- Tags: aerosmith, alanis morissette, bob-dylan, canzoni, imeem, in-rainbows, Mog, musica, radiohead, starbucks
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Non sono soltanto i dischi di vinile e i compact disc a finire in soffitta con l’arrivo dei lettori mp3 e dell’ipod. Perfino i negozi di musica potrebbero scomparire. Immaginate di ascoltare una canzone mentre bevete un cappuccino, e magari non conoscete l’autore o il titolo: da oggi nei locali di Starbucks a New York sarà possibile scaricare immediatamente i brani trasmessi dalla radio gestita dalla catena di caffetterie, al prezzo di 99 centesimi. Basta un computer portatile e una carta di credito. La connessione a internet nei locali Starbucks è gratuita e senza fili. E anche la Apple sta pensando a un sistema per lo shopping musicale in tempo reale nei suoi negozi. Negli Stati Uniti ormai anche i supermercati come Walmart vendono canzoni sul loro sito internet.
Sta cambiando l’ascolto della musica: nelle piazze del web crescono rapidamente i gruppi di persone che condividono la passione per le note, come Imeem, una grande comunità che permette di ascoltare senza alcuna spesa e integralmente brani degli Aerosmith, di Bob Dylan, di Alanis Morissette. È possibile ascoltare alcuni secondi della canzone se, invece, Imeem non ha accordi specifici con la casa discografica. Chi vuole scoprire gruppi indipendenti o meno noti può curiosare tra le pagine di Mog, dove i “moggers” scrivono recensioni delle canzoni e le condividono con gli amici.
Che il mutamento sia inevitabile e ancora in fase di sperimentazione lo testimonia anche la scelta dei Radiohead: per la versione digitale scaricabile da internet del loro ultimo album “In rainbows” sarà il pubblico a scegliere il prezzo. Nei negozi il cd costerà circa 60 euro.
- Martedì 2 Ottobre 2007



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Il 24 Ottobre 2007 alle 10:10 Downlovers: quando scaricare musica diventa gratuito (e legale) » Panorama.it - Hitech e Scienza ha scritto:
[...] “Tutta la musica che vuoi. Gratis. Legale.” Non è una promessa ma lo slogan di Downlovers.it, il freschissimo servizio web che ha sconvolto in un sol colpo il panorama della musica on line: Downlovers è infatti il primo portale che permette di scaricare musica in modo totalmente gratuito e senza violare le norme sul diritto d’autore. Roba che a sentirla qualche anno fa nessuno ci avrebbe creduto. Dove sta l’inganno? Nessun inganno, almeno per il momento. Downlovers sfrutta infatti un modello di business totalmente basato sulla pubblicità e sugli accordi con le case discografiche: la musica viene in pratica “regalata” agli utenti dagli inserzionisti che in cambio ottengono di trasmettere i propri spot all’interno del portale. Un approccio che stravolge sostanzialmente il sistema di fruizione della musica su Internet, che finora considerava il download secondo due sole accezioni, praticamente agli antipodi: quella (legale) a pagamento sui siti delle case discografiche o sui principali music store del web, e quello (illegale) attraverso il peer-to-peer. A dire il vero che il sistema musicale fosse pronto a cambiare rotta lo si era capito da qualche tempo: il primo passo era stato compiuto con la diffusione dei contenuti da parte di tutti quei portali - come Deezer, iJigg e Imeem - che hanno aperto la strada all’ascolto condiviso da parte degli utenti; poi qualche giorno fa ecco la storica svolta messa in atto dai Radiohead, con la decisione di liberalizzare il prezzo di acquisto online del loro ultimo album. Ora con Downlovers, cade anche l’ultima barriera, quella del download a pagamento. [...]
Il 23 Novembre 2007 alle 20:39 Il Blog di Digital Service Innovation » Blog Archive » Downlovers: quando scaricare musica diventa gratuito (e legale) ha scritto:
[...] “Tutta la musica che vuoi. Gratis. Legale.” Non è una promessa ma lo slogan di Downlovers.it, il freschissimo servizio web che ha sconvolto in un sol colpo il panorama della musica on line: Downlovers è infatti il primo portale che permette di scaricare musica in modo totalmente gratuito e senza violare le norme sul diritto d’autore. Roba che a sentirla qualche anno fa nessuno ci avrebbe creduto. Dove sta l’inganno? Nessun inganno, almeno per il momento. Downlovers sfrutta infatti un modello di business totalmente basato sulla pubblicità e sugli accordi con le case discografiche: la musica viene in pratica “regalata” agli utenti dagli inserzionisti che in cambio ottengono di trasmettere i propri spot all’interno del portale. Un approccio che stravolge sostanzialmente il sistema di fruizione della musica su Internet, che finora considerava il download secondo due sole accezioni, praticamente agli antipodi: quella (legale) a pagamento sui siti delle case discografiche o sui principali music store del web, e quello (illegale) attraverso il peer-to-peer. A dire il vero che il sistema musicale fosse pronto a cambiare rotta lo si era capito da qualche tempo: il primo passo era stato compiuto con la diffusione dei contenuti da parte di tutti quei portali - come Deezer, iJigg e Imeem - che hanno aperto la strada all’ascolto condiviso da parte degli utenti; poi qualche giorno fa ecco la storica svolta messa in atto dai Radiohead, con la decisione di liberalizzare il prezzo di acquisto online del loro ultimo album. Ora con Downlovers, cade anche l’ultima barriera, quella del download a pagamento. [...]
