- Tags: mobile, telefonini, tim, video, vodafone, Youtube
- Un commento

Dopo l’accoglienza a dir poco calorosa riservatagli dal popolo di Internet, YouTube si appresta ora a conquistare un’altra fetta importante dell’utenza tecnologica: quella dei cellulari. Merito di YouTube Mobile, la versione per cellulari del servizio di condivisione dei video più famoso del mondo. A veicolare la nuova offerta di video sharing ci saranno d’ora in avanti anche i gestori di telefonia mobile. Tim e Vodafone hanno bruciato tutti sul tempo annunciando le prime offerte dedicate: la prima con una tariffa flat da 20 euro al mese che comprende navigazione illimitata su YouTube e fino a un massimo di 5 Mb sugli altri siti web; la seconda lanciando YouTube is now, una sezione di Vodafone live! esplicitamente dedicata al download dei video; il costo in questo caso è semplicemente quello dell’acceso al portale dell’operatore, pari 0,25 euro.
Va detto però che potranno vedere le clip solo gli utenti dotati di telefonini di ultima generazione abilitati allo streaming. Un’altra limitazione è quella che riguarda il numero di video visualizzabili: non è possibile infatti accedere all’intera videoteca Internet di YouTube ma soltanto ai video più popolari o recenti.
Il lancio di YouTube mobile non è la sola novità riservata agli utenti di casa nostra. È di questi giorni, infatti, il lancio di una versione in italiano del servizio, nell’ambito di un progetto di localizzazione che ha già toccato nove paesi del mondo: Brasile, Francia, Irlanda, Giappone, Olanda, Polonia, Spagna, Gran Bretagna e, appunto, Italia. Al momento sono state tradotte la home page e le funzioni di ricerca, ma col tempo il portale diventerà tricolore a tutti gli effetti. Eccovi intanto una presentazione video, che ha sollevato anche commenti critici, di Youtube Italia.
- Martedì 26 Giugno 2007


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Commenti
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Il 3 Luglio 2007 alle 15:44 Arriva MySpace Tv: così Murdoch prova a battere YouTube » Panorama.it - Hitech e Scienza ha scritto:
[...] E che Murdoch voglia fare sul serio lo si capisce anche dalle prime mosse della sua nuova creatura, come quella che riguarda la localizzazione del servizio, già attivo in 15 paesi, ben sei in più rispetto alla copertura offerta da YouTube, che proprio qualche settimana fa ha annunciato il suo programma di internazionalizzazione. A differenza del mega-contenitore acquistato da Google, inoltre, MySpace punterà soprattutto sui video professionali anziché su quelli home made. Per farlo, sono stati stipulati contratti pesanti con Sony, Nbc Universal e Fox, grazie ai quali verranno trasmesse alcune importanti serie tv, come le Minisodes, le pillole da 5 minuti coi più celebri telefilm anni ‘80. Proprio questa, secondo gli addetti ai lavori, dovrebbe essere la carta in più su cui Murdoch punterà a giocarsi la partita con YouTube, in aggiunta alla potenza di fuoco di MySpace, soprattutto oltreoceano, dove secondo Hitwise è il sito più cliccato del web. Senza contare che per l’immediato futuro, già si parla della possibilità di offrire agli utenti semplici risorse di editing (grazie anche alla tecnologia Flektor acquisita da News Corporation lo scorso mese di maggio) per effettuare il montaggio dei video direttamente online. Se MySpace rappresenta la prima seria alternativa a YouTube proveniente dal web, il video portale acquistato da Google dovrà guardarsi le spalle anche dalla televisione, ormai sempre più attratta dal fenomeno dei contenuti generati dagli utenti. Emblematico è a questo proposito il caso di Mtv, che proprio negli ultimi tempi sta inserendo nel suo palinsesto trasmissioni basate su materiale realizzato ed inviato dal pubblico. L’ultimo in ordine di tempo è Mtv’s Best Show Ever, un progetto televisivo che porterà sul tubo catodico le clip girate da giovani telespettatori che si cimentano in prove di destrezza. Si tratta del secondo esperimento condotto dall’emittente di proprietà Telecom, dopo quello attuato con Cookies, il programma (tutt’ora in onda) composto per buona parte dai video inviati dagli utenti su Qoob. Il futuro, insomma, sembra tutto nella convergenza, che in questo caso è quella della IpTv: la frontiera su cui molti analisti scommettono e su cui - ci si può mettere la mano sul fuoco - anche Bill Gates vorrà dire la sua. [...]
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