- Tags: Android, cellulari, google, GPhone, mobile, telefonini
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Il GPhone si farà, ma sarà praticamente invisibile. È stata la stessa Google a rivelarlo, facendo capire una volta per tutte quelli che saranno i suoi piani per l’ingresso nel mondo della mobilità. L’idea con cui la grande G ha intenzione di stravolgere il mercato della telefonia mobile sarà infatti un nuovo concetto di utilizzo più che un telefono vero e proprio. “Non stiamo costruendo un GPhone”, ha precisato Andy Rubin, direttore della divisione mobile platforms della casa di Mountain View, “ma vogliamo permettere a 1000 persone di costruire il GPhone”. Il concetto è chiaro: Google metterà a disposizione lo scheletro software - attualmente denominato Android - sul quale poi costruttori di telefonini e operatori andranno a sagomare i propri prodotti e i propri servizi. Per farlo la società si avvarrà della collaborazione con 33 fra le società più luminose della galassia mobile, compresi costruttori di telefonini (fra questi anche Htc, Lg, Motorola e Samsung), costruttori di hardware (come Intel e Texas Instrument) e operatori telefonici (per l’Italia ci sarà Telecom). Una vera e propria maxi-alleanza, ribattezzata per l’occasione Open Handset Alliance, che lavorerà di comune accordo per permettere lo sviluppo di un unico modello di software per i dispositivi portatili. Al contrario di tutti i principali concorrenti, Google offrirà la propria piattaforma gratuitamente, come licenza open software, e senza pretendere l’inserimento del proprio logo. Una decisione, fa notare il New York Times, che rivela le reali motivazioni che si nascondono dietro a questa operazione, incentrata sulla vendita di spazi pubblicitari più che sulla distribuzione del software in sé. Google in sostanza farà in modo che tutti i suoi servizi siano integrati all’interno degli apparecchi di nuova generazione in modo da favorire le entrate generate dalla pubblicità, proprio come fa attualmente sul web. I primi telefoni basati su Android dovrebbero fare la loro comparsa nella seconda metà del prossimo anno; nel frattempo il titolo Google vola in borsa toccando il record storico di 730,23 dollari (+2,67%), per una capitalizzazione di 230 miliardi.
- Lunedì 5 Novembre 2007
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Commenti
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Il 26 Novembre 2007 alle 10:41 Ecco come sarà Android, l’anima del GPhone » Panorama.it - Hitech e Scienza ha scritto:
[...] Il GPhone, il telefonino secondo Google, muove i suoi primi passi. Dopo aver svelato i suoi piani, la casa di Mountain View ha infatti rilasciato il primo kit di sviluppo di Android, la piattaforma basata su Linux sulla quale gireranno tutti i cellulari abilitati ai servizi della grande G. A dare linfa vitale al progetto ci saranno ben 10 milioni di dollari che usciranno dalle casse della stessa Google per finanziare le applicazioni che vestiranno la piattaforma. Ma come sarà in concreto il sistema operativo che Google farà debuttare dopo la metà del prossimo anno? Andy Rubin, direttore dell’area piattaforme mobili di Google ha rivelato in un’intervista a News.com che rispetto a tutti i sistemi operativi attualmente in commercio, da Symbian a Windows Mobile a Palm, Android sarà in primo luogo più aperto; potrà funzionare su tutti i dispositivi che lo monteranno a prescindere dalle differenze dello schermo, della tastiera e del pad di navigazione. L’Open Handset Alliance - la mega alleanza che coopererà al progetto di sviluppo di Android - dovrà per questo motivo accertarsi che non ci siano inefficienze alla base del progetto. “Sarà una piattaforma molto flessibile”, ha puntualizzato Rubin, “che si baserà sui cosiddetti mashup (i servizi web nati dalla fusione di più applicazioni), permettendo così agli sviluppatori di incrociare e mischiare le proprie esperienze”. Sul modello di business che permetterà a Google di ottenere il ritorno di un investimento di questa portata, non ci sono dubbi: “L’obiettivo è far sì che l’utilizzatore di ogni telefono cellulare abbia ovunque la possibilità di avere accesso ai servizi di Google”, chiarisce Rubin, specificando che “la piattaforma non integrerà una componente specifica per il direct-advertising ma che permetterà in sostanza agli utenti di avere accesso alla pubblicità allo stesso modo di come attualmente fanno da pc”. [...]
