
Lo hanno fatto i ricercatori della Tufts University School of medicine, che hanno pubblicato i risultati del loro studio sul numero di settembre di Lancet Infectious Diseases. Un errore nel software che è alla base di World of warcraft, uno dei più popolari giochi online, ha infatti fornito lo scenario perfetto per una simulazione del propagarsi di un’epidemia. Come racconta il Times, nel settembre del 2005 quello che era stato studiato per essere un piccolo ostacolo sulla via di un ristretto gruppo di giocatori è sfuggito di mano ai programmatori e si è trasformato nel virus del sangue corrotto: un’epidemia che interessava potenzialmente tutti gli oltre 6 milioni di personaggi.
Così è stato possibile vedere con che velocità il virus si propagava e come si comportavano i personaggi del videogioco, dietro ai quali, è bene non dimenticarlo, ci sono persone reali, che manifestano reazioni umane. Insomma, laddove i modelli matematici, seppure utilissimi, si fermano, i mondi virtuali, sia pure per errore, possono fornire dati molto reali e utili alla ricerca.
- Giovedì 23 Agosto 2007
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