
Gli inglesi della Bbc, l’hanno inserito fra i cinque “piatti forti” del 2008. Il Wi-Max si prepara a fare il suo ingresso fra le tecnologie che contano, anche in Italia. Ci scommettono gli analisti, ma anche le istituzioni (per il Ministro Gentiloni “è una tappa fondamentale per garantire il diritto all’accesso alla rete come servizio universale”) e ovviamente loro, i 48 candidati al bando che assegnerà le 35 licenze. Fra questi ci sono i soliti noti del nostro panorama telefonico, come Telecom, Wind e Fastweb, ma anche alcuni dei più grandi gruppi nazionali e internazionali come Mediaset, British Telecom, Deutsche Telekom e AirOne, che attraverso società partecipate (Elettronica industriale, T-Systems, Toto Costruzioni) contano di portarsi a casa una fetta di etere da sfruttare per il proprio business. Fa notizia, d’altro canto, l’assenza di tre importantissime firme del settore “Telco” come Tiscali, Vodafone, e Tre, che secondo i ben informati nutrirebbero qualche perplessità sul ritorno degli investimenti di una tecnologia che, a differenza di quanto accade negli altri Paesi, potrà contare solo su una fetta dei 200 MHz disponibili nel range delle frequenze all’asta (3,4-3,6 GHz), visto e considerato che il Ministero della Difesa ha voluto tenersi un quarto dello spettro. Ci sono infine gli operatori regionali, nomi sicuramente meno noti al grande pubblico, che potrebbero approfittare della ribalta del bando per far crescere le proprie quotazioni, magari attirando le attenzioni di qualche partner finanziario.
Delle 35 licenze disponibili, 14 riguarderanno le cosiddette macroaree, ovvero le sette circoscrizioni individuate dal ministero delle Comunicazioni accorpando le 21 regioni italiane. Ciascun operatore potrà aggiudicarsi una sola licenza per macroarea, il che rende teoricamente possibile la costituzione di un network nazionale, qualora uno dei candidati riuscisse ad accaparrarsi un’autorizzazione per ognuna delle 7 macroaree. Le rimanenti 24 verranno assegnate su base regionale ai soggetti che – cita il bando di gara – “non dispongano direttamente di diritti d’uso di risorse spettrali per l’offerta di servizi di comunicazione mobile di terza generazione”.
Il Ministero ha stabilito anche la base d’asta totale del bando, circa 45 milioni di euro, differenziando per ciascun blocco le soglie minime di partecipazione: si va per esempio dai 40.000 euro della Valle d’Aosta ai quasi tre milioni e mezzo della “confederazione” Friuli-Veneto-Emilia Romagna-Marche. Curioso notare come per la Sicilia sia stato fissata una soglia minima circa tre volte più alta rispetto a quella della Sardegna (1 milione e 200 mila contro i 400 mila euro).
Le buste dovrebbero essere aperte il 20 gennaio; poi entro il mese successivo arriveranno le concessioni del Ministero.
- Venerdì 18 Gennaio 2008
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