- Tags: Acqua, africa, ambiente, Arabia-Saudita, artico, Biodiversità, Cina, clima, fiumi, ipcc, italia, scienza, siccità, Stati-UNiti
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È stato raggiunto l’accordo tra gli scienziati sul secondo capitolo del rapporto che descrive le conseguenze dell’aumento della temperatura sugli ecosistemi del mondo, elaborato dai membri dell’Ipcc, il gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico. Non è ancora noto il testo definitivo, approvato dopo quattro giorni e una notte di discussioni. Stati Uniti, Cina e Arabia Saudita sono i paesi che più di altri hanno sollevato obiezioni alle conclusioni degli scienziati.
Le 1400 pagine di previsioni Ipcc rilevano che gli effetti del riscaldamento planetario colpiranno soprattutto l’Africa, i grandi delta dei fiumi, l’Artico e le piccole isole. Da 1,5 a 3 miliardi di persone saranno a rischio di fame e sete in decine di paesi dell’Asia, dell’America latina e dell’Africa, vanificando gli sforzi dell’Onu per raggiungere gli obiettivi di fine millennio per lo sviluppo globale. La siccità colpirà in particolare l’Africa subsahariana, una delle regioni più povere del mondo.
Secondo gli scenari resi noti a Bruxelles con un innalzamento delle temperatura media di 1,5-2,5 gradi sarà a rischio la sopravvivenza del 20-30 per cento delle specie animali e vegetali nel mondo. E in futuro potrebbe essere difficile mettere in pratica misure di adattamento se l’aumento delle temperature dovesse superare i 3,5 gradi.
La sopravvivenza delle barriere coralline sarà in pericolo a causa dell’acidificazione dovuta all’aumento di anidride carbonica nell’atmosfera. Altri ecosistemi del mondo saranno seriamente minacciati: la tundra, le foreste siberiane e il mediterraneo. I ghiacciai si scioglieranno sulle Alpi, sull’Himalaya e in Norvegia. È previsto inoltre un aumento delle precipitazioni e delle inondazioni: la portata dei fiumi potrebbe aumentare del 10-40 per cento.
Per le Italia le aree in cui la biodiversità è più a rischio sono le zone umide costiere e le Alpi. Ondate di calore metteranno in pericolo la salute: si assisterà inoltre ad un aumento della siccità e alla riduzione del potenziale energetico idroelettrico, che è la prima fonte di energia rinnovabile in Italia.
- Venerdì 6 Aprile 2007
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Commenti
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Il 12 Aprile 2007 alle 18:50 Ma quanto costa l’effetto serra? Ecco chi paga » Panorama.it – Hitech e Scienza ha scritto:
[...] L’effetto serra fa male soprattutto ai Paesi poveri. Saranno loro, secondo lo studio intergovernativo sui cambiamenti climatici appena pubblicato, i più vulnerabili alle conseguenze potenzialmente disastrose del riscaldamento globale. Si tratta fino ad oggi del rapporto più completo sulle cause e sugli effetti del cambiamento climatico. A rischiare di più sono la maggior parte dei Paesi africani e molte regioni dell’Asia in prossimità dei grandi delta dei fiumi. Il rapporto indaga inoltre, basandosi sulle osservazioni reali degli eventi climatici piuttosto che su proiezioni fatte al computer, come sta evolvendo la situazione e quanti eventi meteorologici “estremi” possano essere attribuibili al generale cambiamento climatico che sta avendo luogo sul pianeta. L’aumento della loro frequenza e intensità registrato a partire dagli ultimi dieci anni del secolo scorso fa capire, secondo gli esperti, che il clima sta già subendo mutamenti profondi. Anche il danno economico è stato in qualche modo calcolato: le perdite finanziarie legate a catastrofi climatiche sono aumentare in media del 2% ogni anno negli ultimi 30 anni. Cosa dobbiamo aspettarci se non ci sarà un’inversione di tendenza? Carestie, siccità, inondazioni. Quello che ancora resta da stabilire con certezza è quanto costerà correre ai ripari: le stime vanno da 12 dollari per ogni tonnellata di Co2 immessa in atmosfera fino a diverse centinaia. [...]
Il 24 Aprile 2009 alle 15:31 Trapianto di coralli per salvare le barriere » Panorama.it - Scopri la natura ha scritto:
[...] Le conseguenze del riscaldamento globale si fanno sentire anche nel mondo marino, e i coralli risultano tra le specie più colpite, tanto da rischiare l’estinzione. L’aumento delle temperature dei mari e l’inquinamento non sono gli unici fattori di distruzione. A impedire la corretta cementificazione dei coralli contribuiscono anche gli effetti degli uragani e di una pesca a dir poco esagerata. [...]
Il 24 Aprile 2009 alle 16:02 Trapianto di coralli per salvare le barriere - GREG NOTIZIE ha scritto:
[...] Le conseguenze del riscaldamento globale si fanno sentire anche nel mondo marino, e i coralli risultano tra le specie più colpite, tanto da rischiare l’estinzione. L’aumento delle temperature dei mari e l’inquinamento non sono gli unici fattori di distruzione. A impedire la corretta cementificazione dei coralli contribuiscono anche gli effetti degli uragani e di una pesca a dir poco esagerata. [...]
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