Archivio di Febbraio, 2008

Bene e male: c’è un segreto biologico. Ma voi da che parte state?

Il senso morale e la capacità di discernere il bene dal male sono innati? Bontà e malvagità sono iscritte nei geni o sono il frutto dell’educazione e dalle esperienze che facciamo nel corso della nostra vita? Perché diventiamo cattivi? La barbarie della guerra è davvero la negazione della natura umana o non è, piuttosto, la sua esaltazione?

Un’inchiesta di Jeffrey Kluger, in edicola sul numero di Panorama in edicola il 29 febbraio, fa il punto sulle ultime ricerche scientifiche e biologiche che indagano sulle creature al tempo stesso più nobili e sanguinarie del pianeta: gli esseri umani.

Test morali: tu come ti comporteresti?

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Twitter, quei cinguettii che piacciono agli italiani

Una schermata di Twitter. (credits: Flickr)
Brevi messaggi, anzi “cinguettii” (tweets): sono quelli scritti in 140 lettere su Twitter per far sapere agli amici (ma anche a lettori casuali) che cosa stai facendo, dove sei, con chi, quali sono i tuoi gusti. Un microblog per tenersi continuamente in contatto, perché magari si lavora e si vive in posti diversi. O, semplicemente, per sentirsi più vicini, per chiacchierare. E agli italiani piace: secondo recenti statistiche sono al terzo posto tra gli utenti nel mondo, dopo statunitensi e giapponesi. È un pianeta vasto, quello di Twitter: designer, sviluppatori software e creativi hanno inventato soluzioni per esplorarlo. Come Twittervision, un colpo d’occhio sui cinguettii globali: è una mappa dove appaiono i messaggini di twitter nel luogo in cui vengono postati. Ci si può svegliare al mattino e leggere “buenos dìas” dalla Spagna o “guten tag” dalla Germania, oppure venire a sapere che “combat_sam”, negli Stati Uniti, vuole scrivere una canzone, o ancora curiosare tra le segnalazioni di link e di notizie dei “twitteriani”. Twittervision ha intrigato anche il Moma, il Museum of modern art di New York: dalla scorsa domenica questo progetto fa parte dell’esposizione “Design and the elastic mind”.

Le idee, comunque, non mancano. Lo svizzero Mario Menti ha creato Twitterfeed, un’applicazione che permette di inviare automaticamente il post dal proprio blog (ma anche da altri) su Twitter. Iconfactory invece, pensando al mondo dei Macintosh, propone Twitterrific, un widget per leggere e aggiornare il microblog direttamente dal proprio desktop. Chi vuole capire gli argomenti di conversazione dei “twitteriani” può usare twittermeter per sapere qual è la frequenza di una o più parole nella timeline (cioè il diario di bordo collettivo visibile a tutti gli utenti) e tweetmeme, uno strumento che traccia i temi indicati durante le discussioni.

Telefonini: oggi le “geo-foto”, domani le nanotecnologie?

Nokia
Sempre meno cellulari, sempre più oggetti tuttofare. È questo il segnale che il mondo della telefonia mobile ha lanciato dal Mobile World Congress di Barcellona (probabilmente il più importante evento dedicato alle tecnologie senza fili) a tutti gli appassionati del genere. Telefonate e messaggini – e questo lo si era capito da tempo - non bastano più. Ma non ci si accontenta nemmeno delle tradizionali funzionalità multimediali, come quelle che riguardano la possibilità di scattare foto o ascoltare musica. Oggi, il dispositivo per l’utente che non deve chiedere mai deve fare di tutto: ricreare un’esperienza web simile a quella del mondo pc, permettere di consultare la posta elettronica, aggiornare i blog a distanza, localizzare gli utenti e condurli a destinazione. Il tutto se possibile con uno stile al passo coi tempi, giacché – iPhone insegna - anche l’occhio vuole la sua parte.