Il 18 Marzo 2008 alle 14:28 I Rem lanciano il nuovo album su Facebook e i fan creano il videoclip » Panorama.it - Hitech e Scienza ha scritto:
[...] Dopo i Radiohead, anche i Rem si affidano alla rete per lanciare il loro nuovo album. La band, capitanata dal carismatico Michael Stipe, ha infatti deciso di affidare in esclusiva al sito Facebook la prima del nuovo album “Accelerate” una settimana prima del lancio ufficiale che avverrà il primo maggio. Dal 24 al 26 aprile i fan della rock-band americana potranno ascoltare (ma non scaricare) in streaming gli 11 nuovi brani, grazie al servizio iLike, che è diventato uno strumento diretto offerto agli artisti per entrare in contatto con questa comunità, al punto che sono già 200 mila i gruppi che hanno aperto una pagina personale sul sito. Qui possono inserire brani in streaming, video, news e interagire con i propri fans. Il cantante della band ha anche invitato i sostenitori a rimaneggiare pezzi di filmati postati sul sito ufficiale per partecipare alla realizzazione del primo video di lancio dell’album. Questa è la pagina di YouTube che raccoglie i tentativi di montaggio dei fan. Ed eccone alcuni esempi. [...]
Il 7 Aprile 2008 alle 10:48 Chris Anderson: Merci e servizi gratis! Ecco il business del futuro » Panorama.it - Cultura e società ha scritto:
[...] Nuovo affronto dei Radiohead ai colossi della musica. Dopo aver distribuito online l’ultimo disco con la formula “paga-quanto-vuoi“, la rockband inglese ha ora lanciato un concorso in cui invita gli utenti a remixare a proprio piacimento una traccia dell’album In Rainbow e poi condividerla liberamente in rete. Certo, per un gruppo affermato come i Radiohead simili scelte sono coraggiose e, al tempo stesso, ben studiate: garantiscono pur sempre un ritorno promozionale non indifferente. Ma c’è anche chi è convinto che la band inglese stia semplicemente facendo da apripista ad un fenomeno più ampio e, per molti versi, inevitabile: l’emergere in rete di un mercato della “free-economics”, ovvero l’economia del gratis. “Free!” è il titolo del prossimo best-seller annunciato di Chris Anderson (direttore di Wired e autore di La coda lunga) alla cui base c’è proprio la tesi: “Zero dollari è il futuro del business”. I segnali arrivano ormai da più settori, e non solo dalla musica online: i voli zero-cost di Ryanair, le caselle di posta elettronica illimitate di Yahoo!, l’apertura dell’archivio del New York Times, i cellulari e le consolle per i videogiochi venduti a prezzi stracciati. In realtà, spiega Anderson in un’anticipazione del volume pubblicata lo scorso mese su Wired, già prima di Internet abbiamo familiarizzato con modelli economici in cui prodotti e servizi venivano ceduti gratuitamente: è il caso del cellulare regalato in cambio della sottoscrizione di un abbonamento. Ma si è trattato di fenomeni marginali, che ora in rete acquistano una centralità del tutto nuova: “Tutto ciò che riguarda i network digitali subisce immediatamente un abbassamento dei costi. Il gratis non è più soltanto un’opzione. È una destinazione inevitabile”. Le ragioni di questa accelerazione stanno tutte nella natura specifica di Internet: “Il web è tutta questione di “scala”: attrarre il maggior numero di utenti su alcune risorse centralizzate, e così spalmare i costi su un pubblico sempre più ampio”. Anderson fa l’esempio di Flickr, il noto sito per la condivisione di foto: l’1 per cento degli utenti che scelgono l’opzione Pro (a pagamento) permette al restante 99 per cento di accedere gratuitamente al servizio-base. Ma le soluzioni per alimentare un’economia basata sul gratis sono le più varie. Per il momento in molti (ma questo problema, insieme ad altri lati oscuri della freeconomics non è stato ancora ben affrontato da Anderson) si accontentano di accumulare montagne di dati sui comportamenti degli utenti da rivendere poi alle agenzie di marketing. “Che un prodotto sia gratis non vuol dire che qualcuno, da qualche parte, non stia facendo una barca di soldi - sottolinea Anderson - Bisogna lasciarsi alle spalle l’idea di un mercato a due (venditore/acquirente) e pensarlo come un ecosistema con più soggetti: solo alcuni di questi si scambiano denaro”. Come dire: i Radiohead permetteranno pure di scaricare gratuitamente il loro disco; in un modo o nell’altro il denaro tornerà da qualche altra parte. [...]
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