Apple non è ancora verde, Steve Jobs si scusa


La rivoluzione verde non risparmia nemmeno il guru dell’informatica Steve Jobs: l’associazione ambientalista Greenpeace ha realizzato una classifica delle multinazionali di tecnologia più rispettose dell’ambiente. La Apple fondata da Jobs è ultima, preceduta da altri tredici giganti del settore. Secondo gli ecologisti è poco attenta alle questioni ambientali: dall’eliminazione di alcune sostanze tossiche alle politiche per riciclare i rifiuti elettronici. Il rapporto di Greenpeace ha creato non poco imbarazzo: la Apple ha sede in quella California che guida la ricerca scientifica e gli investimenti nelle tecnologie pulite, terreno d’azione per la più potente lobby ecologista del mondo, il Sierra Club. Steve Jobs ha pubblicato sul sito dell’azienda di Cupertino una lettera in cui ammette le responsabilità: “Spero che siate meravigliati quanto me, quando ho saputo per la prima volta quanto lontano era la Apple nella rimozione delle sostanze chimiche tossiche e nel riciclo dei suoi prodotti. Chiediamo scusa (ai consumatori, ndr) per avervi lasciato all’oscuro così a lungo”. Jobs promette rapidi cambiamenti, ma, sottolinea l’associazione ambientalista, le promesse di politiche più verdi per il futuro non bastano: il riciclo dei prodotti elettronici è previsto soltanto negli Stati Uniti, ma non nel resto del mondo. La classifica di Greenpeace analizza diversi aspetti delle politiche ecologiche: l’eliminazione del cloruro di polivinile (pvc) e dei ritardanti di fiamma (bfr), il ritiro degli apparecchi elettronici dai negozi e il loro riciclo. Secondo Gartner il rispetto dell’ambiente sarà una delle sei caratteristiche che entro pochi anni influiranno nella scelta di un computer, di un telefonino o di un qualsiasi oggetto elettronico. I prodotti hitech non emettono anidride carbonica, ma contribuiscono all’effetto serra e al riscaldamento climatico perché consumano energia elettrica.

Commenti

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Il 8 Maggio 2007 alle 15:41 peewee ha scritto:

Se non erro tempo fa avevo letto che la apple si impegnava - almeno in USA - a riprendere gli iPod morti affinché le batteria tossiche non finiscano nell’ambiente. Insomma la sede della Apple è pur sempre nell’ambientalista (anc he se inquinatissima) California

Il 8 Maggio 2007 alle 18:35 luca.delloiacovo ha scritto:

Come spiega il documento di Greenpeace (ultimo link) la Apple ritira gli ipod soltanto begli Stati Uniti: per quelli venduti in Europa non c’è al momento una politica “verde”.

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