Se la coppia che si è sottoposta alla fecondazione assistita viene debitamente informata, molto spesso concede volentieri che i suoi embrioni in eccesso siano scongelati e usati per la ricerca scientifica: lo rivela uno studio spagnolo appena pubblicato sulla nuova rivista internazionale Cell - Stem Cell. In tutto il mondo (Italia esclusa) una delle conseguenze negative delle terapie per la fecondazione assistita è la creazione di un gran numero di embrioni congelati destinati a rimanere inutilizzati, in genere perché il figlio desiderato è già stato ottenuto. Sono chiamati sovrannnumerari perché vengono volutamente prodotti in gran numero per favorire le probabilità di successo limitando i disagi e i pericoli per la donna, e solo raramente vengono donati alla ricerca medica, che sulle cellule staminali embrionali punta molto per curare un ampio ventaglio di malattie.
La controversa legge italiana 40/2004 ha risolto la questione vietando il congelamento degli embrioni, e imponendo di produrne solo tre che devono essere impiantati tutti insieme (con molti più disagi per la donna e rischi di parti plurimi), a dispetto delle raccomandazioni pubblicate dalle principali istituzioni scientifiche di tutto il mondo.
Ma ora una ricerca condotta a Granada da Pablo Menendez, direttore della Banca spagnola delle cellule staminali (ovvero le cellule immature abbondanti nell’embrione, ancora potenzialmente in grado di trasformarsi in qualsiasi cellula specializzata necessaria all’organismo) dimostra che dopo tre anni dall’avvenuto concepimento una coppia su due acconsente a donare alla ricerca i propri embrioni congelati se da parte di chi lo chiede riceve spiegazioni dettagliate ed esaurienti.
In particolare, di fronte alle quattro scelte possibili, il 49 per cento ha deciso di donare gli embrioni alla ricereca, il 44 per cento ha deciso di conservarli ancora per usarli in futuro, il 7 per cento ha deciso di donarli ad altre coppie sterili e meno di una su cento ha deciso di distruggerli.
“Tra le coppie che non intendevano ampliare la famiglia, il 90 per cento ha deciso di donare i suoi embrioni alla ricerca sulle cellule staminali” ha spiegato Menendez, sottolineando la rilevanza di un simile dato in un paese Cattolico. “Cosa ancora più importante, quasi nessuno ha optato per la distruzione”.
- Giovedì 3 Maggio 2007
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