Il 13 Dicembre 2007 alle 11:16 Google pigliatutto. Oggi le frequenze telefoniche, domani la Luna? » Panorama.it - Hitech e Scienza ha scritto:
[...] Prima la corona di sovrano della ricerca su Internet, poi la leadership nei servizi web, ora la sfida della mobilità, e in un futuro nemmeno troppo lontano ci potrebbe essere pure un posto al sole fra gli operatori telefonici. Google gioca ormai a tutto campo, e conferma le voci che la vogliono interessata all’acquisto delle frequenze “dismesse” dalla tv analogica statunitense, che nel 2009 farà il grande salto verso il digitale. È stata la stessa società a confermarlo con un comunicato che rivela l’intenzione di voler prendere parte all’asta con cui la Fcc - la Commissione Federale americana delle Comunicazioni - metterà in vendita dal prossimo 24 gennaio il cosiddetto spettro dei 700 MHz. “Crediamo sia importante investire soldi laddove ci sono i nostri princìpi” ha commentato il Ceo della società Eric Schmidt, sottolineando come dietro questa decisione ci sia la volontà di “dare ai consumatori più competizione e innovazione di quella che è attualmente presente nel mondo delle comunicazioni mobili”. In particolare a Google farebbero gola soprattutto quei 22 MHz dello spettro che potrebbero essere sfruttati per i servizi di telefonia mobile. Per accaparrarsi questa fetta di etere, e vincere la competizione di una concorrenza che sulla carta appare agguerritissima (fra gli altri ci sarebbero anche AT&T e Verizon Wireless, rispettivamente numero uno e numero dei carriers telefonici a stelle e strisce) Google avrebbe messo sul piatto un’offerta di circa 4,6 miliardi di dollari, ma la cifra potrebbe essere anche rivista al rialzo. Se la casa di Mountain View dovesse spuntarla, pare chiaro, si aprirebbe un scenario completamente diverso per il suo futuro nel mercato della mobilità. Davanti a Google, di fatto, si spalancherebbe un’autostrada per accelerare il processo di penetrazione dei propri servizi verso il mondo dei dispositivi mobili, il tutto senza dipendere dai carriers locali. È infatti noto, fa notare News.com, che nel mercato statunitense chi compra un telefono cellulare è spesso vincolato dagli operatori che lo distribuiscono e dal software che ci gira sopra. Il fatto di essere in possesso di una porzione della banda wireless garantirebbe a Google un indubbio vantaggio soprattuto per ciò che riguarda la distribuzione dell’advertising a livello locale, specie laddove il web su rete fissa non è presente. [...]
Il 7 Settembre 2008 alle 16:30 Google 2020: il motore di ricerca del futuro » Panorama.it - Hitech e Scienza ha scritto:
[...] Ma la continua esplorazione di Google per scoprire e archiviare nuove informazioni alimenta anche un sogno antico, quello della biblioteca di Alessandria, simbolo della conoscenza universale perduta. Nel 2007 più di un milione di volumi sono stati copiati in formato digitale per essere sfogliati in Google Book Search. Cronache, romanzi, manuali, poesie: un frammento della memoria di generazioni diventa accessibile direttamente da casa. Ma Brin e Page non hanno trascurato l’ambiente. Il riscaldamento globale e i mutamenti climatici conquistano le prime pagine dei giornali. E lo sviluppo di fonti rinnovabili sta accelerando: eolico, solare, idroelettrico. Da poche settimane nNegli Stati Uniti “Big G” è diventato il principale investitore nell’energia geotermica: con un assegno da 6 milioni di dollari ha finanziato AltaRock Energy, una società che vuole sfruttare il calore nelle profondità della Terra per ricavare energia elettrica. In strada, in vacanza, in treno: trovare l’informazione che serve al momento opportuno è la promessa dell’”internet mobile”, il web raggiungibile dovunque, in qualsiasi momento con cellulare, un computer portatile, un palmare o qualsiasi altro dispositivo. Per confrontare, per esempio, i prezzi dei ristoranti nel quartiere. E i due nuovi arrivati dai laboratori Google, il browser Chrome e la piattaforma software Android, sono parte integrante di questa nuova scommessa. [...]
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