ZenaCamp: in 200 alla non-conferenza dedicata al Web

Se esiste un modo per trasferire fuori dalla Rete il peculiare sistema di relazioni e di conversazioni che caratterizza i blog e gli altri strumenti di espressione personale su Internet, questo è certamente il barcamp. Uno dei più attesi tra questi eventi, lo ZenaCamp, si è tenuto oggi (sabato 28 aprile) nelle sale del Palazzo Ducale di Genova.

Oltre duecento persone provenienti da tutta Italia hanno animato decine di sessioni di divulgazione, incentrate su pratiche e risorse legate prevalentemente al mondo di Internet, del software e delle reti sociali. Molto gettonate sono state in particolare le applicazioni collaborative del cosiddetto Web 2.0.

Chiamato anche non-conferenza, perché abolisce ogni distinzione tra relatori e spettatori, dando un ruolo attivo a ogni partecipante, il barcamp è un incontro pubblico che vive di spontaneità e collaborazione in ogni fase del suo svolgimento. L’organizzazione e la gestione delle iscrizioni avviene su Internet, dentro uno spazio wiki in cui ciascuno può aderire e annotare il proprio contributo alla giornata. Il giorno dell’evento ogni intervenuto scrive il tema della conversazione che intende stimolare su un post-it e lo incolla nel tabellone degli orari e degli ambienti disponibili. Di qui in poi la giornata prosegue in modo informale, all’insegna della condivisione di idee e dello scambio di esperienze.

Il barcamp, che nel nome ha anche il camping notturno in loco che contraddistingue la frequente (all’estero) durata plurigiornaliera, nasce negli Stati Uniti nel 2005 come risposta aperta e popolare all’esclusivo FooCamp organizzato dall’editore Tim O’Reilly. Di qui si è diffuso in tutto il mondo: ogni fine settimana si tengono diversi incontri, tutti diligentemente presentati nelle pagine del wiki internazionale.

Quello di Genova non è il primo barcamp che si tiene in Italia: nei mesi passati ne sono stati organizzati già a Milano, Torino, Roma, Ancona, Udine.

In alcuni casi hanno avuto una declinazione settoriale, come il CitizenCamp di Bologna (democrazia elettronica), del TrainersCamp di Vicenza (formazione) o dell’OpenCamp di Roma (software libero). A Genova si replica già il 5 maggio con GreenCampIt (politica ed ecologia). Seguono BarCampMatera e LitCamp (letteratura, a Torino), VenetoCampExpo il 14 maggio a Marghera e FemCamp (tutto al femminile) il 26 maggio a Bologna. Il punto di riferimento nazionale per notizie e calendario delle manifestazioni è Barcamp Italia.

Molte foto della giornata con il tag “zenacamp” su Flickr.

Commenti

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Il 28 Aprile 2007 alle 22:31 marco.mazzei ha scritto:

Che nervi che non sono riuscito a venire! Dimmi qualcosa di fondamentale che mi sono perso.

Il 28 Aprile 2007 alle 23:33 sergio.maistrello ha scritto:

Marco, si è parlato molto di barcamp, innanzitutto. Una delle discussioni più vivaci è stata dedicata proprio al fiorire di non-conferenze e alla difficoltà di tenere il passo - posto che chi ha che fare col web, potendo, parteciperebbe sempre.

Il dibattito più ricorrente è stato quello legato ai nuovi strumenti di blogging essenziale: meglio Twitter o meglio Tumblr? E poi i numeri e le metriche, a cominciare da quelle di Blogbabel, che in Italia danno ancora l’impressione di un paese alla ricerca della maturità. E ancora, la presentazione di un nuovo strumento collaborativo per i gruppi di lavoro, Yoo, che nel giorno del suo lancio sponsorizzava discretamente l’evento.

Poi, più che mai (forse per la quantità di persone, tante per un barcamp, forse per la conformazione degli spazi a disposizione), lo ZenaCamp è stato un incontro fatto di chiacchiere improvvisate nei corridoi, capannelli spontanei, networking marginale, incontri fortuiti. Che poi è quanto di più prezioso ti possa regalare un evento di questo genere.

Chi come te non era presente e vuole cogliere le sensazioni della giornata genovese, può comuque tenere d’occhio i resoconti dei partecipanti, per esempio attraverso Technorati o Blogbabel

Il 29 Aprile 2007 alle 10:38 luciano.lombardi ha scritto:

dice sergio: “chiacchiere improvvisate nei corridoi, capannelli spontanei”

hai voglia poi a dire che i genovesi sono chiusi e malmostosi… :)

divagazioni degne di nota su web semantico e dintorni o, più in generale, sul 3.0?

