
Chi ce l’ha ne parla come uno di quei pochi aggeggi tecnologici capaci di cambiare la vita per davvero. Quelli con più scarso senso dell’orientamento arrivano addirittura a consacrarlo alla stessa stregua di quei ritrovati del progresso, come Internet o il cellulare per intenderci, per i quali quasi si fa fatica a ricordare come si faceva prima della loro invenzione. Piaccia o meno, il navigatore sta entrando prepotentemente nel dizionario tecnologico dei consumatori, e non solo dei tecnofili incalliti, ma di tutti coloro i quali pensano che forse esiste qualcosa di più comodo e moderno (oltre che più sicuro) del classico stradario cartaceo.
Sicuramente, il crollo dei prezzi di questi ultimi due anni ha contribuito ad aumentarne la diffusione. Di fatto, con meno di 300 euro oggi è possibile scegliere fra un bel gruzzolo di modelli portatili, tutti - chi più, chi meno - attrezzati di funzionalità accessorie. Già perché i navigatori di oggi non solo ci guidano verso la meta sconosciuta, ma ci permettono di scovare i punti di interesse, come i distributori, gli ospedali o i ristoranti, ci forniscono informazioni sul traffico così da evitare gli imbottigliamenti e ci avvisano persino della presenza degli implacabili autovelox, anche di quelli più nascosti.
Se il prezzo non costituisce più una discriminante all’acquisto, va comunque detto che i navigatori non sono tutti uguali: esistono anche in questo settore alcune buone regole da tenere presente prima di procedere alla scelta. La prima è sicuramente quella della facilità d’uso: non bisogna infatti dimenticare che si tratta pur sempre di un oggetto che si utilizza alla guida, e che come tale deve essere facilmente leggibile in modo da ridurre al minimo le eventuali fonti di distrazione. In questo senso il navigatore va valutato soprattutto per le dimensioni del display, la “pulizia” della visualizzazione, la facilità di impostazione delle ricerche degli indirizzi, la luminosità e la capacità di autoregolarsi in base alle condizioni esterne di luce. Sul piano funzionale un altro elemento da tenere in considerazione è quello del supporto ovvero del sistema di aggancio che permette di attaccare il navigatore al parabrezza: ce ne sono di tutti i tipi, dalla piccola ventosa facile da trasportare a sistemi più grandi e complessi che puntano invece sulla robustezza.
Non meno importante è la valutazione dell’apparecchio in termini di prestazioni: trattandosi di dispositivi basati su tecnologia satellitare Gps, i navigatori rispondono in maniera differente al segnale proveniente dallo spazio. Si tratta di un aspetto piuttosto evidente sia nel cosiddetto collegamento “a freddo” (cioè nella cattura del segnale satellitare dopo più di 24 ore di inattività), sia per quanto riguarda il riaggancio a breve termine, tipico dopo il passaggio nelle zone d’ombra (come ad esempio nelle gallerie). Altro punto chiave in termini di performance è la velocità di calcolo degli itinerari. Ogni navigatore funziona in pratica come un piccolo computer che, in base al posizionamento del guidatore e alla meta da ricercare, deve calcolare nel minor tempo possibile la strada più breve (o quella più veloce) per giungere a meta. In ultimo non si può tralasciare il corredo funzionale, ovvero il boquet di risorse aggiuntive a disposizione dell’utente, come quelle che riguardano il collegamento Bluetooth, la gestione delle informazioni sul traffico e la simuluazione degli itinerari.
Moltissimi, come detto, i modelli a disposizione. Fra i più noti ci sono quelli a marchio TomTom, casa olandese che ha fatto dei sistemi di navigazione satellitare il suo core business. L’entry level della collezione del produttore è il TomTom One, un device decisamente compatto che sta riscuotendo un grande successo per l’ottimo rapporto qualità (grande facilità d’uso, buone proprietà di consultazione in qualsiasi condizione di luce) prezzo (249 euro per la versione con mappe italiane).
ViaMichelin, marchio affermatosi sul web grazie ai puntuali servizi di pianificazione degli itinerari, propone da qualche tempo anche i suoi personalissimi sistemi di navigazione elettronica. Il modello di fascia bassa è il Navigation X-960, un navigatore che può giovarsi della presenza di un archivio precaricato con gli alberghi e i ristoranti della Guida Michelin, con la possibilità di effettuare ricerche in base al prezzo, alla categoria e alla classificazione tramite le celebri “stellette” della casa.
Un’alternativa interessante è quella fornita da un’altra casa olandese, Route 66, che con la Serie Chicago 6000 offre un navigatore con display maggiorato da 4,3 pollici basato su un sistema di ricerca degli indirizzi completamente differente da quello proposto dai competitor: anziché il classico metodo di digitazione passo-passo dei vari campi di ricerca (città, via, numero), questo modello utilizza infatti un sistema denominato QuickSearch che prevede un unico campo di inserimento dal quale il navigatore è in grado di estrapolare tutti i risultati che hanno attinenza, un po’ come succede nei sistemi di localizzazione geografica presenti sul web. Il prezzo? 299,95 euro secondo il listino online.
Con 50 euro in meno si può acquistare il compatto Navigon 3100, un dispositivo che può contare sull’utile funzionalità nativa degli aggiornamenti sul traffico. Il sistema, in pratica, sfrutta i bollettini sulla circolazione stradale trasmessi sulle onde radio fm per calcolare rotte alternative in grado di evitare gli ingorghi.
Ancor più a buon mercato è il DigiWalker C220 prodotto da Mio Technology, che a 199 euro propone un dispositivo basato su mappe Tele Atlas (le stesse del TomTom) e che prevede il servizio – aggiornato per un anno – di segnalazione degli autovelox.
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- Venerdì 31 Agosto 2007


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Il 30 Luglio 2008 alle 17:41 Pronti per l’esodo? Ecco i navigatori 2.0: mai così realistici » Panorama.it - Hitech e Scienza ha scritto:
[...] Le parole di Luciano Ligabue sembrano scritte apposta per raccontare ciò che sta accadendo di questi tempi nel mondo dei navigatori. Sì perché dopo la prima infornata di apparecchi satellitari “nudi e crudi”, le moderne guide a ventosa per auto sembrano aver imboccato una strada tutta nuova. Che non è più piatta e stilizzata come un tempo ma è sempre più spesso condita da elementi capaci di dare realismo all’esperienza di guida: rilievi topografici, ponti, tunnel cartelli stradali e perfino monumenti sono ora riprodotti all’interno delle cartine digitali quasi a realizzare un continuum fra mondo reale e mondo virtuale. Ma non basta. Oltre a essere visivamente più raffinati, i dispositivi Gps di nuova generazione si stanno arricchendo di funzionalità di intrattenimento che poco o nulla hanno a che vedere con le questioni di orientamento: si collegano al telefono, per esempio, leggono le tracce musicali in mp3 e le foto in formato digitale, integrano giochi e persino ricevitori per il digitale terrestre per captare i programmi televisivi on the road. Al satellitare sta succedendo in pratica quel che è avvenuto qualche anno fa ai cellulari, trasformatisi da semplici dispositivi per telefonare e mandare messaggi ad apparecchi tuttofare, in grado di scattare foto, mandare messaggi, navigare su Internet, e – naturalmente – collegarsi a un Gps. [...]
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