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Black out per 220 milioni di persone in tutto il mondo. Stavolta non è andata via la luce ma qualcosa che molti considerano ancora peggio: Skype, il servizio di telefonia voice over IP (Voip) cioè via computer, è “giù”, che in gergo significa non funziona. Il che nel concreto vuol dire milioni di dollari andati in fumo. I danni sono enormi visto che sono in moltissimi in tutto il pianeta ad aver scelto Skype non solo per le telefonate private ma anche per il lavoro.
Il successo di Skype, attivo dal 2003, risiede nel fatto che il software può essere scaricato gratuitamente così come gratuite sono le telefonate tra gli utenti che ce l’hanno. Skype, di proprietà del gruppo statunitense di aste on line eBay, ha cercato in queste ore di ristabilire la calma nel popolo della rete con un “ci scusiamo per l’inconveniente” ben stampato sull’home page del sito internet. I suoi tecnici nel quartier generale in Lussemburgo intanto stanno lavorando senza sosta per cercare di ripristinare il servizio. Ma sulle ragioni del collasso informatico i vertici dell’azienda tacciono.
Prendono la parola al loro posto i blogger di tutto il mondo che rimbalzano le possibili spiegazione da un punto all’altro della rete e che non rinunciano anche a teorie di misteriosi complotti. Per Valery Marchuk di Securitylab.ru la spiegazione risiederebbe nel fatto che un codice impazzito è stato introdotto nel forum di Skype. Ma chi e perché abbia agito in questo modo resta ancora un mistero. Il servizio dovrebbe essere ripristinato nelle prossime ore ma previsioni non sono possibili perché è la prima volta che si verifica un fatto di questa portata.
- Venerdì 17 Agosto 2007
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Commenti
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Il 17 Agosto 2007 alle 21:37 luca.delloiacovo ha scritto:
Buone notizie: Skype inizia a ripartire in Asia e in alcune nazioni dell’Europa, ma la connessione non è ancora stabile e il numero di utenti su Skype cresce lentamente.
Il 2 Ottobre 2007 alle 15:54 Telefonare gratis via web rende? Skype perde 900 mln ed eBay lo svaluta » Panorama.it - Economia ha scritto:
[...] Nuovi guai per Skype, il servizio voice over IP (VoIP) che permette di telefonare gratis ai computer di tutto il mondo e a tariffe vantaggiose verso i telefoni fissi di molti Paesi. Dopo il blackout di agosto, che aveva messo fuori uso il servizio per qualche giorno, e il virus che ha infettato i computer degli utilizzatori dell’applicativo, ora i problemi sono di natura economica. Nonostante gli utenti aumentino ogni giorno, e abbiano ormai superato i 200 milioni, Ebay - che ha rilevato Skype nel 2005 per 4 miliardi di Euro - ha denunciato perdite per 900 milioni. La casa d’aste online piu’ famosa al mondo non ha nascosto il suo malcontento per gli scarsi ricavi ottenuti da un servizio che evidentemente ha limitati margini di profitto e che ora rappresenta una delle pochisime voci in perdita di un gruppo che macina utili. Come se non bastasse, i due ideatori di Skype, Niklas Zennstrom e Janus Friis, hanno deciso di lasciare la compagnia con una sostanzioso buonuscita di 370 milioni di Euro. Ma Friis, che insieme a Zennstrom ha inventato anche il software per scaricare musica Kazaa, dal suo blog si dice soddisfatto del rendimento della sua creatura: “Se pensiamo alla strada fatta dal 2003 - ha scritto - non sembra siano passati solo quattro anni. Ora, con il ricavo che avremo dalla vendita di Skype, porteremo avanti altri progetti, primo fra tuti Joost, il moderno napsters per la libera condivisione dei video in streaming” (tradotto: una piattaforma P2P per la tv). Anche lo svedese Niklas Zennström, 41 anni, difende a spada tratta la sua creatura in un’intervista rilasciata al blog ThomasCrampton.com. Punto primo, dice Zennström: poche compagnie possono vantare una crescita della base di utenti tanto rapida. Punto secondo: Skype, ha rivelato ancora l’ex ceo, ha garantito profitti nei primi tre trimestri dell’anno. Non solo. I ricavi sono risultati in crescita, segno che la compagnia sa come “monetizzare” adeguatamente la propria utenza. Messaggio a Meg Withman, numero uno di eBay: “C’è chi vuole fare soldi troppo in fretta, ma in questo modo si rischia di perdere la clientela più fedele e attiva”. In ogni caso l’imprenditore svedese dà prova di grande understatement, anche se l’addio a Skype ovviamente non può non bruciare. “Sono uno che crea e lancia compagnie - ha commentato ancora Zennström - adesso è arrivato il momento giusto per qualcun altro”. In questo caso il successore Michael van Swaaij. [...]
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