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Vancouver 2010

(Foto ANSA/DANIEL DAL ZENNARO)
Per la cerimonia di chiusura dei Giochi di Vancouver è stato Giuliano Razzoli ad avere l’onore di portare la bandiera italiana. Gliela aveva idealmente consegnata lo stesso presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che si era personalmente complimentato con lui al telefono dopo la vittoria nello slalom speciale.
L’Italia torna a casa nel segno di Razzoli, capace all’ultimo di risollevare un ambiente altrimenti depresso. Il bottino olimpico azzurro a Vancouver 2010 è stato 1 oro, 1 argento e 3 bronzi. Cinque medaglie in tutto e tanti quarti posti. Troppo poco dopo i fasti di Torino 2006. A Vancouver si è chiuso un ciclo azzurro soprattutto nel fondo, sia maschile che femminile.
Per Sochi se ne deve aprire un altro.
Alla fine, però, l’oro di Razzoli, applaudito con gioia dagli stessi canadesi, ha riportato fiducia e ottimismo.
L’Italia, nell’affidare a lui, la bandiera gli ha voluto esprimere un ‘grazie’ olimpico che vale tutta la spedizione.
LEGGI anche: Addio Vancouver, l’oro di Razzoli salva la faccia all’Italia. Ma non chiamatelo Tomba
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La medaglia
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Con Gianni Petrucci
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Il podio
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La gioia
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La discesa
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La gioia
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Vince in slalom a 18 anni dalla leggenda di Tomba
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I primi tre
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La gioia
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La discesa
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La discesa
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La gioia

(AP Photo/Mark Baker)
La medaglia era un sogno impossibile, ma i Giochi di Vancouver sono da incubo per Carolina Kostner. L’azzurra del pattinaggio, la star più attesa, è crollata sul ghiaccio del Pacific Coliseum dove era arrivata per recuperare, con il libero, il settimo posto con cui aveva concluso il corto: e invece ha inanellato errori a ripetizione, con cadute su tutta la prima sequenza di salti che hanno compromesso l’intero esercizio. Una delle notti più amare per la pattinatrice, che si mette le mani nei capelli quando la musica finisce, è costretta a rimandare indietro le lacrime e fare l’inchino davanti al pubblico che comunque ha cercato di sostenerla.
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La caduta
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Amarezza a fine gara
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La caduta
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Programma libero
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La caduta
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La performance
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Amarezza a fine gara
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La performance
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Mano sul ghiaccio
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Amarezza a fine gara
Il sedicesimo posto è un’umiliazione per la campionessa europea, che a Torino aveva meglio figurato con il nono posto. L’oro, come da previsione, è andato alla coreana Yu Na Kim, da record, seguita dalla giapponese Mao Asada. Bronzo alla canadese Joannie Rochette, salita sul podio dopo lo choc della morte improvvisa della mamma domenica scorsa.
E per l’Italia si chiude l’ennesimo giorno no, con la cartolina peggiore. Quella del tonfo della Kostner. “Si impara dalle sconfitte, con tutte quelle che ho subito il mio futuro dovrebbe essere brillante” dice l’azzurra prima di scoppiare a piangere, “oggi non era il mio momento, ma prima o poi dovrà arrivare. Il talento c’è, non sono balle. Non mi posso arrendere”.

