
A poco più di dieci anni dalla sua introduzione sul mercato, il digitale ha definitivamente conquistato il popolo dei videoamatori. Grazie a una qualità sensibilmente migliore e soprattutto alla maggiore versatilità nella gestione dei contenuti in fase di trasferimento e di editing, le videocamere Digital Video - meglio conosciute dietro l’acronimo mini-Dv - hanno di fatto sbaragliato la concorrenza dei “vecchi” modelli analogici (Vhs e Video8), destinati ormai a diventare oggetti di modernariato.
I video in formato digitale piacciono perché possono essere rapidamente riversati dalla videocamera all’hard disk del pc ed essere successivamente lavorati, fotogramma per fotogramma, senza nessuna perdità di qualità. Il tutto – particolare non trascurabile – a prezzi decisamente abbordabili: nella fascia fra i 250 e i 500 euro c’è davvero di che sbizzarrirsi. Naturalmente, nonostante le cifre ragionevoli, occorre come sempre prestare un pizzico di cautela al momento della scelta. Ecco allora qualche piccolo consiglio da tenere presente per non “toppare” al momento dell’acquisto.
Occorre innanzitutto prestare fare attenzione alla scelta del sensore Ccd: da esso dipende infatti la qualità dell’immagine sia in termini di definizione, sia per ciò che riguarda il colore. Spesso si pensa, e si sbaglia, che il Ccd migliore è quello che ha più pixel a disposizione. Per raggiungere una definizione ad hoc per la riproduzione televisiva sono infatti sufficienti meno di 500.000 pixel. Decisamente più importante valutarne le dimensioni: più grande è la superficie offerta dal sensore (generalmente espressa in frazioni di pollice) maggiore sarà la probabilità di ottenere riprese luminose. Il fattore risoluzione pesa invece per ciò che riguarda le funzionalità di scatto, ormai presenti su tutte le videocamere. In questo caso, la crescita delle prestazioni è proporzionale al numero di pixel: maggiore è la risoluzione, in sostanza, migliore sarà la resa a video degli scatti, specie se si operano ingrandimenti. Molto successo stanno riscuotendo negli ultimi tempi le videocamere a 3 Ccd. Con questo tipo di configurazione - chiaramente più costosa rispetto a quella tradizionale - un camcorder garantisce in genere una migliore resa cromatica dei video, per via della possibilità di catturare separatamente i tre colori primari.
A far lievitare le quotazioni di una videocamera contribuiscono poi la potenza dello zoom ottico e la presenza dello stabilizzatore: quest’ultimo viene proposto spesso e volentieri in modalità digitale, ma è nella versione ottica che si ottengono i migliori risultati. Mentre lo stabilizzatore digitale agisce “a valle” della ripresa, modificandone la qualità, quello ottico interviene invece prima della registrazione, correggendo fisicamente la posizione delle lenti e alleviando l’effetto “mosso”. In ultimo, è consigliabile dare uno sguardo alla dotazione complessiva dell’apparecchio, focalizzandosi magari sul numero degli ingressi e delle uscite a disposizione a sul tipo di batteria in dotazione.
Moltissimi, come si è detto, i modelli in commercio. Fra i modelli più economici (sopra i 200 euro) segnaliamo la Canon Mv 890, una mini-dv dotata di sensore Ccd da 800.000 pixel e stabilizzatore elettronico. Nella stessa fascia di prezzo troviamo la Jvc Gr-D721, una videocamera digitale con hard disk interno da 30 gigabyte e porta Usb 2.0, e l’interessante Sony Dcr-hc37, un’altra mini-dv con sensore da meno di un megapixel che si segnala per la presenza di ottiche Carl Zeiss e stabilizzatore ottico. Per qualche euro in più, ci si può orientare su un modello da 3 Ccd, come la Panasonic Nv Gs320, che per circa 500 euro offre anche un sistema di ottiche Leica, uno zoom 10x e 3 megapixel di risoluzione per le istantanee fotografiche.
- Venerdì 7 Settembre 2007
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