
Libera o autorevole? Dopo le polemiche di questa estate, non sembra esserci più pace per Wikipedia. Ad essere messa sotto accusa è proprio la formula dell’apertura indiscriminata a chiunque, che pure fino ad ora aveva permesso al servizio di crescere in numeri e reputazione.
Insieme alla popolarità, però, negli ultimi tempi sono aumentati anche i tentativi di vandalismo o di utilizzo improprio. Tanto che Wikimedia Foundation ha ora deciso di correre ai ripari, anche a costo di adottare soluzioni drastiche e contrarie all’utopia originaria.
Le prime novità in questa direzione sono già in cantiere per l’edizione tedesca dell’enciclopedia. A breve, tutte le modifiche apportate sulle voci dovranno prima passare al setaccio di una serie di “utenti certificati” e poi potranno essere pubblicate.
Si cerca in questo modo di limitare se non altro gli atti di vandalismo più gratuiti, come quelli di chi cancella interi brani di testo o di chi usa Wikipedia per portare avanti le proprie battaglie ideologiche e politiche.
Difficilmente, però, questa soluzione potrà essere importata in tutte le versioni locali. In Germania - ha spiegato Erik Möller di Wikimedia Foundation al New Scientist - la gerarchizzazione degli utenti è ben accetta, a fronte di una maggiore qualità. Lo stesso discorso non vale per l’edizione inglese, dove la community è più incline ad un approccio democratico.
Ad ogni modo, per ogni lingua è allo studio la creazione di due diverse enciclopedie, che conviveranno una accanto all’altra: una versione completamente libera, più caotica, meno affidabile ma anche più ricca e aggiornata; e un’altra più chiusa ed esile, ma certificata da editor che assicureranno un alto standard di qualità (sull’esempio di Citizendium).
Come dire, è finito il tempo dell’utopia egalitaria: le strade dell’apertura e dell’autorevolezza non sempre procedono in parallelo.
- Lunedì 1 Ottobre 2007


MONDO SOCIAL
Influenza: come difendersi!
Fotofocus: l‘amore per la fotografia diventa un‘esperienza imperdibile
INVERNO SPETTACOLARE
Fotocamere digitali: le nostre prove


Tutto sull‘iPad e l‘iPad2
Obesi: siamo sempre di più
Videogiochi: le news!

Scienza: le buone notizie del 2011
Un anno di... Smartphone, videogiochi, social network...
Addio a Steve Jobs, lo speciale di Panorama.it
IL MEGLIO DEL 2011






ULTIMISSIME DAL CES DI LAS VEGAS
Animali: le foto più belle
Le foto più belle ogni settimana 
IL MEGLIO DEL 2011





Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 1 Ottobre 2007 alle 19:15 ermete_di_fraia ha scritto:
Se ciò si verificasse davvero, è ovvio che l’eventuale versione libera continuerebbe ad essere la più vasta, la più completa e quindi la più visitata dagli utenti - e in quanto tale, la più autorevole.
Se si vuole un’enciclopedia realizzata da professionisti, basta mettere on line i testi della Treccani o di qualcosa del genere.
E ancora: gli editor certificatori della Wikipedia? E chi li paga?
Il 2 Ottobre 2007 alle 1:18 nicolabruno ha scritto:
i certificatori resterebbero volontari, anche perché il modello no-profit non viene messo in discussione (per il momento)
sul punto versione libera=la migliore non sarei così sicuro. certamente sarà la più completa e aggiornata, ma non necessariamente la più autorevole.
sono invece un po’ più scettico sulle versioni certificate: a questo punto tanto vale consultare la britannica online!
e comunque credo che la partita di wikipedia non debba giocarsi tanto su un autorevolezza davvero dura da conquistare, quanto sull’apertura, il potenziale di aggregazione di dati e di bussola per le tante informazioni dispersive presenti in rete.
Va bene utilizzarla come punto di partenza per definizioni al volo e piccoli dubbi. Ma sarebbe sempre buona norma approfondire il tutto e trovare ulteriori conferme
Il 2 Ottobre 2007 alle 11:13 persefone ha scritto:
Pensi quanti soldi avrebbe fatto un editore se avesse messo on line gratis una vera grande enciclopedia completa (gratis ma con ads e quant’altro) anzichè tenerla ad ammuffire nei magazzini o tentare di venderla porta a porta.
Secondo me Wikipedia dovrebbe pensare seriamente di mettere pubblicità sulle sue pagine, per autofinanziarsi. Non ci vedo nulla di male.
Il 2 Ottobre 2007 alle 12:30 sandra.masoncelli ha scritto:
Wikipedia è talmente inaffidabile che pure i giornali la copiano:
http://www.wittgenstein.it/pos.....54251.html
Senza citarla, ovvio.
Il 2 Ottobre 2007 alle 14:16 nicolabruno ha scritto:
@sandra, tocchi un tasto dolente: wikipedia è diventata uno strumento irrinunciabile per tanti giornalisti. online basterebbe un link (e costa davvero poco); su carta forse è più complicato, e poi gran parte dei giornali sono da sempre restii a citare le fonti (e riprendono wikipedia come se fosse un lancio ansa). sarebbe buona norma per chiunque (non solo per i giornalisti) controllare sempre tutto
@persefone: sono contrario alla tentazione di monetizzare o “privatizzare” wikipedia. verrebbe meno uno dei meccanismi principali del suo successo: la spinta volontaria e disinteressata a prendere parte a un progetto comune. ed è importante che volontari restino pure i futuri editor certificati. cosa ne faresti dei proventi pubblicitari? Per mantenere i server e l’infrastruttura possono bastare le donazioni..
Il 2 Ottobre 2007 alle 15:20 persefone ha scritto:
Privatizzare mai. Monetizzare con piccola pubblicità non invasiva (alla Google)… se fosse a rischio la sopravvivenza… perchè no? Avevo letto da qualche parte che Wikipedia Italy non se la sta passando troppo bene…
Il 2 Ottobre 2007 alle 15:22 persefone ha scritto:
Comunque ne approfitto per ringraziare nicolabruno, si parla tanto di web 2.0, di giornalismo 2.0, ma è raro trovare giornalisti che usino la rete per interagire sul serio con noi lettori..
Il 3 Ottobre 2007 alle 0:38 nicolabruno ha scritto:
in effetti di recente wikipedia ha denunciato una grave carenza di fondi. penso però che l’emergenza sia rientrata grazie a diverse donazioni.
e comunque qualche mese fa ha fatto discutere anche la decisione del governo tedesco di supportare la versione locale per i prossimi tre anni a fronte di un maggiore approfondimento delle voci sulle energie rinnovabili. Il che va bene entro certi limiti: e cioè che a finanziare siano istituzioni noprofit.
Google adSense potrebbe essere un’altra soluzione, ma non credo il fondatore di wikipedia (jimmy wales) sarebbe molto d’accordo!
Il 4 Ottobre 2007 alle 16:59 nick_wikimedia_italia ha scritto:
Alcune precisazioni:
a) Wikipedia e tutti i progetti Wikimedia non inseriranno mai pubblicità all’interno dei loro siti (è una dei principi fondamentali della Wikimedia Foundation).
b) Il sistema di valutazione, se prenderà piede, sarà quantitativo (un utente che ha scritto un tot di articoli e non è mai stato “segnalato”, corretto, cancellato è da considerarsi affidabile), ma non sarà in alcun modo uno sbarramento al contributo della totalità degli utenti, anonimi o registrati che siano.
c) Nessuno verrà pagato per il suo contributo a Wikipedia (attualmente gli stipendiati della Wikimedia Foundation sono solo i tecnici che fanno lavoro di manutenzione dei server).
d) Citiziendium, creato da uno dei fondatori di Wikipedia (Sanger, che aveva comunque lasciato il progetto ai suoi primordi, in piena polemica per la subordinarieta’ del suo impiego/ruolo) non è un progetto WikiMedia, non ha in alcun modo a che fare con Wikipedia, usa solo la stessa licenza e lo stesso software.
e) Per usare le voci di wikipedia in articoli giornalistici si deve in qualsiasi caso citare la fonte e la licenza GFDL, chi non lo fa commette un illecito.
f) Typo: Erik Möller, segretario esecutivo della Wikimedia Foundation.
Il 7 Novembre 2007 alle 11:34 Usa: la tesina diventa una voce di Wikipedia » Panorama.it - Cultura e società ha scritto:
[...] Perché non provare a ribaltare le cose? Per gli studenti si tratta anche di un importante esercizio di metodo, spiega Martha Groom alla Associated Press. Nonostante le tante polemiche che circondano Wikipedia, la sua policy richiede di adottare uno stile imparziale, di rielaborare le informazioni inserite e di fare molta attenzione all’accuratezza: tutti i giudizi, ad esempio, devono essere sempre accompagnati da un link alla fonte in cui è presente la citazione. Proprio l’esatto contrario delle tesine sgraffignate online e poi presentate come frutto di studio personale. [...]
Il 24 Gennaio 2008 alle 18:30 Wikipediani sotto osservazione: in un’indagine i loro identikit » Panorama.it - Cultura e società ha scritto:
[...] LEGGI ANCHE: Wikipedia volta pagina - Wiki: new entry nel dizionario di Oxford [...]
Il 8 Marzo 2008 alle 19:16 Wikipediani sotto osservazione: in un’indagine i loro identikit | cultura ha scritto:
[...] LEGGI ANCHE: Wikipedia volta pagina - Wiki: new entry nel dizionario di Oxford [...]
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.