
I raggi cosmici ad altissima energia che colpiscono la Terra rappresentavano, fino a ieri, uno dei maggiori enigmi cosmici. Qual era la loro origine, che cosa li provocava? Ora, finalmente, il mistero è stato risolto: la pioggia di raggi cosmici viene dai giganteschi buchi neri nascosti nel cuore delle galassie; buchi neri che si comportano come potentissimi acceleratori di particelle situati a 200-300 milioni di anni luce dalla Via Lattea. A scoprirlo (lo studio è pubblicato sull’ultimo numero della rivista Science) sono stati i ricercatori dell’Osservatorio Pierre Auger (finanziato anche dall’Istituto nazionale di fisica nucleare, Infn), in Argentina.
Le particelle cosmiche giungono sul nostro pianeta con una energia 10 milioni di volte maggiore di quella raggiungibile con i più potenti acceleratori terrestri. Arrivano al suolo a velocità straordinarie, distribuendosi su aree che possono raggiungere anche i 40 km quadrati. Anche se, per le dimensioni ridotte delle particelle, l’energia è paragonabile a quella di una pallina di tennis colpita da un campione al servizio.
L’Osservatorio Auger, il maggior strumento al mondo per lo studio della radiazione cosmica, è stato progettato e costruito da una collaborazione internazionale di 17 Paesi, compresa l’Italia. «Scoperte come questa potrebbero segnare l’inizio di una nuova astronomia» commenta Roberto Petronzio, presidente dell’Infn. «Oggi, ci danno la possibilità di comprendere meglio l’origine di eventi catastrofici come quelli che danno vita ai buchi neri all’interno dei nuclei delle galassie».
- Venerdì 9 Novembre 2007

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Commenti
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Il 12 Novembre 2007 alle 15:10 Chi c’è nel buco nero? « Parole [usate] ha scritto:
[...] Così titola Panorama. [...]
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