Amy Williams (Gran Bretagna), oro nello skeleton femminile (EPA/ALESSANDRO DELLA BELLA)
In questa galleria di immagini, le foto dei vincitori nelle singole discipline olimpiche dei Giochi invernali in corso a Vancouver.
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Amy Williams (Gran Bretagna), oro nello skeleton femminile
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Michael Schmidt, oro Michael Schmid (Svizzera) ha vinto nello skicross uomini del programma di freestyle
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Lee Jung-Su (Corea del Sud), oro nei 1000 metri dello short-track maschile
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Bode Miller (USA), oro nella Supercombinata
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Ireen Wust (Olanda), oro nei 1500 metri donne del programma di pattinaggio velocità
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Evan Lysacek (USA), oro
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Andrea Fischbacher (Austria), oro
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Marcus Hellner (Svezia) nella 30 km di fondo
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Simon Ammann (Svizzera), oro nel salto con gli sci da trampolino grande
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Maria Riesch (Germania), oro nella supercombinata femminile di sci alpino
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Christine Nesbitt (Canada), oro nei 1000 metri di pattinaggio di velocità
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Emil Hegle Svendsen (Norvegia), oro nella 20 km individuale di biathlon
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Tora Berger (Norvegia), oro nella 15 km di biathlon donne
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Torah Bright (Australia), oro nell’halfpipe femminile
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Shaun White (USA), medaglia d’oro nell’half-pipe maschile
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Patric Leitner e Alexander Resch, medaglie d’oro nello slittino doppio
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Nikita Kriukov (Russia), oro nello sprint di fondo
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Shani Davis (USA), oro nei 1000 m del pattinaggio di velocità
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Marit Bjoergen (Norvegia), oro nello sprint femminile
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Wang Meng (Cina), oro nello short track
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Lindsey Vonn (USA), oro nella discesa libera
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Maelle Ricker (Canada), oro nello snowboard cross femminile
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Seth Wescott (USA), oro nello snowboard cross
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Bjoern Ferry (Svezia), oro nell’inseguimento del biathlon
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Magdalena Neuner (Germania), medaglia d’oro nella 10 km ad inseguimento
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Lee Sang-Hwa (Corea del Sud), oro nei 500 metri pattinaggio velocità
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Dario Cologna (Svizzera), oro nei 15 km a tecnica libera di fondo
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Alexandre Bilodeau (Canada), oro nel freestyle
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Tae-Bum Mo (corea del Sud), oro nei 500 metri maschili del pattinaggio di velocità
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Shen Xue e Zhao Hongbo (Cina), oro nel pattinaggio di figura
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Charlotte Kalla (Svezia), oro nel fondo 10 km tecnica libera
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Didier Defago (Svizzera), oro nella discesa libera di sci alpino
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Jason Lamy (Francia), oro nella combinata nordica, la specialità che unisce salto dal trampolino e 10 km di fondo
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Felix Loch (Germania), oro nello slittino singolo
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Martina Sablikova (Repubblica ceca), oro nei 3000 metri di pattinaggio velocità
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Vincent Jay (Francia), oro nella 10 km maschile
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Sven Kramer (Paesi Bassi), oro nel pattinaggio, specialità pista lunga
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Anastazia Kuzmina (Slovacchia), oro nel biathlon
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Simon Ammann (Svizzera), oro nel salto con gli sci
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Andreas e Wolfgang Linger (Austria), oro nel doppio dello slittino

(Federico Tardito/LaPresse)
(ANSA) - Festa grande a Casa Italia a Vancouver per Arianna Fontana, 19 anni, di Sondrio, e per la sua storica medaglia di bronzo. Con il terzo posto conquistato al Pacific Coliseum, la pattinatrice azzurra è diventata infatti la prima medaglia individuale nella storia olimpica dello short track italiano e per questo nella notte italiana il risultato della Fontana è stato calorosamente salutato dal presidente del Coni, Gianni Petrucci, dal capo missione, Raffaele Pagnozzi, e dal presidente della federazione Speed Skating, Giancarlo Bolognini.
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La gioia dopo la gara
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Arianna Fontana
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Arianna Fontana durante la gara
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Durante la gara finale dei 500 metri
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Durante la gara finale dei 500 metri
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Durante la gare di qualificazioni
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Un momento della gara
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Arianna Fontana sul podio
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Sul podio con la cinese Wang Meng (oro) e la canadese Marianne St-Gelais (argento)
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Sul podio con la cinese Wang Meng (oro) e la canadese Marianne St-Gelais (argento)
Lei, Arianna, ha ricevuto un assegno di 50mila euro, ha ringraziato, e ha detto che deve al suo fidanzato, il compagno di nazionale Roberto Serra, la conquista del bronzo. ”Mi ha detto che potevo farcela, dovevo solo cercare di essere me stessa, di fare la mia gara. E aveva ragione. Mi è stato vicino, mi ha motivato”.
La chiave della vittoria è stata la partenza, sulla quale ha lavorato per mesi, mettendo a punto una tecnica tutta sua, diversa dalle avversarie. ”Parto col piede destro girato, già pronto per la curva. Mi piace, ho guadagnato un paio di decimi da quando ho imparato a partire così. Ieri sapevo che mi giocavo la medaglia in partenza e così ho fatto. Poi sono andata a tutta. Perché lo short track è così, devi andare a tutta. Sono contenta. E orgogliosa. Vincere una medaglia alle olimpiadi non è da tutti”.

