- Tags: dna, genoma, macachi, macaco-rhesus, salute, science
- 2 commenti

Dopo il genoma umano (mappato nel 2000) quello dello scimpanzé (nel 2005) ecco il genoma del macaco rhesus, un patrimonio di preziose conoscenze genetiche decodificato da un consorzio internazionale di scienziati (il Rhesus macaque genome sequence and analysis consortium): un evento così importante che la rivista Science vi dedica l’ultima copertina.
Importante per diversi motivi: il macaco rhesus è un modello animale ampiamente utilizzato nei test per il vaccino dell’Hiv, il virus che causa l’Aids, e negli studi su altre malattie infettive; l’analisi del suo Dna permetterà inoltre passi avanti in neuroscienze, biologia del comportamento, fisiologia della riproduzione, endocrinologia.
Il Dna mappato proviene da un esemplare femmina del Centro di ricerca sui primati di San Antonio (Texas). Le sue sequenze genetiche getteranno luce anche sui meccanismi dell’evoluzione che hanno differenziato il cammino umano da quello degli altri primati. I geni di esseri umani e scimpazé iniziarono a differenziari sei milioni di anni fa, quelli fra umani e rhesus molto prima, 25 milioni di anni fa: un arco di tempo esteso in cui poterono accumularsi cambiamenti genetici.

Dai primi risultati (su circa 200 geni), per esempio, gli scienziati hanno rilevato modificazioni significative in un gene per la produzione di cheratina (proteina legata alla formazione del pelo) e in geni implicati nel sistema immunitario.
- Venerdì 13 Aprile 2007
Fotofocus: l‘amore per la fotografia diventa un‘esperienza imperdibile


Tutto sul nuovissimo iPad 3
SCOTT-AMUNDSEN, UNA SFIDA D’ALTRI TEMPI
LE RISPOSTE DELLA PSICOLOGIA POSITIVA
STORIE DI ANIMALI
Fotocamere digitali: le nostre prove








Obesi: siamo sempre di più
Videogiochi: le news!

Animali: le foto più belle
Scienza: le buone notizie del 2011
Le foto più belle ogni settimana
Un anno di... Smartphone, videogiochi, social network...
Addio a Steve Jobs, lo speciale di Panorama.it
IL MEGLIO DEL 2011





Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 8 Maggio 2007 alle 12:26 L’Ue mette un nuovo freno alla vivisezione per la cosmetica » Panorama.it – Hitech e Scienza ha scritto:
[...] Nuovo passo avanti verso l’abolizione della vivisezione nella ricerca cosmetica. L’Ecvam, l’agenzia dell’Unione Europea incaricata di determinare la validità di sistemi alternativi alla sperimentazione sugli animali, ha approvato, dopo lunghe verifiche, cinque metodi che sostituiranno d’ora in poi il “test di Draize” (uno dei più dolorosi, che consiste nel versare gli ingredienti dei cosmetici negli occhi e sulla pelle dei conigli per valutare in quali dosi provochino irritazione). Come riferisce la rivista New Scientist, i laboratori dell’Ecvam, che hanno sede a Ispra, in Lombardia, hanno dimostrato che il test si può tranquillamente sostituire con altri 5 metodi: due utilizzano colture cellulari al posto delle cavie, altri due prevedono l’uso di tessuti animali scartati dai mattatoi, l’ultimo consente solo di ridurre il numero di cavie impiegate, valutando la pericolosità dei singoli ingredienti del prodotto. Il “test di Draize” diventa quindi illegale, almeno per l’Unione Europea, che nel 2009 metterà al bando la maggior parte degli esperimenti su animali nella ricerca cosmetica. Per gli animalisti è una buona notizia, ma c’è ancora molto da fare. “Siamo contenti che l’Ecvam abbia sbloccato le richieste di approvazione in sospeso da tempo”, commenta Roberto Cavallo, del Collettivo Animalista. “Finalmente si elimina l’uso di conigli per questi test che presentavano vari problemi anche da un punto di vista scientifico, primo tra tutti il fatto che la pelle di un coniglio è diversa da quella umana, con gravi rischi anche per la nostra salute”. E proprio su questo aspetto si concentrano sempre più spesso i difensori degli animali. Sempre più numerosi sono i ricercatori che mettono in dubbio la validità del modello animale applicato all’uomo, non solo nella ricerca cosmetica, ma anche in quella medica. Gli ambienti scientifici sono divisi. Molti esperti sottolineano che se non si facessero esperimenti sulle cavie, i nuovi ritrovati finirebbero per essere testati direttamente sull’uomo. Altri replicano che è proprio il fatto che vengano utilizzati animali, anziché colture di cellule umane, a far sì che la vera cavia finisca per essere l’uomo, una volta che il prodotto è stato immesso sul mercato. In ogni caso, la distanza tra esseri umani e animali si assottiglia proprio grazie alla scienza, che ha dimostrato come il patrimonio genetico dei macachi sia uguale al nostro per il 97,5%. E proprio in base a questa considerazione, un gruppo di animalisti austriaci ha chiesto al Tribunale di Vienna di dichiarare “umano” uno scimpanzé ospite del loro rifugio. [...]
Il 9 Novembre 2007 alle 11:32 Intrallazzi e nepotismo, sesso e potere. Uomini? No, macachi » Panorama.it - Hitech e Scienza ha scritto:
[...] Se siamo eredi di Machiavelli, è anche colpa del macaco rhesus. Avevamo già parlato di lui quando Nature diede l’annuncio del sequenziamento del suo genoma, così simile al nostro e così utile come modello per studiare vaccini per l’Hiv e altri virus umani. Ma le somiglianze del macaco rhesus con l’uomo sembrano abbondare anche nel campo della psicologia. Dario Maestripieri, professore di biologia evolutiva all’Università di Chicago, illustra questa tesi nel suo nuovo libro, Macachiavellian Intelligence: How Rhesus Macaques and Humans Have Conquered the World. Il gioco di parole del titolo sottolinea che la tendenza al nepotismo e all’intrallazzo politico sviluppata in particolare da alcuni popoli, non poggia solo su basi storiche e culturali. Secondo Maestripieri, che ha studiato le scimmie per più di vent’anni, la società in cui vive il macaco rhesus somiglia proprio a quella in cui si muove l’italiano medio: la lotta per il potere e un elevato status sociale viene combattuta anche da questo primate a suon di aggressività, intimidazioni, nepotismo capillare e ramificato, alleanze politiche contorte, doppiogiochismo e sesso elargito in modo mirato. Chi soccombe deve cibarsi degli avanzi degli individui dominanti, e può fare sesso solo quando questi ultimi non se ne accorgono. Il macaco rhesus al potere è infatti molto suscettibile, dovendo fronteggiare femmine infide, che non esitano a tradirlo con tutti gli altri maschi del gruppo quando la sua carriera perde colpi, o sterilità e morte incombono. Ad accomunare macachi ed umani sono dunque molti tratti psicologici e comportamentali che si sono formati con la competizione tra individui e gruppi durante la storia evolutiva delle due specie, che può aver prodotto cervelli umani di dimensioni più ampie e dotati di quell’intelligenza machiavellica in grado di aprire la strada al successo, è la conclusione altrettanto machiavellica dell’italiano Maestripieri. [...]
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.