Coloranti e conservanti favoriscono l’iperattività nei bambini

Lattine (credits: flickr)
L’iperattività dei bambini è sollecitata da coloranti e conservanti usati in bevande gasate, succhi di frutta, dolci, gelati e altri cibi. Non è possibile stabilire l’effetto delle singole sostanze, ma nello studio pubblicato dalla rivista scientifica Lancet sono stati impiegati additivi alimentari largamente diffusi in quantità tali da simularne il consumo giornaliero. Quali sono? I coloranti giallo arancio (E110), azorubina (E122), tartrazina (E102), Rosso cocciniglia A (E124) e rosso allura (E129). Uno soltanto il conservante studiato dai ricercatori, il benzoato di sodio (E211), presente in molti alimenti.

Jim Stevenson dell’università di Southampton e il suo team hanno osservato 297 bambini (153 con un’età di tre anni e 144 dagli otto ai nove anni) e ogni fascia d’età è stata suddivisa in tre campioni. Il primo gruppo ha bevuto il mix A, che conteneva quattro coloranti (E110, E122, E102, E124) e il benzoato di sodio. Il secondo ha usato il mix B, composto da E110, E122, E129 e l’E211. L’ultimo gruppo ha ricevuto una bibita placebo, priva di queste sostanze. Genitori e insegnanti hanno poi osservato in modo indipendente i bambini, assegnando punteggi ai loro comportamenti a scuola e a casa. Per i quelli compresi nella fascia d’età di 8-9 anni è stato utilizzato anche un test computerizzato.

Risultato? Scrivono gli scienziati: “Un forte supporto alla tesi che gli additivi alimentari incrementino i disordini da iperattività (disattenzione, impulsività, attività superiore alla norma) nei bambini almeno fino alla metà dell’infanzia”. E sottolineano gli effetti sul rendimento scolastico, evidenziando “lo sviluppo di difficoltà educative, legate in particolare alla lettura”. Secondo i ricercatori queste conclusioni valgono per i bambini che soffrono di “deficit di attenzione e di iperattività” (Adhd) e, in generale, per tutti quelli nella fascia d’età studiata.

Non è la prima volta che il conservante E211, il benzoato di sodio, entra nel mirino degli studiosi: nei mesi scorsi due ricerche scientifiche pubblicate dall’Independent hanno rivelato che il consumo di E211 causerebbe danni alle cellule paragonabili a quelli dell’invecchiamento e dell’alcolismo.

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