano dato ordine di chiudere a chiave le porte. E quando scoppiò l’incendio, l’Asch Building si trasformò in una trappola mortale.
I resti delle vittime non riconosciute erano stati sepolti nel cimitero di Evergreens, al confine tra Brooklyn e Queens. A distanza di un secolo gli ultimi 6 ignoti, 5 donne e un uomo, sono stati finalmente identificati (grazie all’ostinazione del ricercatore Michael Hirsch) e per la prima volta il prossimo 25 marzo - quando ci sarà la commemorazione ufficiale - verranno scanditi di fronte all’Asch Building assieme a quelli delle altre 140 vittime. Al processo i proprietari della fabbrica, Max Blanck e Isaac Harri, non vennero riconosciuti colpevoli di alcun reato e i lavoratori del settore abbigliamento scesero in piazza per alcune settimane di fronte all’edificio fino a quando la municipalità decise di adottare misure a difesa dei lavoratori, specie nel campo della sicurezza.
PER APPROFONDIRE:
La verità sull’8 marzo delle donne per quel libro scovato per caso Intervista di La Repubblica (2009) a Tilde Capomazza e Marisa Ombra, autrici di 8 Marzo. Storie, miti e riti della Giornata Internazionale della Donna (Iacobelli, 2009)
8 marzo festa internazionale delle donne: alle origini di una tradizione dal sito della CGIL
Quella svista sull’8 marzo di Gian Antonio Stella su Il Corriere della Sera (2004)
The Triangle Factory Fire 100 Years Later I documenti sul rogo della Triangle messi in rete dalla Cornell University.

La marmotta Punxsutawney Phil (AP Photo/Keith Srakocic)
Negli Stati Uniti la primavera arriverà presto: questa è la predizione della marmotta Phil che questa mattina, nel bel mezzo di una tempesta di neve che sta investendo mezzo Paese, ”non ha visto la propria ombra”. Quindi, secondo un’antica tradizione importata nell’800 da migranti tedeschi, la primavera non si farà aspettare a lungo, anche se l’eccezionale ondata di freddo che ha colpito l’America lascia dei dubbi sull’attendibilità del roditore.
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Oggi il verdetto del roditore
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Il Giorno della marmotta è un evento popolarissimo negli Usa
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L’evento si ripete ogni anno il 2 febbraio
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Si tratta di una tradizione importata negli USA da migranti tedeschi nell’800
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L’ultima volta in cui la marmotta ha predetto l’arrivo anticipato della primavera è stato nel 2007
Quel che è certo è che il Giorno della marmotta è un evento popolarissimo negli Usa, dove è seguito in diretta televisiva con i reporter dei principali network inviati nella cittadina della Pennsylvania dal nome impronunciabile (Punxsutawney) che ospita la marmotta divinatrice. Gli organizzatori dell’evento - che si ripete ogni due di febbraio - si vestono in frac e tuba per l’occasione ed una folla di aficionados sfida le intemperie per sapere se la marmotta vedrà o meno la propria ombra all’uscita della tana dove si trovava in letargo. In sostanza funziona così: se il tempo è nuvoloso, come oggi in Pennsylvania, il club della marmotta annuncia che la primavera arriverà a breve. In caso contrario, cioè se c’è il sole, la marmotta appena uscita vede la sua ombra e gli organizzatori mestamente la rimettono nella sua tana perché l’inverno durerà ancora ben sei settimane. (ANSA)

Nel villaggio di Lahe
Alcuni clan della tribù indo-mongola dei Naga - in passato cacciatori di teste - vivono in aree montane lungo il confine nord-occidentale della Birmania con l’India. Generalmente risultano inaccessibili ma, una volta l’anno, in occasione dei festeggiamenti per il nuovo anno, accolgono curiosi e turisti. Vestiti di abiti tradizionali, con scudi, lance e copricapi con corna di cinghiale, i guerrieri Naga si cimentano in canti e danze di guerra, al suono dei tamburi, per fare sfoggio del loro valore di cacciatori e impressionare le donne non sposate. Quest’anno la festa si è svolta nel villaggio di Lahe, ma ogni anno si sposta, a turno, tra Leshi, Khamti e Htamanthi.
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Festeggiamenti per il nuovo anno nel villaggio di Lahe
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Lungo il confine nord-occidentale della Birmania con l’India
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Canti e danze di guerra, al suono dei tamburi
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Fanno sfoggio del loro valore di cacciatori
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Ogni anno la festa si sposta, a turno, tra i villaggi di Leshi, Khamti e Htamanthi
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Generalmente risultano inaccessibili ma, in occasione del Nuovo anno, accolgono curiosi e turisti

