E se Motorola staccasse la cornetta?

http://flickr.com/photos/djonemore/344891801/
È stata la mamma di tutti i produttori di telefonia, ma ora potrebbe anche decidere di lasciare ad altri il compito di partorire e far crescere le nuove generazioni di cellulari. Il futuro di Motorola potrebbe essere lontano dalla telefonia, o almeno di quella fetta di business del settore wireless legata alla produzione di telefonini: questo è ciò che verrebbe da credere leggendo le ultime dichiarazioni di Carl Icahn, uno dei membri più eminenti del suo azionariato. Icahn, che attualmente detiene quasi il 3% delle partecipazioni di Motorola, e che lo scorso anno ha cercato (senza successo) di insediarsi in una delle poltrone del cda, ha infatti affermato che la vendita del settore mobile rappresenterebbe per la società un elemento di vantaggio capace di generare oltre 10 miliardi di valore addizionale per gli azionisti. A confortare le intenzioni del magnate ci sarebbero soprattutto gli ultimi risultati della divisione mobile della casa che nell’ultimo trimestre del 2007 ha fatto registrare perdite per 138 milioni di dollari, in netta controtendenza con i dati del comparto delle infrastrutture per le reti domestiche e delle soluzioni per la mobilità d’impresa che hanno invece raggiunto incrementi di crescita rispettivamente del 6 e del 47 per cento. Delle tre divisioni, quella dei dispositivi mobili è l’unica che al momento risulta in perdita, rivela EETimes, sottolineando la scarsa attitudine dei progettisti della casa americana rispetto ai colleghi finlandesi e asiatici a rinnovare il proprio parco prodotti per concentrarsi su quei modelli che catturano l’attenzione degli utenti (prima lo StarTac e poi il Razr). “Motorola è la versione pallida dell’azienda che era un anno fa”, ha dichiarato Carolina Milanesi, direttore dell’area ricerche sui dispositivi mobili di Gartner, che suggerisce al colosso americano di irrobustire quanto prima il proprio portfolio di modelli.
Seppur pesantissima, quella di Icahn resta naturalmente solo una voce all’interno di un coro piuttosto variegato. Per le sorti della società risulterà fondamentale anche l’opinione degli altri azionisti, alcuni dei quali hanno già espresso il loro parere negativo sulla possibilità di uscire dal business dei telefonini, considerato anche il danno di immagine che ne potrebbe scaturire. In fondo Motorola resta pur sempre il terzo produttore mondiale di telefonini (dietro Nokia e Samsung), e circa la metà delle sue vendite è legata proprio al settore dei device mobili.

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