Il 29 Aprile 2007 alle 15:04 sergio.maistrello ha scritto:

Luciano, nulla di rilevante, che io abbia sentito. D’altronde c’è ancora molto da dire e da fare nel web 2.0, ammesso che abbia un senso chiamarlo così.

Quanto ai genovesi, non so quanti fossero - in mezzo a tutti quei milanesi, torinesi, milanesi, calabresi, marchigiani, pugliesi, friulani, veneti e quant’altro. Ma di sicuro quelli che ho conosciuto io allo ZenaCamp sono splendidi, generosi e molto ospitali.

Il 29 Aprile 2007 alle 20:25   ZenaCamp e la stampa by :: Mash-ups in italy :: ha scritto:

[...] Assolutamente perfetto il pezzo che Sergio Maistrello ha scritto per Panorama.it (qui) [...]

Il 2 Maggio 2007 alle 19:20 Di ritorno da Genova › Sergio Maistrello ha scritto:

[...] Dello ZenaCamp si sa già quasi tutto, io mi sono limitato - mio malgrado e grazie soprattutto ad Andrea Beggi (l’eroe del giorno) e a Federico Fasce - a fare un po’ di pubbliche relazioni. Il merito della riuscita è tutto degli organizzatori, che - come già Antonella Napolitano a Casalecchio poche settimane fa - hanno fatto i salti mortali per far sentire ogni partecipante a proprio agio. Per il resto sottoscrivo gli auspici di Antonio Sofi e auspico un barcamping, altrettanto bar ma anche un po’ più camping. [...]

Il 3 Maggio 2007 alle 10:20 enricototi ha scritto:

Tutto bello, sembra anche interessante, ma non ho capito di cosa si è parlato. Visto da “fuori” sembra il resoconto di una festicciola fra amici. E poi cosa sono Twitter, Tunbler e Blogbabel?

Il 3 Maggio 2007 alle 11:17 sergio.maistrello ha scritto:

Beh, “festicciola tra amici”, benché molto riduttivo rispetto ai contenuti e allo scambio di esperienze, rende quanto meno lo spirito di questi eventi. Dove però chiunque può essere “amico”, se lo vuole e se ha voglia di mettere in gioco le sue idee.

È molto difficile stabilire “di che cosa si è parlato”, nel senso che in una giornata sono state affrontate decine e decine di argomenti in tre sale parallele. Si è parlato di quanto stava più a cuore alle persone presenti, prevalentemente nell’ambito della tecnologia e delle reti. Ho accennato agli argomenti più frequenti, per raccontare un barcamp ci vorrebbe una rivista intera. Ad ogni modo, per chi sia interessato, le testimonianze dei presenti sono il miglior modo per ricostruire spirito e temi della giornata. Si può cominciare da questo contenitore di post.

Twitter e Tumblr sono sistemi di microblogging, quanto di più vicino ci sia su Internet all’immediatezza degli Sms pur conservando i vantaggi di un blog in fatto di strutturazione della presenza dell’individuo e in fatto di interazione con chi legge.

Blogbel, peraltro il contenitore di post a cui facevo riferimento qui sopra, è uno stumento di analisi dei blog (italiani, in particolare) che consente di eseguire ricerche sui contenuti e di ipotizzare graduatorie di rilevanza tra i blog.

Il 3 Maggio 2007 alle 16:47 enricototi ha scritto:

Grazie della risposta, Sergio, sei davvero molto gentile. Vado a esplorare i blog di twitter, confesso la mia curiosità per i blog che però non ho mai capit completamente. Può darsi che ora tu abbia guadagnato un nuovo adepto. E che, chissà, tra qualche mese ci si veda a un prossimo “barcamp”.

Il 8 Maggio 2007 alle 9:20 Oltre i confini: barcamp letterari e web radio per la Fiera del Libro » Panorama.it – Cultura e società ha scritto:

[...] Il barcamp è un incontro pubblico che però, a differenza di quelli più tradizionali, ha l’ambizione di abolire la distinzione tra pubblico e relatori. Per questo viene spesso presentata come “non conferenza”. Nati come eventi in cui discutere di argomenti tecnologici (leggi ZenaCamp: in 200 alla non-conferenza dedicata al Web), i barcamp hanno decisamente ampliato la gamma di temi affrontati. Il Litcamp di Torino è dunque un barcamp letterario che chiama a raccolta decine di blogger italiani, ma anche giornalisti, scrittori e chiunque sia interessato a discutere di “scrittura ed editoria all’epoca di Internet”. Per i pigri o già impegnati altrove, gli organizzatori del Litcamp hanno previsto anche una diretta web audio e video. [...]

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