[/i]](http://gallery.panorama.it/albums/userpics/10027/normal_second_life.jpg)
“Il principio di Teen Second Life è lo stesso che guida il gioco principale”, racconta Mario Gerosa, esperto di mondi virtuali e autore del recente Second Life , edito da Meltemi. “Anche lì girano soldi, anche se meno soldi rispetto alla
versione adulta, e c’è almeno ufficialmente un maggiore controllo. Per l’iscrizione serve l’avallo di un adulto e ci sono degli ispettori sempre online che dovrebbero controllare quello che succede”. Ma non è pericoloso abituarsi ad avere un’altra identità? “La differenza tra Second life e altri mondi, ma anche rispetto alla chat, è che qui devi dimostrare con i fatti quello che dici, non puoi millantare. Sei stilista? Fammi vedere che abiti sai fare… Sei architetto? Quali palazzi hai costruito?”. Già, ma su Second Life si può anche solo bighellonare, senza fare niente… “Sì, è vero”, risponde Gerosa, “ma non vale proprio la pena. Se non hai un business o un progetto artistico, Second Life diventa l’esperienza più noiosa di questa terra”. (In proposito, leggi anche No business, no party e Mondo virtuale, laboratorio ideale?) Il tema, naturalmente, divide. Sherry Turkle, psichiatra con cattedra al Mit di Boston, studia da anni l’impatto che le nuove tecnologie hanno sulla psiche. La sua teoria sui mondi virtuali è che stiamo assistendo a un’evoluzione inquietante. La creazione di personalità multiple all’interno di network sociali diversi ci abitua a pensare che la nostra identità non sia una e definita. Ogni cosa dipende dal contesto, siamo persone diverse in mondi diversi e quindi l’autenticità non esiste più.
Comunque non deve essere una sensazione così sgradevole visto che i residenti su Second Life sono oltre 5 milioni e mezzo e gli italiani hanno ormai raggiunto quota 40 mila. Ma tranquilli, c’è ancora chi alla Seconda Vita preferisce la prima (leggi Fuga del digitale: get the first life), quella che si vive in carne e ossa.
- Venerdì 27 Aprile 2007
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Commenti
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Il 27 Aprile 2007 alle 16:38 Il Club dei pinguini, un mondo virtuale per bambini » Panorama.it – Hitech e Scienza ha scritto:
[...] Essere un tenero pinguino viola in un mondo di pinguini non è divertente come immaginavo. Ma forse non dovrei scoraggiarmi così presto, perciò penso che farò un’altra visita al Club Penguin , un mondo virtuale per bambini molto popolare in America. È il luogo ideale dove i bambini possono, testualmente, “giocare, divertirsi e interagire uno con l’altro”. Bisogna che ci torni allora, per cercare di farmi qualche amico, spendere qualcuna delle 100 monete che ho a disposizione come appannaggio di neo-iscritta e comprarmi un bel cappello o magari, chessò, anche qualche colore di ricambio. Poi dovrò capire come fare a guadagnare altri soldi per comprare altra roba, tipo arredamento per l’igloo e cose simili. Se pensate che i mondi sociali virtuali comincino e finiscano con Second Life, fareste bene a prepararvi: bambini e adolescenti sono un target in grande ascesa e prima o poi anche i vostri figli potrebbero cominciare ad assillarvi con problemi molto reali da risolvere nei loro mondi virtuali preferiti. Oltre al Club Penguin ci sono WebKinz , dove ci si prende cura di un dolce animaletto, e Nicktropolis dove è possibile creare la propria cameretta, cimentarsi in qualche gioco, guardare dei video e contattare amici e personaggi. Non poteva poi mancare il colosso dell’intrattenimento per bambini: la Disney è infatti presente con il suo Virtual world Toon Town, dove si può personalizzare il proprio alter ego a cartoni con vestiti alla moda e divertirsi a decorare la sua casa. Infine c’è pure la versione per adolescenti di Second Life, Teen Second life , un luogo per ragazzi dai 13 ai 17 anni dove “giocare, imparare, creare”. Negli Stati Uniti c’è una corrente di pensiero che sostiene che i ragazzini imparano, frequentando questi mondi, molte cose che un giorno saranno loro utili da quest’altra parte dello schermo: come gestire il denaro (come risparmiare e spendere), cosa vuol dire ricevere il giusto riconoscimento per un lavoro ben fatto (portando a termine determinati giochi si guadagna denaro virtuale), come personalizzare i propri spazi per differenziarsi. Per i detrattori, invece, non c’è storia: è poco più di un’esercitazione all’uso della carta di credito. La domanda se questi mondi virtuali siano utili e divertenti o diseducativi si pone naturalmente anche per le realtà on line per adulti (leggi Avere un progetto su Second Life, No business, no party e Get the first life), anche se quando si tratta di minori il problema è innanzitutto educativo piuttosto che tecnologico. [...]
Il 7 Maggio 2007 alle 11:55 » Panorama.it – Hitech e Scienza ha scritto:
[...] Su Second Life, per dimostrare con i fatti quello che dici di essere [...]
Il 7 Maggio 2007 alle 11:55 Second Life: Europa batte Stati Uniti » Panorama.it – Hitech e Scienza ha scritto:
[...] Il mese scorso Philip Rosedale, ideatore di Second Life, ha annunciato una novità: gli avatar non saranno più muti, ma avranno la voce dei loro proprietari. Al momento è un progetto sperimentale: per partecipare alla fase “beta” (cioè di test aperto al pubblico) bisogna inviare una mail ai Linden Labs, il gruppo di “architetti” virtuali di Second Life. Le conversazioni tra gli avatar saranno possibili anche in gruppo: ogni personaggio ascolterà i discorsi di quelli che passano accanto, come accade in strada. Un’applicazione che potrebbe diventare utile per le lezioni universitarie in Second Life. Adesso, invece, le comunicazioni sono esclusivamente testuali. Non è la prima chat virtuale al mondo, come sottolinea il sito d’informazione online Cnet: il primo a lanciare questa possibilità è stato il sito There.com nel 2003. [...]
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