David, Il padre di Nodar Kumaritashvili (AP Photo/Shakh Aivazov)
(ANSA) - Il corpo di Nodar Kumaritashvili, lo slittinista georgiano morto in un incidente sulla pista durante l’allenamento a poche ore dal via dei Giochi, ha lasciato ieri il Canada per tornare nel suo paese natale. La salma ha lasciato l’aeroporto di Vancouver alla volta di Tbilisi, con due scali a Monaco e Francoforte. Ieri mattina una cinquantina di persone si sono radunate intorno al feretro, coperto dalla bandiera georgiana, per una cerimonia intima: presente anche lo zio del giovane atleta e i compagni di squadra. La bara è stata portata da otto persone, tra cui il capo del Vanoc, Furlong; l’auto l’ha poi condotta verso l’aeroporto, scortata dalla polizia canadese.
Gli abitanti di Bakuriani, città natale di Kumaritashvili e nota stazione sciistica al centro della Georgia, si sono stretti fin da subito intorno al dolore della famiglia dell’atleta: la madre Dodo Kharazishvili, il padre David Kumaritashvili e la sorella.
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David, Il padre di Nodar Kumaritashvili
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Dodo Kharazishvili, la madre dell’atleta
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David, Il padre di Nodar Kumaritashvili
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Amici e parenti intorno alla casa di Nodar Kumaritashvili
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Il dolore dei genitori
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David, il padre di Nodar Kumaritashvili
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La bara lascia Vancouver
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Il cordoglio a Vancouver, prima che la salma lasci il Paese
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La bara lascia Vancouver
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Il dolore del coach georgiano Felix Kumaritashvili

Alessandro Pittin (Foto Ansa/DANIEL DAL ZENNARO)
La medaglia che non ti aspetti arriva dopo un salto spettacolare e 10 km di fatica che si colorano di bronzo. Quello di Alessandro Pittin, 20 anni compiuti tre giorni fa e un podio olimpico che pesa doppio, perché è il primo per l’Italia ai Giochi di Vancouver, e anche quello della storia di una disciplina, la combinata nordica figlia di un Dio minore per lo sport azzurro.
La pulce della neve, uno scricciolo alto un metro e 60 per 50 kg di peso, ha cominciato a crederci fin da quando il salto, che non è certo il suo punto di forza, lo ha spinto fino al sesto posto virtuale, complice qualche sbavatura di rivali che in questa specialità vanno alla grande: l’azzurro di Tolmezzo sapeva di poter giocare le sue carte migliori nella 10 km di fondo. È lì, nella forza delle gambe, che ha concentrato la sua rimonta: possibile, studiata, costruita e raggiunta sul podio a soli otto centesimi dal francese Jason Lamy Chappuis, oro. L’argento va all’americano Johnny Spillane.
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Un bronzo inatteso
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Il podio
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Il traguardo
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A Whistler
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Il salto
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Alessandro nella parte di Cross Country
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Le congratulazioni del compagno di squadra Giuseppe Michielli
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Pittin ancora avanti al francese
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Jason Lamy Chappuis e il nostro Alessandro Pittin
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Il podio
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(EPA/ANATOLY MALTSEV)
(ANSA) - Il drappo nero sulla bandiera a mezz’asta dei suoi connazionali, lo stadio in piedi, qualche lacrima, la dedica alla memoria in avvio e il minuto di silenzio alla fine. Le tracce della morte choc di Nodar Kumaritashvili, lo slittinista georgiano schiantatosi contro un palo mentre provava il suo esordio olimpico, scorrono silenziose nel fragore dello show, quello milionario dei Giochi, che va avanti comunque. Non dimentica, ma continua la sua corsa: e così, senza sostanziali cambiamenti di programma, la cerimonia ha dato il via alla XXI edizione delle Olimpiadi invernali, sebbene funestate poche ore prima dalla tragedia.
Va in onda in mondovisione, davanti a miliardi di telespettatori e ai 60mila del B.C.Place, lo spettacolo del Canada che per la terza volta ospita la rassegna a cinque cerchi, dopo Montreal ‘76 e Calgary ‘88: ed è un Paese intero quello messo in scena in tre ore, con tutte le sue anime, indiana, europea, il vecchio e il nuovo. Poi i colori: il bianco candido della prima cerimonia al coperto viene sfregiato per qualche istante dal nero dei monitor su cui scorre la scritta per lo slittinista.
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L’ingresso acrobatico di uno snowboarder su un grande scivolo posto sotto i cinque cerchi olimpici
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L’ingresso acrobatico di uno snowboarder su un grande scivolo posto sotto i cinque cerchi olimpici
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L’ingresso acrobatico di uno snowboarder su un grande scivolo posto sotto i cinque cerchi olimpici
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La dedica alla memoria del georgiano dello slittino, Nodar Kumaritashvili, morto in un incidente in pista durante le prove
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Il BC Place Center che per la prima volta dalla sua inaugurazione nel 1983 ha registrato il tutto esaurito (60.600 persone)
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La bandiera olimpica
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Gli spettatori hanno finalmente potuto vedere una enorme distesa di neve rappresentata dagli scenografi con il coinvolgimento del pubblico
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La bandiera canadese ha fatto il suo ingresso nello stadio portata da otto membri della Royal Canada Moun in classica uniforme con le giubbe rosse
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Omaggio alle quattro popolazioni aborigene che rappresentano l’identità storica del Paese
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Omaggio alle quattro popolazioni aborigene che rappresentano l’identità storica del Paese
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Quattro totem che rappresentano un omaggio alle quattro popolazioni aborigene che rappresentano l’identità storica del Paese, le prime quattro nazioni ospitate dal Canada
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Le foglie d’acero, simbolo del Paese del Nordamerica, che inondano tutto l’impianto
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Skater e performer
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Un grande show, trasmesso in mondovisione
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Tra i giochi di luci, “l’orso dello spirito”, alto 20 metri, fatto esclusivamente di lead luminosi
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Tra i giochi di luci, “l’orso dello spirito”, alto 20 metri, fatto esclusivamente di lead luminosi
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La cerimonia è stata un vero e proprio omaggio al Canada, ai suoi spazi sconfinati, alle sue meraviglie naturali e alla sua cultura cosmopolita
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Più di 2.500 atleti hanno partecipato alla sfilata
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La bandiera georgiana listata a lutto
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Dopo la sfilata musica al massimo con Bryan Adams e Nelly Furtado
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Nikki Yanofsky canta l’inno nazionale canadese
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La bandiera olimpica
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Il governatore generale della British Columbia, Michaelle Jean
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Dopo la sfilata musica al massimo con Bryan Adams e Nelly Furtado
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Il Canada ospita la rassegna a cinque cerchi per la terza volta, dopo Montreal ‘76 e Calgary ‘88
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K.D. Lang
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Un violinista su una canoa volante | Skater illuminati dai led
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Sciatori nell’aria
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Snowboarder nell’aria
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È la XXI edizione delle Olimpiadi invernali
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È un Paese intero quello messo in scena in tre ore, con tutte le sue anime, indiana, europea, il vecchio e il nuovo
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L’arrivo della torcia portata da Rick Hansen, plurimedagliato ai Giochi Paralimpici
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L’arrivo della torcia portata da Rick Hansen, plurimedagliato ai Giochi Paralimpici
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Il pasaggio della torcia da Rick Hansen a Catriona Lemay Doan
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Catriona LeMay Doan, due ori nel pattinaggio di velocità
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Il fuoco olimpico è stato poi trasportato sul mare dove arderà fino alla fine dei Giochi il 28 febbraio
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L’ex stella Nba Steve Nash
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L’accensione del tripode
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L’accensione del tripode
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Gli organizzatori hanno stimanto che la cerimonia sia stata seguita da oltre tre miliadi di telespettaori in tutto il mondo
Continua

