Non tutte le allergie vengono per nuocere

Una donna nel suo ufficio si soffia il naso . Starnuti, congestione nasale, prurito. Sintomi di tipici della primavera, se si e' allergici al polline. Ma cosa pensare, se questi sintomi si presentano tutto l'anno? Poco piu' della meta' degli allergici non sembra avere dubbi: il fenomeno e' legato alla qualita' dell'ambiente in cui si studia o si lavora.
Di Daniela Mattalia

È una semplice ipotesi, non una scoperta. Però degna di ulteriori indagini. Un sistema immunitario cronicamente iperreattivo, come quello di quanti soffrono periodicamente di allergie (in Italia il 20 per cento della popolazione), potrebbe nascondere qualche vantaggio insperato. Potrebbe, secondo uno studio pubblicato nei giorni scorsi su American journal of epidemiology, giocare un ruolo protettivo nei confronti di alcuni tumori.

Il sistema immunitario di chi è allergico di fronte a sostanze innocue per la maggior parte delle persone (pollini, polvere, alcuni alimenti…) reagisce come fossero nemici da combattere: li individua e cerca di neutralizzarli aumentando la produzione di istamina e di anticorpi particolari (Ige). Questo eccesso di difesa, si sono chiesti alcuni ricercatori del Karolinska institutet di Stoccolma, significa forse che il sistema immunitario è più abile nell’identificare e distruggere altri agenti patogeni, tra cui eventuali cellule maligne?

Gli scienziati svedesi, coordinati da Annette Wigertz, hanno analizzato il caso di 1.527 persone (di vari paesi del Nord Europa) colpite da un particolare tipo di tumore cerebrale, il glioma. Hanno chiesto ai volontari se avevano storie di allergie, confrontando poi i risultati con altri 3.309 individui senza glioma. E hanno osservato una maggiore incidenza di allergie tra le persone senza tumore. In particolare, la presenza di allergie era associata a una riduzione del rischio di glioma di circa il 30 per cento.
Già in alcuni studi precedenti, come ricorda il settimanale The Economist, erano state osservate relazioni inverse tra allergie e tumori cerebrali. In quest’indagine, però, si è andati oltre: gli scienziati hanno visto che in diversi casi di pazienti con tumore sembrava esserci un legame temporale tra la scomparsa dei sintomi allergici e l’insorgenza del glioma. Potrebbe significare, quindi, che il tumore approfitta del calo di sorveglianza delle difese dell’organismo.
Invita alla cautela, nell’interpretare lo studio, Alberto Mantovani, direttore scientifico dell’Istituto clinico Humanitas di Rozzano e docente di patologia generale all’Università di Milano: “Un dato di questo tipo non vuol dire che ci sia un legame causa-effetto tra allergie e rischio ridotto di tumore. Ammesso che ci sia, potrebbe essere un rapporto causa-effetto opposto”. In altre parole: è il glioma a sopprimere la risposta immunitaria, non il sistema immunitario degli allergici a proteggere dal rischio.
“Questo studio epidemiologico va approfondito da altre ricerche” aggiunge Mantovani “in tre direzioni: confermare l’eventuale nesso causale, capire in che senso va e, infine, stabilire se queste osservazioni avranno implicazioni per i pazienti”.

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