
Il triste primato spetta alla Gran Bretagna: i risultati di una recentissima ricerca dal titolo Green Values (qui il file pdf), condotta dalla società di marketing internazionale TGI, dicono che quando si tratta di inquinamento da voli aerei ogni cittadino britannico emette 603 kg di CO2 all’anno. Seguono a ruota l’Irlanda, con 434 kg di anidride carbonica pro capite e gli Stati Uniti (275 kg a persona).
Il Nobel per la pace ad Al Gore e al Comitato intergovernativo per i cambiamenti climatici delle Nazioni Unite conferma l’accresciuta attenzione dell’opinione pubblica verso il tema ambientale. Ma pur sapendo che i viaggi aerei sono tra le attività maggiormente responsabili delle emissioni di gas serra, chi è disposto a volare di meno o addirittura a rinunciare del tutto all’aeroplano? Niente paura, in soccorso dei viaggiatori che vogliono pulirsi la coscienza ecologica arriva la possibilità di neutralizzare le proprie emissioni, versando una cifra che verrà investita in progetti mirati alla riduzione di uguali quantità di gas serra. Essere “carbon neutral” è quasi una nuova moda.
All’aeroporto olandese di Eindhoven con la carta di imbarco viene consegnato ai passeggeri un volantino che li invita a calcolare, usando appositi terminali, le emissioni prodotte dal proprio tragitto aereo e a neutralizzarle a partire da un versamento minimo di 3,10 euro. Perché non ci pensa l’aeroporto stesso a neutralizzare l’impatto ambientale? Questo aeroporto in effetti già lo fa: tutti i gas serra prodotti dalle operazioni che lo fanno funzionare vengono neutralizzati da versamenti corrispondenti. E che a Eindhoven ci tengano all’ambiente si capisce anche andando alla toilette: per gli scarichi qui si usa piovana, un’idea che sotto il bigio cielo inglese non dovrebbe essere difficile copiare. Altri scali fanno del rispetto dell’ambiente un punto forte. L’aeroporto East Midlands che in Gran Bretagna serve le città di Nottingham, Leicester e Derby, ha in programma di diventare “neutrale” entro il 2012. Così come la società di jet privati Netjets. E se vi interessa essere aggiornati su cosa si muove in questo ambito, vale la pena tenere d’occhio questo blog: una specifica sezione dedicata alle linee aeree segnala gli impegni presi in tal senso dalle varie compagnie. Non mancano gli attivisti, che sulla possibilità di neutralizzare le emissioni sono quantomeno scettici. Quelli inglesi si ritrovano su un sito il cui nome dice tutto: Plane stupid.
- Martedì 16 Ottobre 2007


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Il 31 Agosto 2009 alle 17:06 A vacanze finite calcoliamo l’impatto » Panorama.it - Hitech e Scienza ha scritto:
[...] In totale la mia estate ha pesato per circa 770 kg di emissioni. Deglutisco, mantengo la calma e mi domando: come faccio a rimediare? Mi trovato all’aeroporto di Eindhoven, in Olanda, nel settembre del 2007 la prima volta che mi è stato proposto di compensare le emissioni del mio volo con il versamento di una modica cifra (si partiva da tre euro). Adesso la cosa ha preso piede e sono moltissime le compagnie aeree che offrono questa possibilità. Anzi, ora che ci penso per il mio viaggio di ritorno da Londra, con British Airways, ho già fatto “la cosa giusta” e ho pagato circa 3 euro di compensazione per il mio volo. Ryanair, con cui ho volato all’andata, non me lo ha proposto al momento della prenotazione e quindi metà del mio tragitto resta scoperto. [...]
Il 31 Agosto 2009 alle 17:16 » A vacanze finite calcoliamo l’impatto - GREG NOTIZIE ha scritto:
[...] In totale la mia estate ha pesato per circa 770 kg di emissioni. Deglutisco, mantengo la calma e mi domando: come faccio a rimediare? Mi trovato all’aeroporto di Eindhoven, in Olanda, nel settembre del 2007 la prima volta che mi è stato proposto di compensare le emissioni del mio volo con il versamento di una modica cifra (si partiva da tre euro). Adesso la cosa ha preso piede e sono moltissime le compagnie … Per leggere tutto articolo vai al sito ufficale Notizie, Settimanali [...]
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