In quest’ottica, il touch-screen diventa l’elemento centrale sul quale costruire un nuovo rapporto fra utente e dispositivo elettronico. Ne è convinta Lg che dopo il Prada Phone, propone ora un singolare modello di controllo, non più basato su mouse e joystick di navigazione ma su pad e tasti virtuali a sfioramento. Un concetto ripreso da Samsung che con l’uscita del Soul promette addirittura un’esperienza “magica” grazie all’innesto di un touchpad Oled. E Motorola? In barba alle voci di vendita della divisione mobile rilancia la sfida e annuncia l’uscita del Moto Z6w, un cellulare super accessoriato che consente di effettuare conversazioni telefoniche e navigare sul Web senza interruzioni.
Sony Ericsson immagina un cellulare capace di semplificare la vita degli utenti, anche quella lavorativa. In questo senso sono ancora Internet e il controllo tattile gli elementi chiave per trasformare i dispositivi in veri e propri alleati digitali. Ma non solo. Il cellulare si apre a nuovi servizi di localizzazione, come nel caso del C702i Cyber Shot, un telefonino che integra un Gps e un servizio di georeferenziazione delle immagini che provvede a etichettare le foto realizzate con il cellulare con tutte le informazioni geografiche (latitudine, longitudine, coordinate satellitari) del luogo dello scatto. La pensa allo stesso modo anche Nokia, che con la sua recente infornata di modelli mette l’accento proprio sulle opportunità fornite dal geotagging e dalle risorse di navigazione integrate, non ultima la possibilità di guidare passo-passo gli utenti verso la meta desiderata. Ma c’è di più. Proprio in questi giorni la casa finlandese fa sapere di avere in cantiere un prototipo basato su nanotecnologie che potrebbe rivoluzionare il concetto stesso di telefonino. Morph – questo il nome del concept-phone progettato dal Centro di Ricerca della società in collaborazione con l’Università di Cambridge - utilizza infatti la scienza dell’infinitamente piccolo per portare avanti un’idea di dispositivo elettronico mai vista prima: un congegno realizzato con componenti elettronici trasparenti e superfici autopulenti e modellabile come un “pongo”. Eccone una dimostrazione.

Animali troppo focosi? Ci sarà la pillola anche per loro

http://www.flickr.com/photos/ddfic/1030695324/
La pillola per antonomasia, quella contraccettiva, ma destinata questa volta agli animali, è in fase di sperimentazione presso la Texas A&M University, e probabilmente farà discutere non meno di quella già disponibile per gli umani. Al suo sviluppo lavora, con finanziamenti provenienti da privati e dal Dipartimento statunitense dell’Agricoltura, un gruppo di veterinari e farmacologi guidato da Duane Kraemer, esperto di clonazione, che negli ultimi anni ha messo in pratica su quattro diverse specie. La pillola, definita tecnicamente un inibitore della fosfodiesterasi 3, funziona inibendo la maturazione dell’ovulo, non l’intero ciclo, e il suo uso è previsto dapprima per gli animali selvatici che rappresentano un pericolo per gli agricoltori e i ranch texani, come coyote, cervi e cavalli selvatici, per i quali dovrà essere opportunamente occultata in qualche esca. La sfida scientifica, in questo caso, è rappresentata dalla necessità di mettere a punto metodi che impediscano alla pillola di essere un pericolo per specie diverse da quelle prescelte per produrre i suoi effetti. In seguito, con il suo perfezionamento, essa potrebbe diventare una pillola anticoncezionale da somministrare con metodi più onesti ai comuni animali domestici, come cani e gatti, anche se Kraemer avverte che, per quanto riguarda i primi, che presentano un processo di ovulazione molto complesso, ci sarà da attendere più a lungo. Nel caso degli animali domestici, inoltre, la pillola rappresenterebbe forse un rimedio per i circa 7 milioni, tra cani e gatti, su cui ogni anno viene di fatto impiegata l’eutanasia negli Stati Uniti.

A gennaio Google supera quota 20 milioni di utenti

Yoshiko314, Flickr
Sono 23 milioni i navigatori italiani che si sono collegati a Internet almeno una volta nel primo mese dell’anno. Diventano 24,3 milioni includendo coloro che utilizzano applicazioni Internet come l’instant messenger o i programmi per scaricare musica e film. Lo fa sapere Nielsen Online nel suo rapporto sullo scenario di Internet in Italia relativo al mese di gennaio.
Se il numero degli utenti rimane abbastanza stabile rispetto alla fine dello scorso anno, ad aumentare sono la durata della connessione e la varietà della navigazione: ogni utente ha trascorso online in media 22 ore a gennaio, contro le 20 di dicembre, e ha visionato 1600 pagine, 170 in più rispetto al mese precedente. In un anno, da gennaio 2007, il tempo speso su Internet e le pagine visitate sono aumentati circa del 20 per cento.

