Se il cittadino compera un cd o un dvd vergine, è giusto che paghi un surplus per compensare musicisti o registi dalla violazione del diritto d’autore che potrebbe scaturire dalla masterizzazione di un film o di una raccolta di canzoni.
Lo ha confermato il tribunale di Milano che ha dato torto a una società produttrice di supporti digitali, la Computer Support Italcard srl ora fallita, che dal 2003 evadeva una sorta di tassa, il cosiddetto “equo compenso“, che avrebbe dovuto pagare alla Siae per risarcire i musicisti e i registi danneggiati dalla copia privata - masterizzata - di un’opera d’arte.
Nel 2003 infatti il Governo italiano per implementare una direttiva comunitaria, ha introdotto con decreto una sorta di compenso agli autori di opere d’arte che, quando applicato, va a raddoppiare il prezzo del cd vuoto. Il punto è che non tutti i produttori hanno obbedito alla norma. Alcuni di essi fino ad oggi hanno evaso il compenso proponendo sul mercato i cd allo stesso prezzo di prima, con la speranza che un giudice, presto o tardi, potesse riconoscerli vittima di qualche forma di violazione della libera concorrenza.
Secondo i produttori - Computer Support Italcard per primo, ma anche TDK, Verbatim e altri membri della loro associazione di categoria (Asmi) - l’aumento del prezzo dei cd, li avrebbe sfavoritri rispetto ai concorrenti on line e ai rivenditori di Paesi limitrofi. Il tribunale di Milano però ha riconosciuto la leggittimità di questa specie di tassa, “con una sentenza”, dice l’avvocato della Siae Cristiano Castrogiovanni dello studio Nava, “che potrebbe dettare il risultato anche di un altro contenzioso pendente di fronte alla corte di Milano”. Castrogiovanni si riferisce alla battaglia giudiziale sulla stessa questione sollevata contro la Siae dall’Asmi. In questo caso il compenso evaso raggiunge qualche decina di milioni di euro. Computer Support che contava un arretrato di 8 milioni di euro probabilmente non potrà saldare il suo debito con Siae perchè nel frattempo ha dichiarato la bancarotta.
- Giovedì 19 Luglio 2007
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Commenti
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Il 20 Luglio 2007 alle 8:49 redazione ha scritto:
La causa pendente fra l’ASMI e la SIAE avanti al Tribunale di Milano non ha in alcun modo ad oggetto qualsivoglia evasione del compenso per copia privata, bensì la domanda di restituzione del compenso medesimo già corrisposto alla SIAE da parte delle società che insieme all’ASMI hanno instaurato la controversia - nella misura di oltre 53 milioni di euro - in ragione dell’incostituzionalità dell’art. 39 del decreto legislativo n.68/2003 e della corrispondente legge delega, nonché dell’incompatibilità comunitaria del decreto legislativo 9.4.2003, n.68 in relazione alla direttiva della Comunità Europea n. 2001/29.
Tengo a precisare, a ulteriore smentita delle affermazioni contenute nel Vostro articolo, che le aziende associate all’ASMI versano ogni anno alla SIAE, a titolo di compenso per copia privata, oltre 70 milioni di euro, e a che a causa del diffusissimo fenomeno di elusione e di evasione del compenso medesimo, le aziende che invece corrispondono regolarmente, quali sono quelle aderenti all’ASMI, versano in stato di grave crisi, essendosi verificato, a seguito dell’emanazione del decreto legislativo 68/2003, un crollo verticale delle vendite dei supporti vergini “regolari” a favore di quelli oggetto di evasione e di quelli ceduti agli utilizzatori finali direttamente dall’estero. L’ente cui la legge delega il compito di controllare che il compenso venga corrisposto inoltre, cioè la medesima SIAE, appare invece totalmente inerte, tanto che proprio in tempi recentissimi l’ASMI ha presentato avanti la Guardia di Finanza di Milano svariati esposti finalizzati a segnalare società che vendono supporti vergini per importi inferiori rispetto al solo costo del compenso SIAE per copia privata.
Avv. Claudio Volpi
Il 20 Luglio 2007 alle 9:53 tiziana_debiagi ha scritto:
Scusate ma la siae che ne sa che io uso un cd vergine per metterci musica coperta dai diritti siae? potrei usarlo anche per metterci dei dati, o delle foto (mie) o mille altre tipologie di file che non hanno niente a che fare con la siae.
Il 20 Luglio 2007 alle 12:49 Maledetta Siae « ha scritto:
[...] Maledetta Siae 20 07 2007 Secondo quanto scrive Daria Bianchi, il Tribunale di Milano ha sentenziato che il prezzo di supporti vergini come cd e dvd deve essere aumentato di un euro per compensare i mancati introiti della Siae. In altre parole, se io compro in negozio un cd musicale e voglio farne altre copie per uso personale, devo sborsare un euro in più per ogni cd masterizzabile che compro. Sia benedetto il peer to peer. [...]
Il 20 Luglio 2007 alle 18:00 Maledettissima SIAE « parole di silicio ha scritto:
[...] modo in cui vedete il mondo e le persone. « Fonera e Fontenna, prime impressioni Maledettissima SIAE Luglio 20th, 2007 Dopo questa notizia non posso fare altro che consigliarvi di andare sunierle.it e comprare tutto lo scibile masterizzabile. [...]
Il 4 Marzo 2009 alle 10:22 alchimista ha scritto:
Sono un operatore commerciale Italiano e grazie alla Siae le mie vendite sono crollate… Dovete sapere che un esercito di agenti più una moltitudine di e-commerce che fanno riferimento a organizzazioni Sammarinesi vendono i supporti vergini sul territorio Italiano senza l’obbligo di assolvere il contributo SIAE e presto lo faranno anche sugli apparecchi… non sappiamo come difenderci da questa grave distorsione di mercato…
Intanto gli operatori Italiano chiudono!!
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