[/i]](http://gallery.panorama.it/albums/upload/foto/orsetto/normal_orsetto01.jpg)
Knut è un’autentica star dello zoo di Berlino e potrebbe rubare la scena ai capi di stato e di governo dell’Unione europea che nel fine settimana affluiranno nella capitale per il vertice europeo straordinario per i 50 anni dei Trattati di Roma.
È un baby-orsetto polare a cui giornali, radio e tv tedeschi hanno dedicato ampio spazio.
La Bild e il tabloid B.Z sono usciti oggi addirittura con un enorme inserto-poster con la foto del piccolo Knut e gli slogan “Berlin liebt Knut” (Berlino ama Knut) e “Knut tut gut” (Knut fa bene). Il piccolo orsetto sarà perfino protagonista di una serie televisiva a puntate sul primo canale pubblico Ard.
Il perché è presto detto. Knut è nato allo zoo di Berlino - città che ha un orso come emblema - il 5 dicembre scorso. La madre Tosca (20 anni) aveva partorito due gemelli ma non si era presa cura di loro. Così uno degli orsetti era morto dopo quattro giorni, mentre Knut era sopravvissuto restando 44 giorni in una incubatrice. È stato allevato da un veterinario, che gli ha dato il latte dal biberon.
Sono molto rari i casi riusciti di allevamento di orsi bianchi da parte dell’uomo, tanto che alcuni esperti avevano suggerito di eliminare Knut con una iniezione letale perché avrebbe potuto manifestare turbe comportamentalia. “Tutte stupidaggini” ha replicato il veterinario dello zoo di Berlino Andrè Schulte, secondo il quale il piccolo Knut, che ora pesa circa nove chili, sta bene, mangia con appetito e non dà segni strani di comportamento.
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- Venerdì 23 Marzo 2007
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Il 17 Maggio 2007 alle 19:17 Altro che Knut, in Puglia nascono gli orsi polari. Ma nessuno lo sa » Panorama.it – Bellavita ha scritto:
[...] L’hanno chiamato Snowy. Facile capire perché: ha il pelo morbido e bianco come la neve. Ed è l’ultimo di una serie di cuccioli (150 l’anno) nati allo Zoosafari di Fasano, un parco di 140 ettari, in Puglia. Snowy è un orso polare ma non si sa ancora se maschio o femmina visto che la mamma e la sua stazza non lasciano avvicinare nessuno. Lei è Marissa, nata in Svezia nel 1993 e arrivata in Italia nel 1994 dove ha conosciuto Felix, un tedesco classe ‘94. C’è anche una sorellina, Noel, nata nel 2003 ma già indipendente dalla famiglia: se n’è andata allo zoo di Copenhagen. Si, gli orsi polari sono così: nascono, si amano e figliano in cattività, dove non c’è pericolo di scioglimento dei ghiacciai e quindi di estinzione (la World Conservation Union l’ha di recente inserito fra le specie a rischio). E capita anche che condividano la loro gioia con specie dell’altra parte del mondo. Perché a far compagnia al candido cuccioletto, a Fasano, sono arrivati anche i piccoli Lemuri Catta, delle proscimmie del Madagascar. “Si tratta di animali ormai rari” spiega Fabio Rausa, direttore dello zoo di Fasano. “Ragione per cui l’evento ci rende doppiamente orgogliosi”. Il parco è il più grande d’Italia e vanta il maggior numero di specie d’Europa. Si estende ai piedi delle colline della selva di Fasano, tutta macchia mediterranea, a soli 7 chilometri dal mare. E qui gli animali vivono in assoluta libertà, senza sbarre o barriere. E così possono essere visti e ammirati, in totale libertà. Peccato solo che spesso non ci si renda conto della funzione che parchi come questo rivestono per la protezione faunistica. Mettiamo il caso di Snowy, passato sotto silenzio in Italia: “Siamo meravigliati per l’ampio spazio dedicato a Knut, l’orso polare nato allo zoo di Berlino” continua Rausa. Possibile che per noi italiani l’erba del vicino sia sempre la più verde? [...]
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