Stiamo collegati più a lungo e visioniamo più pagine, ma quali? L’incremento di traffico più significativo si registra nei siti di ricerca di lavoro, visitati da 3,7 milioni di utenti (+53% rispetto a dicembre) e di ricerca immobiliare, che superano a gennaio i 2 milioni di utenti, con un incremento del 40% rispetto al mese di dicembre. Anche i siti dedicati alla salute, al benessere e alla forma fisica registrano una crescita di utenti pari 13%, attirando 5,2 milioni di visitatori.
Ma a fare la parte del leone per numero di visite è Google che supera quota 20 milioni di utenti: l’83 per cento dei navigatori attivi ci ha fatto almeno un salto. MSN, Yahoo!, Libero e Virgilio seguono a cifre comprese tra i 10 e i 12 milioni. Wikipedia e il sito di aste eBay sono testa a testa con circa 8 milioni e mezzo di visitatori unici, mentre continua l’avanzata di YouTube, che ha quasi raggiunto 8 milioni di utenti. La nuova entrata nella top ten dei siti più visitati del mese è Blogger, la piattaforma di blog di Google che con 6 milioni e duecentomila utenti si piazza in decima posizione.

Il rombo dell’aereo alza la pressione

http://flickr.com/photos/schoschie/164452999/
Gli aeroporti fanno decollare anche la pressione sanguigna di chi vive nelle loro vicinanze. E’ il risultato di uno studio pubblicato dallo European Heart Journal, condotto da un gruppo di istituzioni sanitarie europee su 140 volontari residenti nei pressi di quattro grandi aeroporti: Londra Heathrow, Milano Malpensa, Stoccolma Arlanda e Atene. La loro pressione è stata misurata a intervalli di 15 minuti nelle ore notturne di sonno, per essere poi analizzata in rapporto al rumore registrato nelle stesse ore nelle loro camere. I ricercatori hanno così scoperto che un rumore superiore ai 35 decibel può incrementare i valori della pressione anche quando chi dorme non ne viene svegliato, indipendentemente dalla fonte del rumore, che può essere non solo il traffico aereo, ma anche quello automobilistico o un partner che riesce nell’impresa di russare in modo altrettanto sonoro. In media, il frastuono notturno fa lievitare di 6,2 mmHg (millimetri di mercurio) la pressione sistolica e di 7,2 mmHg quella diastolica. Gli stessi ricercatori avevano già dimostrato che quanti hanno trascorso almeno cinque anni della loro vita in aree limitrofe ad aeroporti internazionali, presentano un rischio di ipertensione maggiore del 14 per cento per 10 decibel di incremento del rumore notturno dovuto al traffico aereo, e di conseguenza un più elevato rischio di infarti e ictus. Il nuovo studio sottolinea dunque che l’inquinamento acustico da traffico aereo, anche quando non interrompe il sonno, produce ugualmente e con rapidità i suoi danni alla salute, e di questo viene auspicato che si tenga conto in ogni futuro piano di espansione degli aeroporti internazionali, predisponendo adeguate misure per ridurne la rumorosità, specialmente nelle ore notturne.