(AP Photo/Arturo Rodriguez)
A San Bartolomé de Pinares, nella comunità spagnola autonoma di Castiglia e León, si svolge ogni anno la tradizionale festa in onore di Sant’Antonio, patrono degli animali. Nel piccolo comune di 720 abitanti, durante la notte che precede la festa, vengono allestiti enormi falò, conosciuta come Luminarias. Dopo aver ricevuto una benedizione, i fantini ne attraversano poi le imponenti fiamme con i loro cavalli. Secondo la tradizione, questo rito ha il potere di purificare gli animali e proteggerli dalle malattie.
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A San Bartolomé de Pinares, nella comunità spagnola autonoma di Castiglia e León
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La tradizionale festa in onore di Sant’Antonio, patrono degli animali
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Nella notte che precede la festa, vengono allestiti enormi falò, conosciuti come Luminarias
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Dopo aver ricevuto una benedizione, i fantini attraversano le imponenti fiamme con i loro cavalli
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Secondo la tradizione, questo rito ha il potere di purificare gli animali e proteggerli dalle malattie
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La festa si svolge ogni anno da oltre cinque secoli
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San Bartolome de Pinares si trova a circa 100 km da Madrid
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Le associazioni animaliste denunciano la crudeltà di questo rituale

(AP Photo/Matt Dunham)
Centinaia di migliaia di persone hanno partecipato a Londra al Carnevale di Notting Hill, la grande festa annuale della cultura caraibica, diventato il più grande festival di strada d’Europa.
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Centinaia di migliaia di persone hanno partecipato a Londra al Carnevale di Notting Hill
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Una partecipante in costume da carnevale caraibico
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I colori di Notting Hill
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Notting Hill, Londra
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Vestite di piume o di bikini, le danzatrici hanno ballato su carri decorati
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Festa simbolo della multiculturalità di Londra
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Notting Hill è un quartiere dell’ovest di Londra
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Danze caraibiche
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Una grande festa dove tutti sono invitati
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IL Carnevale di Notting Hill nacque dall’iniziativa della comunità degli immigrati caraibici
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La prima edizione di protesta nel 1959
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La festa, che in passato era stata occasione di violenti scontri, è stata sorvegliata da circa 5.000 poliziotti
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Vuvuzelas al carnevale
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È la più grande festa di strada europea
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Notting Hill, Londra
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Si celebrano le culture afro-caraibiche
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Allegria e feste per le strade
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Ritmo e sensualità
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Il carnevale visto da un autobus
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I partecipanti hanno bevuto e danzato per le strade
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La musica: si va dal soul al jazz, dalla house al funk
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Le vie di Notting Hill a Londra hanno perso in questi giorni i toni grigi tipicamente britannici
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Una foto con l’ufficiale di polizia
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Il Caribbean Carnival
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Ogni anno, l’ultimo week end di agosto
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Non c’è biglietto d’ingresso: basta buttarsi nella mischia
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Un vero e proprio festival multiculturale
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Gli spettatori giungono da ogni parte del mondo
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Le scuole di samba della città partecipano con i loro carri
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Al ritmo di orchestre e altoparlanti, fra gli odori della cucina caraibica
Vestite di piume o di bikini, le danzatrici hanno ballato su carri decorati che hanno sfilato per tutta la giornata in questo quartiere dell’ovest di Londra. I partecipanti hanno bevuto e danzato per le strade, al ritmo di orchestre e altoparlanti, fra gli odori della cucina caraibica.

(AP Photo/Matt Dunham)
La festa, che in passato era stata occasione di violenti scontri, è stata sorvegliata da circa 5.000 poliziotti. Secondo la polizia, 150 persone sono state arrestate, per droga o disturbo all’ordine pubblico.

