
Un anno fa Al Gore ha raccontato una “Scomoda verità” sul legame tra emissioni di gas serra dovute ad attività umane e disastrosi cambiamenti climatici. Salutato da molti come un nuovo profeta, disprezzato da quanti credono che le teorie che sostiene siano solo allarmistiche esagerazioni, Gore è stato fonte di ispirazione per altri documentaristi che credono nella causa verde. Come il filmaker 24enne inglese Jack Guest, che dopo aver visto il film di Gore ha deciso di investire i propri risparmi per realizzare un documentario che rilanciasse il tema guardando però al “bright side“, il lato positivo della questione. Focalizzando cioè l’attenzione su ciò che già si sta facendo o che si può fare da subito per arrestare il riscaldamento globale. Progetti da mettere in pratica, comportamenti da adottare, innovazioni da implementare sono al centro del suo documentario profeticamente intitolato “A convenient truth“.
Nel film, di cui è visibile un lunghissimo estratto sul sito ClimateFilm, e che verrà distribuito nelle sale inglesi nel corso del 2008, Guest racconta due viaggi, in Svezia e in Canada, fatti secondo i dettami dello slow travel: niente voli, inquinantissimi, ma solo spostamenti via mezzi pubblici e navi. La parte di documentario visibile su internet è quella riferita alla Svezia, Paese che si è impegnato ad abbattere la propria dipendenza dai carburanti fossili entro il 2020. Jack arriva a Göteborg all’ora di punta e conta il traffico verso la città: bici, bici, pedone, tram, autobus, pedone…Visita fabbriche di auto e impara, e noi con lui, che si possono alimentare con carburanti derivati dal gas naturale, dai liquami, dalla biomassa. In Svezia i carburanti che non provengono da fonti rinnovabili sono molto più cari, il che incoraggia i cittadini a spostarsi verso una tecnologia più verde.
E poi si visitano alcuni “ecovillaggi”, comunità fatte di case costruite in maniera rispettosa dell’ambiente e che offrono un’efficienza energetica prossima al 100%: utilizzano energia proveniente dall’acqua, dal sole e dal vento per far funzionare tutto e riciclano in maniera facile e immediata tutti i rifiuti.
“Avevo già uno stile di vita verde prima di fare il film”, racconta Jack Guest, “ma dopo averlo fatto mi sono reso ancor più conto che la costanza nel mettere in pratica tante piccole azioni individuali conta più di un solo grandioso gesto, e che avere una vita ecofriendly non deve significare per forza vivere da eremiti”.
Lo slogan del documentario è “Un film sul mondo che migliora”. Il suo autore è un giovane entusiasta, ottimista, ma non un visionario: le innovazioni che mostra sono già utilizzate in un Paese da cui ovviamente abbiamo molto da imparare. Ecco quello che ho imparato io. In Svezia tutti parlano un ottimo inglese. In Svezia tutti sono desiderosi di abbattere le emissioni e si prodigano attivamente per farlo. In Svezia piove sempre ed è buio per nove mesi l’anno, ma i pannelli solari vanno a tutto spiano.
Un trailer del film
- Mercoledì 9 Gennaio 2008
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