Più calcio nella dieta per avere ossa forti a tutte le età

http://flickr.com/photos/juddlop/2099818485/<br />
Ogni anno circa oltre 80 mila pazienti italiani sono colpiti da una frattura al femore. Il 40 per cento di essi viene trattato per la frattura e non per osteoporosi. Entro tre anni il 25 per cento di quei pazienti incorre in una seconda frattura.
Il calcio è un minerale essenziale per la formazione e il mantenimento delle ossa e ha un ruolo centrale nei processi di coagulazione del sangue e per la conduzione degli impulsi nervosi. Regola inoltre la contrazione dei muscoli e la liberazione di energia. Consumarne la giusta quantità nella dieta quotidiana aiuta a garantirsi ossa sane e forti.
La quantità di calcio necessaria al nostro organismo, però, varia con il variare dell’età e il suo assorbimento segue un procedimento complesso che necessita della presenza di altre sostanze per avvenire nella maniera migliore. Non tutti insomma hanno bisogno della stessa quantità di calcio, e non basta bere latte e mangiare formaggio per essere sicuri di “colmare” il fabbisogno giornaliero.
Per quanto riguarda gli alimenti di elezione per il tenore in calcio, si va dal latte e suoi derivati (formaggio, yogurt e altri latti fermentati), ai vegetali a foglie verde scuro (tranne gli spinaci), ai legumi secchi e a molti prodotti del mare (sardine, vongole, telline, cozze).
Quanto alle sostanze che ne aiutano l’assorbimento, le più importanti sono la vitamina D, la cui sintesi all’interno dell’organismo viene stimolata dalla luce del sole, che aiuta fissare il calcio nelle ossa, il fluoro e la vitamina C. Perciò che solo una dieta davvero equilibrata, che comprenda quindi anche frutta e verdura in quantità, può garantire il giusto apporto di calcio.
L’Inran, Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione, nelle sue linee guida per una sana alimentazione (qui il file pdf) ricorda che “un’attenzione speciale va posta alle ragazze adolescenti, le quali hanno bisogno di essere ben alimentate sia per lo sviluppo tipico di questa fase della vita che per i futuri stress della gravidanza. Nelle adolescenti il fabbisogno (…) in calcio aumenta rapidamente fino ai livelli dell’adulto”. Una sua insufficiente copertura comporta il rischio di “una ridotta mineralizzazione dello scheletro, tale da rendere precoce e più grave l’osteoporosi dell’età matura”.
Ma quanto calcio bisogna consumare per proteggere le ossa?
Il fabbisogno varia nel corso della vita. Si parte da 800 mg al giorno nella prima infanzia, che diventano 1000 dopo i 7 anni e 1200-1500 nell’adolescenza. Il fabbisogno torna di nuovo a 1000 nell’età adulta per alzarsi a 1200-1400 nelle donne in allattamento e in menopausa e tra 1000 e 1500 negli anziani.
Qualche esempio pratico?
Tenendo buoni come riferimento del fabbisogno i 1200 mg necessari agli adolescenti e alle donne in menopausa, le due fasi della vita in cui il consumo di calcio è più importante, possiamo dire che un bicchiere di latte intero da 250ml con i suoi circa 300 mg di calcio copre un quarto del fabbisogno giornaliero di questo minerale. Una porzione da 50 grammi di grana padano o di parmigiano reggiano copre da sola metà del fabbisogno quotidiano. Ne sono infine una buona fonte tra i latticini anche l’Emmenthal (570 mg per una porzione da 50 grammi), il caciocavallo e la fontina. Tra le verdure molto ricche di calcio ci sono i broccoli.
Per gli adulti un buon modo per prevenire o ritardare la comparsa di osteoporosi consiste nel ridurre il riassorbimento fisiologico dell’osso. A questo scopo, oltre a consumare adeguate quantità di calcio, meglio dire addio al fumo, limitare gli alcolici, svolgere una regolare attività fisica ed esporre al sole mani e viso per almeno 10 minuti al giorno per garantire il giusto apporto di vitamina D. Oltre all’effetto del sole, anche alcuni alimenti sono utili alla sua formazione, come alcuni tipi di pesce (aringa, sgombro, sardine, salmone) e le uova. Ne è poi una fonte eccezionale l’olio di fegato di merluzzo.

Intelligenza artificiale: il robot che sa dare i pugni

Il prototipo del robot progettato dal tedesco Sami Haddadin che si accorge se urta qualcuno
di Giuliano Aluffi

È stato costruito con lo scopo preciso di fare del male agli umani, in contraddizione con la prima legge della robotica dello scrittore di fantascienza Isaac Asimov. Però il robot dello scienziato tedesco Sami Haddadin, alla German aerospace centre agency, un prototipo di braccio dotato di sensibilità, ha una valida ragion d’essere: servirà per mettere a punto una generazione di robot che «capiscono» quando urtano o colpiscono una persona; e in grado quindi di lavorare a fianco a fianco con gli esseri umani, per esempio nelle fabbriche o nelle industrie. Il braccio artificiale è dotato di sensori ed è programmato in modo da fermarsi immediatamente se, durante il movimento che sta compiendo, sfiora qualcosa di inaspettato.
Negli esperimenti si è prestato come volontario (dopo una serie di manichini) lo stesso Haddadin, sottoposto a potenziali pugni robotici a stomaco, torace e fronte a una velocità di 2,5 metri al secondo.
Per fortuna il braccio si è comportato come previsto, fermandosi in tempo. Una prima versione commerciale del braccio robotico (informa il New Scientist) sarà in vendita l’anno prossimo ad Augusta, in Germania.

