
Metti un atollo nel cuore del mar dei Caraibi, una vecchia centrale elettrica inquinante e ormai da demolire, un’azienda che si occupa di sostenibilità energetica e fonti rinnovabili. Ed ecco che si crea la sinergia favorevole: il governo dell’isola decide di giocare la carta dell’energia pulita, nella primavera del 2006 indice una gara d’appalto, una società che sviluppa progetti per l’energia sostenibile la vince e il progetto parte in quarta.
Così, sarà Bonaire la prima isola di tutto il Caribe interamente alimentata con fonti rinnovabili: grazie alla combinazione di due fonti cosiddette “ecologiche”, sarà in grado di ricavare energia elettrica da un sistema combinato energia eolica-biodiesel composto da tredici turbine eoliche e una centrale elettrica a biodiesel.
Il progetto verrà portato a termine entro il 2009. Le turbine saranno costruite sulla costa nordorientale di Bonaire, la parte dell’isola più esposta al vento. La centrale a biodiesel verrà invece sviluppata a nord-ovest dell’isola. Inizialmente l’impianto sarà alimentato con combustibile fossile; ed è anche in corso una sperimentazione su biodiesel ricavato da alghe.
Un investimento importante: quasi 40 milioni di dollari messi in gioco dalla holding olandese Econcern insieme alle sue società operative Ecofys, che offre servizi di consulenza nell’area dell’energia sostenibile, ed Evelop che nello stesso ambito sviluppa progetti.
Spiega a Panorama.it Dirk BerkHout, membro del consiglio d’amministrazione di Econcern: “Parte dell’investimento potrà rientrare attraverso i crediti di CO2, cioè quei pagamenti sostenuti dalle aziende inquinanti a favore dei produttori di energia rinnovabile che fanno parte di un sistema internazionale. L’obiettivo è quello di contrastare gli effetti del surriscaldamento globale”. E aggiunge: “Una volta ultimato, l’impianto eolico produrrà il 40% dell’energia totale. La parte restante verrà prodotta dall’impianto a biocombustibile. Entro il 2010 Bonaire potrà ricavare tutto il suo fabbisogno energetico da fonti naturali”.
Cosa ne pensano i ventimila abitanti dell’isola? Pare siano entusiasti. Il progetto non dovrebbe rovinare il paesaggio, perché è basato su un approccio di rispetto dell’ambiente. Le turbine eoliche verranno costruite in una parte deserta dell’isola. E’ stata anche realizzata una ricerca sull’impatto ambientale, per approfondire tutti i possibili effetti dell’impianto sulla zona in cui verrà realizzato. Lo studio ha avuto esito positivo: il risultato della perizia è stato presentato in due assemblee pubbliche, e (una volta tanto) il progetto ha avuto perfino il supporto dei movimenti ambientalisti.
E già si pensa a Bonaire, molto nota agli appassionati di subacquea per la più ricca barriera corallina delle Antille olandesi, come alla capitale del turismo ecosostenibile nell’area caraibica. Questo progetto sarà un fattore importante che l’ente locale di promozione turistica potrà sfruttare per convincere i viaggiatori più attenti all’ambiente a preferire Bonaire ad altri paradisi ugualmente belli, ma meno “ecologici”.
- Martedì 19 Febbraio 2008
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