Cypress Mountain (Foto Ansa/EPA/Arne Dedert)
Conto alla rovescia sulle Olimpiadi invernali di Vancouveur 2010, che si terranno in Canada dal 12 febbraio.
La mancanza di neve e una temperatura che è arrivata agli 8 gradi continuano a tenere sulle spine gli organizzatori che però tengono a far sapere che “tutto è sotto controllo”, come ha specificato il presidente del Col John Furlong.
La frase è riferita in particolare al sito di Cypress Mountain, sede delle gare di snowboard e di freestyle, dove in questi giorni è stata ’sparata’ neve artificiale e dove ora è stata trasportata, con dei furgoni, una notevole quantità di neve naturale. Il problema è che rischia di sciogliersi, vista la temperatura, lasciando spazio al fango. Cento lavoratori si stanno dedicando a tempo pieno a risolvere il problema e rimarranno sul posto, ovvero a Cypress Mountain, fino all’apertura dei Giochi. (ANSA)
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Poca neve
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Davanti al Villaggio degli Atleti
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Cypress Mountain
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Videocamere di sorveglianza sul Villaggio degli Atleti
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Richmond Olympic Oval
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L’orologio del conto alla rovescia
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Il podio
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Prove di cerimonia di premiazione
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Davanti al Villaggio degli Atleti
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Cypress Mountain
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Il via il 12 febbraio
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Scale stile Olimpiadi
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Cypress Mountain