Quando la statistica aiuta a vincere nello sport

http://flickr.com/photos/jamie-williams-photo/1430883676/
L’allenatore è seduto alla panchina, ma invece di urlare e sbracciarsi per incitare la squadra, consulta le statistiche generate da un software: analizza le prestazioni di ogni singolo giocatore e confronta i dati con quelli dei match precedenti. Grazie ai dati sfornati in tempo reale decide quando è il momento di cambiare modulo o effettuare un cambio.
Per ora uno scenario simile è pura fantascienza, abituati come siamo agli allenatori tutto intuito e spirito di gruppo. Ma presto potrebbe diventare realtà, grazie agli avanzamenti della statistica applicata allo sport, disciplina che negli Stati Uniti si sta conquistando sempre più spazio. Secondo Technology Review, dietro al successo dei New England Patriots, squadra di football che è arrivata per quattro volte in finale negli ultimi sette anni, ci sarebbe proprio un uso intensivo dei dati statistici. Utilizzati non solo per stabilire qual è la migliore formazione da mandare in campo, ma anche per rendere meno rischiosi gli investimenti di mercato (per scegliere, ad esempio, il miglior giocatore al minor prezzo esistente sul mercato). “E’ ciò che un’azienda chiamerebbe gestione delle risorse umane. E’ la cosa più intelligente da fare per qualsiasi sport”, spiega Tom Davenport, docente di informatica e autore di Competing on Analytics: The New Science of Winning (Competere con la statistica: la nuova scienza della vittoria).
Se nel football si tratta di una novità che permette di ottenere ancora un vantaggio competitivo, nel baseball è invece la regola da anni. Basti dare un’occhiata a Football Outsiders, sito che dal 1996 monitora tutte le partite della Major League, pubblicando dati e confronti approfonditi su ogni aspetto quantificabile. Di riflesso, i management delle squadre stanno già cambiando: oltre ad avere intuito e capacità organizzative, gli allenatori ora devono saperne anche di statistica.

Il marketing? Debuttò nell’Antico Egitto

http://flickr.com/photos/paulkist/1376095689/
Le moderne tecniche di marketing non avrebbero le loro lontane origini nella Rivoluzione industriale. E’ la tesi sostenuta da uno studio pubblicato su Current Anthropology, opera di David Wengrow, archeologo dello University College di Londra con il gusto della provocazione culturale, secondo il quale le strategie per promuovere il valore di determinati prodotti risalirebbero a migliaia di anni fa, ai primordi della civiltà in Egitto e in Mesopotamia (l’attuale Iraq), e non sarebbero un tratto distintivo delle sole società capitalistiche occidentali. Wengrow lo dimostra, in particolare, con la minuziosa analisi di un’etichetta risalente all’incirca al 3000 a.C. e rinvenuta in una tomba reale ad Abydos, nel sud dell’Egitto. Essa presenta iscrizioni che rimandano a una precisa quantità del “miglior olio di Tjehenu”, una regione nei pressi dell’odierna Libia, dove l’etichetta e i contenitori ai quali era unita tramite perforazione, erano stati depositati come parte di un rito funebre reale. Il confronto con una moderna etichetta adesiva australiana, applicata a bottiglie di vino, rivela per Wengrow somiglianze significative. Oltre a condividere l’accostamento di elementi scritti e figurativi e una certa divisione formalizzata degli spazi, in quella egizia figura tra le iscrizioni il nome di uno specifico torchio per l’olio, in modo del tutto simile all’indicazione della provenienza dei vini: è lecito ipotizzare che si tratti in entrambi i casi di un marchio di qualità aggiuntivo. Queste strategie divennero indispensabili quando anche le economie di quel lontano passato diedero il via alla produzione su larga scala di beni come alcolici, cosmetici e indumenti, del cui valore il consumatore, proprio come oggi, doveva essere rassicurato. E a tal fine, nel corso della storia, venne sfruttata l’associazione dei prodotti con figure ritenute autorevoli, come gli dei, gli antenati o gli individui al vertice dello stato, le cui sembianze si sono gradualmente trasformate in quelle dei moderni testimonial, personaggi dello spettacolo o dello sport la cui immagine vincente è analoga a quella del prodotto di cui tessono le lodi.

Il futuro di Facebook

Sopa, Megaupload e il resto Il futuro di Facebook
@hobisognoditech, il blog di Guido Castellano
 
 
 
 
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