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	<title>Hitech e Scienza &#187; Psicologia dei troll, rompiscatole per vocazione</title>
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	<description>Canale Hitech e Scienza di Panorama.it</description>
	<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 09:58:43 +0000</pubDate>
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		<title>Psicologia dei troll, rompiscatole per vocazione</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Jan 2008 09:19:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nicolabruno</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[L'anonimato assicurato dalla rete crea figure di disturbatori che si fanno largo nei forum e negli altri "luoghi" di conversazione online a colpi di insulti. Il fenomeno è diventato materia di studio per la psicologia sociale ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://gallery.panorama.it/displayimage.php?pos=-16924"><img src="http://gallery.panorama.it/albums/userpics/13190/normal_2098985795_2c891f00a1.jpg" alt="http://www.flickr.com/photos/crestedcrazy/2098985795/" border="0" /></a><br />
Provocazioni. Offese. Insulti personali. Tentativi continui di accendere i toni e portare le conversazioni fuori tema. Fin dai primi forum e newsgroup, Internet ha dovuto fare i conti con il fenomeno dei <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Troll_%28Internet%29" title="troll" id="e917">troll</a>. Non parliamo dei <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Troll_%28mitologia%29" title="folletti mitologici" id="azy5">folletti mitologici</a> del nord Europa, ma di quegli utenti che approfittano della sostanziale apertura della rete per rovinare il &#8220;gioco conversazionale&#8221; agli altri. Spesso dando vita a vere e proprie <em>flame war</em> (guerre di insulti), se non si prendono le opportune contromisure (tra cui, l&#8217;indifferenza è sempre la migliore arma).<br />
Ma cos&#8217;è che spinge un utente ad assumere il ruolo del guastafeste? Sul tema c&#8217;è una vasta letteratura e anche un libro in italiano (<em><a href="http://www.internetbookshop.it/code/9788850212385/ascione-ciro/troll-come-inguaiato.html" title="Troll. Come ho inguaiato Internet" target="_blank" id="s12i">Troll. Come ho inguaiato Internet</a></em>), in cui l&#8217;autore racconta la sua lunga esperienza di disturbo online presentandosi come &#8220;<span class="tcorpotesto">un folletto illuminista che svela il grande inganno della Rete</span>&#8220;.<br />
Ad ogni modo, secondo la psicologia sociale il fenomeno dipende in gran parte dal carattere di &#8220;de-individualizzazione&#8221; tipico di molte interazioni online: l&#8217;anonimato e la mancanza di un contatto fisico predispongono alcuni utenti a trasgredire le norme sociali con maggiore semplicità. &#8220;Da un punto di vista psicologico - spiega lo studioso <a href="http://faculty.chicagogsb.edu/nicholas.epley/" title="Nicholas Epley" target="_blank" id="e74a">Nicholas Epley</a> al <a href="http://www.newscientist.com/blog/technology/2007/11/dont-flame-me-bro.html" title="New Scientist" target="_blank" id="yfag">New Scientist</a> - siamo &#8216;distanti&#8217; dalle persone con cui parliamo e meno focalizzati sulla nostra identità. Ne risulta la predisposizione a un atteggiamento molto più aggressivo&#8221;. A tutto ciò va poi aggiunto anche il carattere ambiguo di molte comunicazioni online (specie quelle testuali), in cui è molto facile interpretare male i toni della discussione (prendendo, ad esempio, per seria un&#8217;affermazione scherzosa).<br />
&#8220;Non so come potremmo minimizzare gli abusi online - <a href="http://www.newscientist.com/blog/technology/2007/11/dont-flame-me-bro.html" title="scrive" target="_blank" id="e7ol">scrive</a> Michael Marshall sul <em>New Scientist</em> - Ma già mi sembra un buon inizio riconoscere che non siamo così bravi a comunicare online come siamo portati a credere. Spesso, io stesso mi devo trattenere dal prenderne parte&#8221;. Già, perché anche in rete sarebbe buona norma se tutti gli utenti (troll e non) imparassero a contare fino a dieci, prima di rispondere impulsivamente a un commento o a una mail.</p>
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