Festa simbolo della multiculturalità di Londra
Il Carnevale è stato creato nel 1959 da immigrati di quelle che erano allora le colonie britanniche nei Caraibi, come una sfida alle autorità dopo i moti che erano scoppiati un anno prima a Londra. Da allora ha avuto luogo in diversi quartieri della città, fino a stabilirsi nel ‘64 a Notting Hill.
(ANSA-AFP)

Il Chupinazo: il lancio del razzo che dà il via alla festa (AP Photo/Victor R. Caivano)
Iniziata lo scorso 6 luglio alle 12.00 in punto, come da tradizione, con il tradizionale grido di ‘Viva San Fermin‘ e il lancio del chupinazo (il razzo che annuncia le feste) dal balcone del consiglio della città di Pamplona, la tradizionale festa dei tori in onore di San Firmino di Amiens - copatrono di Navarra e patrono della diocesi di Pamplona - è giunta quest’anno alla 150/esima edizione.
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Il Chupinazo: il lancio del razzo che dà il via alla festa
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Fiumi di vino rosso nella giornata inaugurale
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In alto i fazzoletti rossi
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La piazza centrale di Pamplona nel primo giorno della festa
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Acqua dai balconi sui corridori
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Salti sulla folla dalla fontana Navarreira
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Dai balconi acqua fresca sui partecipanti
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La banda | Un bacio a San Firmino
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Fazzoletti rossi sventolano dai balconi
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Il matador Salvador Cortes
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Il matador Salvador Cortes
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Dai balconi acqua fresca sui partecipanti
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Le feste che Pamplona celebra tra il 6 e il 14 luglio in onore di San Firmino di Amiens sono chiamate Los Sanfermines
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Il ‘banderillero’ Juan Martin Soto
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In fuga dai tori
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La tradizionale festa dei tori è in onore di San Firmino di Amiens, copatrono di Navarra e patrono della diocesi di Pamplona
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La festa di San Firmino ha una durata di 204 ore ininterrotte
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Ogni mattina alle 8 un encierro: i tori invadono le strade della capitale della Navarra
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Sdraiati per l’ingresso del toro nell’Arena
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8 giorni di processioni, venerazioni del santo patrono, bollettini dei feriti, ubriacature mattutine e corride pomeridiane.
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Spettacoli pirotecnici
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La festa di San Firmino è stata celebrato da Ernest Hemingway nel suo romanzo Fiesta (Il sole sorgerà ancora)
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Quest’anno la vittoria spagnola ai mondiali di calcio ha reso la festa indimenticabile
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Questo appuntamento continua a richiamare in città turisti da tutto il mondo
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Incornato il torero Juan Jose Padilla
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Il toro Cachero, 655 kili, pronto alla macellazione
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Il comune ha speso 2,8 milioni per la rigorosa organizzazione, impegnando 3 mila uomini del personale medico e di sicurezza
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Ogni mattina alle 8.00 decine di persone - circa 3.500 - hanno percorso, correndo per un tempo dai due ai quattro minuti, gli 848 metri dell’encierro, insieme a 6 toros bravos (selvaggi)
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L’encierro conduce, per le strade di pietra del centro della città, alla Plaza de toros
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‘anno scorso, la morte del corridore ‘professionista’ Daniel Jimeno sollevo’ una dura polemica sulla festa
La festa di San Firmino ha una durate di 204 ore ininterrotte, durante le quali ai famosi otto encierros - quando i tori invadono le strade della capitale della Navarra - si alternano processioni, venerazioni del santo patrono, bollettini dei feriti, ubriacature mattutine e corride pomeridiane.

Fiumi di vino rosso nella giornata inaugurale (Epa/J.Diges | AP Photo/Victor R. Caivano)
Celebrata da Ernest Hemingway nel suo romanzo Fiesta (Il sole sorgerà ancora), questo appuntamento continua a richiamare in città turisti da tutto il mondo. Il comune ha speso 2,8 milioni per la rigorosa organizzazione, che quest’anno ha proibito anche l’uso delle Vuvuzelas in città e ha impegnato 3 mila uomini del personale medico e di sicurezza.

(Epa/Jim Hollander)
Ogni mattina alle 8.00 decine di persone - circa 3.500 - hanno percorso, correndo per un tempo dai due ai quattro minuti, gli 848 metri dell’encierro, insieme a 6 toros bravos (selvaggi): per le strade di pietra del centro della città fino a giungere alla Plaza de toros. L’anno scorso, la morte del corridore ‘professionista’ Daniel Jimeno sollevo’ una dura polemica sulla festa. Il giovane madrileno è stato la prima vittima degli ultimi 14 anni di corse, e la 15/esima dal 1911. (ANSA)

Il matador Salvador Cortes (AP Photo/Victor R. Caivano)