Fiera dell’editoria scientifica: parla Vittorio Bo


Apre giovedì 17 maggio a Trieste la prima Fiera dell’Editoria Scientifica. Dai libri alle riviste, dalla tv alla radio a internet, la Fiera vuole fornire un quadro il più completo possibile sul mondo della divulgazione, come testimonia il programma dell’iniziativa. Prevista anche una web radio che manderà in onda interviste ai protagonisti della kermesse, notizie e curiosità. Per sintonizzarsi: www.radiofest.eu. Panorama.it ha parlato della manifestazione di Trieste con Vittorio Bo, direttore della Fiera nonché organizzatore del fortunatissimo Festival della scienza di Genova.

Come mai in Italia c’è tutto questo interesse per l’editoria scientifica?

La scienza interessa di più, sono aumentate le pubblicazioni, ma ricordiamoci che in Italia si stampano circa 53 mila volumi nuovi l’anno e solo l’8% sono di argomento scientifico. In Francia e in Germania la percentuale di libri scientifici sul totale è doppia. C’è però interesse nei temi scientifici da parte dell’editoria: sulle pagine dei giornali si parla ormai diffusamente di salute, ambiente, sviluppo, ma anche di astrofisica e di materie che hanno a che fare con dimensioni distanti dal quotidiano. In generale direi che è migliorata la capacità dei divulgatori di raccontare esperienze e protagonisti della scienza.

La Fiera di Trieste si occupa solo di libri?
No, è dedicata a tutta l’editoria e anzi ha lo scopo di far sapere quanta scienza sia già veicolata attraverso i media più diversi. Non solo in Italia, ma anche nel resto del mondo: avremo ospiti dall’Inghilterra (come il direttore di New Scientist), dalla Cina, dal Brasile, che portano le loro esperienze. Ho fatto un po’ di ricerca e non ho trovato una manifestazione simile in altri Paesi. In Francia si è svolto un salone del libro scientifico e si organizzano grossi convegni, ma non c’è un luogo dove i vari media si confrontino tra loro e proiettino al pubblico il senso del loro lavoro. Nel Salone degli Incanti ci saranno 7 aree tematiche con una disponibilità di accesso che va dai bambini, per i quali abbiamo aree dedicate, agli specialisti, passando per il grande pubblico. Non mancheranno convegni e dibattiti interessanti (il programma completo: file pdf. Ndr).

Il pubblico negli ultimi ha risposto con sempre maggiore entusiasmo al richiamo dei molti festival culturali organizzati in Italia.
Io sono dell’idea che i festival siano di per sé dei nuovi media che creano nuove forme di comunicazione sociale e quindi anche culturale. Dietro c’è una complessa struttura di marketing che serve a catturare l’interesse dei vari interlocutori, un lavoro che dura buona parte dell’anno.

Tornando ai libri scientifici, ci dà qualche consiglio di lettura per l’estate?

Comincio con due romanzi che hanno per sfondo la scienza o per protagonisti degli scienziati: La misura del mondo di Daniel Kehlmann, edito da Feltrinelli e Il tempo di una canzone di Richard Powers, un fisico definitivamente passato alla letteratura, edito da Mondadori. Infine segnalo Rosso, (il primo capitolo, file Pdf. Ndr) di Nicholas Humphrey, edizioni Codice, che è uno studio sulla coscienza scritto da uno psicologo della London School of Economics.

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