Il giorno in cui il mondo si ricorda della malaria

Il sito di Medici Senza Frontiere con la campagna per la giornata mondiale della malaria
Da Bono Vox a Bill Gates: è vastissimo il fronte della lotta contro la malaria. Una malattia curabile, prevenibile e diagnosticabile che uccide un bambino su cinque in Africa. Le vittime sono in continuo aumento: nel continente africano muore il 90% dei malati. “Liberare l’Africa dalla malaria ORA” è lo slogan lanciato per la giornata mondiale contro l’emergenza sanitaria.

I rischi per i bambini sono alti: secondo l’Oms questa malattia si può contrarre dai quattro mesi in su, e nelle zone endemiche il 70% dei nati con un anno di età ha già i parassiti nel sangue. Quelli contagiati risentono delle conseguenze a lungo: anemia, epilessia e problemi neurologici. Ogni anno i bambini subiscono da uno a cinque attacchi di febbre: con ricadute sulla vita familiare e sull’istruzione. “Le organizzazioni internazionali puntano molto sulle zanzariere” osserva Gianfranco De Maio di Medici senza frontiere “ma spesso vengono distribuite senza spiegare alla popolazione come utilizzarle. Per la ricerca sui vaccini si spende di meno”.

Alla lotta contro la malaria sta contribuendo un nuovo farmaco, sviluppato grazie all’associazione Drugs for neglected deseases: è l’Asaq, un medicinale non brevettato che sarà venduto a basso costo e che riunisce due sostanze antimalariche, l’artemisina e l’amodiachina. È probabile, però, che non sarà efficace in tutto il continente a causa delle resistenza sviluppata dai parassiti: “In Africa occidentale e centrale potrà essere molto utile, in quella orientale l’Asaq non sarà molto efficace” sottolinea De Maio. Questo farmaco non sarà utilizzato per l’Asia, dove i parassiti sono resistenti all’artemisina: gli scienziati ne stanno realizzando una versione specifica.

Secondo il programma Rollback malaria, “è una patologia dovuta alla povertà e una causa di povertà”. Parole che per l’Africa si traducono in consistenti danni economici e sociali: il parassita della malaria risucchia il 40% dell’intera spesa sanitaria in Africa. E si stima che la perdita dovuta ogni anno alla malaria sia di 12 miliardi di dollari. Oggi le due nazioni in cui è più difficile contrastare questa emergenza sanitaria sono l’Etiopia e la Sierra Leone.

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