Banda larga, l’Italia è ancora indietro


La banda larga non decolla in Italia: la utilizzano soltanto quattordici famiglie su cento, la metà della media europea. È il risultato di un’indagine Eurobarometro (file pdf) che prende in considerazione le principali tecnologie di diffusione, come adsl (con tariffa flat), dial-up e telefonia mobile. Inoltre la crescita delle connessioni veloci a internet è più lenta rispetto agli altri paesi dell’Unione europea: se in Italia i collegamenti broadband aumentano del due per cento l’anno, in Francia e Germania l’incremento è del 6 per cento. E, a differenza degli altri stati membri Ue, tra i nuclei familiari italiani prevalgono ancora le connessioni internet meno veloci.

Come si spiega questo ritardo? “È una differenza dovuta soprattutto all’alfabetizzazione informatica: ancora poche famiglie hanno un computer” chiarisce Cristoforo Morandoni dell’Osservatorio banda larga “pochi di questi sono connessi a Internet e quindi i collegamenti a banda larga sono di meno rispetto ad altri paesi europei dove la presenza dei computer è più elevata”. I dati dell’Eurobarometro confermano: nei paesi Ue le connessioni broadband aumentano con il numero di pc posseduti. Anche se la ricerca evidenzia come la metà delle famiglie italiane abbia almeno un computer, ma la maggior parte non si colleghi a Internet. Il motivo principale sarebbe l’assenza di interesse (46%), seguito dalla possibilità di connettersi in rete dall’ufficio o dalla scuola (15%). Al momento, secondo un’inchiesta di Altroconsumo, l’adsl è il mezzo più conveniente per la connessione al web ma non è fruibile da 6 milioni di utenti in Italia. La scarsa alfabetizzazione informatica non è l’unico elemento alla base del divario digitale, come sottolinea Dario Denni, segretario generale dell’Associazione italiana internet provider (Aiip): “Gli ostacoli più importanti sono tre: un modello di competizione tra gli operatori basato sulle infrastrutture, una flessione degli investimenti da parte dell’ex monopolista Telecom e l’incertezza delle regole”.

Entro luglio saranno assegnate con un’asta le frequenze WiMax, cedute recentemente dal ministero della Difesa: si tratta di una tecnologia che sarà in grado di raggiungere le aree rurali e periferiche con una connessione broadband senza fili. A differenza degli attuali sistemi Wi-Fi, il segnale WiMax ha un raggio massimo di 50 chilometri e consente di inviare fino a 74 Mbit/s.

Commenti

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Il 9 Maggio 2007 alle 9:30 missvonclausewitz ha scritto:

La banda larga non decolla perchè le aziende italiane fanno schifo e sono dirette da manager incapaci di organizzare il lavoro. E’ da sei mesi (sei mesi!) che ho chiesto a un noto fornitore di connettività adsl (non faccio nomi solo per evitare che cancelliate il commento) di spedirmi il modem e di attivarmi la linea. Non ce la fanno. Li chiamo, ore di attesa poi risponde un call center, urlo, si scusano e dicono che il problema è quasi risolto. Passa un altro mese e ancora nulla, niente adsl. Allora mi sono stufata e quindi mi sono rivolta a un’ALTRA azienda, sempre molto famosa: questi mi avevano promesso che con loro sarebbe andato tutto liscio, in 20 giorni avrei avuto la mia banda larga in casa. Ne sono passati già 40, ma il call center dice di star tranquilli. Gli do tempo fino a domani, mi rassegnerò a navigare senza banda larga.

Il 9 Maggio 2007 alle 13:36 Banda larga, l’Italia è ancora indietro ha scritto:

[...] By: Blog Panorama [...]

Il 9 Maggio 2007 alle 13:50 Fox_Mulder ha scritto:

La banda larga non decolla per due soli motivi: prezzi proibitivi e mancata copertura.
Nella mia città, solo ora si sta provvedendo all’allaccio; ma dopo ripetuti interventi da parte dei giovani ( me compreso ), stanchi di dover attendere ore per il caricamento di un piccolo video clip da 3mb.
Va detta ancora una cosa: negli USA c’é un sistema che permette a tutti, a prescindere dal loro reddito, la possibilità di utilizzare l’adsl gratuitamente attraverso la visione degli sponsor. Oppure, decidere di utilizzare l’adsl a pagamento al costo di soli 10 o 20 dollari l’anno. Non solo, già negli anni ‘90 sempre negli USA, l’adsl raggiungeva i 40 Mega… da noi, solo con Fastweb ad un prezzo enorme c’é concessa questa velocità. La telecom ha speso molti soldi nella produzione di stupidi cordless che durano pochi mesi e nell’intercettazione di uomini illustri e non. E’ questo il sistema d’investimento italiano più comune: in sciocchezze prive di una vera utilità.

Il 10 Maggio 2007 alle 8:27 Banda larga in Italia poco sviluppata, di chi è la colpa? ha scritto:

[...] Dal blog di Panorama( Blog Panorama ) si legge: [...]

Il 14 Maggio 2007 alle 14:03 robpn ha scritto:

Ma di cosa ci stupiamo?
L’Italia è un paese in caduta libera… non c’è infrastruttura in cui non sia indietro ( o se per caso me ne è sfuggita una, qualcuno me la può indicare?).
L’unico campo in cui siamo all’avanguardia è quello degli stipendi dei politici…lì sì che siamo sempre i primi!

Il 1 Aprile 2008 alle 10:00 Il blog di Dario Denni » Banda Larga: l’Italia è ancora indietro ha scritto:

[...] Vi segnalo questo interessante articolo tratto da Panorama, che contiene anche una mia dichiarazione di commento ai dati diffusi da Eurobarometro sulla diffusione della Larga banda in Italia. [...]

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