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	<title>Hitech e Scienza &#187; Webcam nell&#8217;incubatrice, per guardare il proprio piccolo via internet</title>
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	<description>Canale Hitech e Scienza di Panorama.it</description>
	<pubDate>Wed, 17 Mar 2010 18:34:57 +0000</pubDate>
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		<title><![CDATA[Webcam nell’incubatrice, per guardare il proprio piccolo via internet]]></title>
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		<pubDate>Wed, 20 Feb 2008 09:50:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marta.buonadonna</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Dall'inizio di febbraio i genitori dei bimbi prematuri ricoverati al reparto di terapia intensiva del San Filippo Neri di Roma possono monitorare le cure dei propri piccoli anche da casa, attraverso una webcam]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://gallery.panorama.it/displayimage.php?pos=-23672"><img src="http://gallery.panorama.it/albums/userpics/13190/normal_957571442_8a4f6bee12.jpg" alt="http://flickr.com/photos/crincon/957571442/in/photostream/" border="0" /></a><br />
I bimbi prematuri possono restare ricoverati nel reparto di terapia intensiva anche per un mese e mezzo. Durante questo tempo ai genitori verrà concesso di vederli per qualche ora al giorno. Ma al <a href="http://www.sanfilipponeri.roma.it/index.htm" target="_blank">San Filippo Neri di Roma</a>, ospedale di riferimento regionale, arrivano bambini da tutta la regione Lazio, i cui genitori quindi hanno maggiori difficoltà a spostarsi per seguire il proprio piccolo in attesa della dimissione. &#8220;Anche per questo abbiamo inaugurato il servizio di webcam sul sito <a href="http://www.natioggi.it/" target="_blank">Nati oggi</a>&#8220;, spiega Stefano Anania, direttore della struttura complessa di <a href="http://www.sanfilipponeri.roma.it/pagine_frame/dipartimenti_frame.htm" target="_blank">Neonatologia</a> e terapia intensiva. &#8220;Registrandosi al portale e inserendo il proprio indirizzo di posta elettronica, si ottiene una password univoca che permetterà di vedere il proprio piccolo grazie a una webcam posta sull&#8217;incubatrice&#8221;.<br />
Al San Filippo Neri ruotano nel reparto di terapia intensiva circa 100 pazienti all&#8217;anno. Si va dai gravemente prematuri, nati alla 23° settimana, fino ai lievemente prematuri, nati a 34 o 36 settimane. &#8220;A volte la donna partorisce, magari con un cesareo, in un&#8217;altra struttura e il neonato viene subito portato qui e messo in terapia intensiva&#8221;, racconta Anania, &#8220;quindi la madre non fa letteralmente in tempo a vederlo dopo averlo dato alla luce. Abbiamo avuto il caso di due gemellini, la cui madre era ricoverata altrove: il padre le ha portato in ospedale un computer portatile attraverso il quale ha potuto finalmente vedere, grazie alla webcam, i gemelli&#8221;.<br />
Il sevizio è partito il 1° febbraio e fino ad ora i commenti sono stati entustiatici: &#8220;i genitori sono contenti ci ringraziano, sono commossi&#8221;, spiega il primario, &#8220;ma stiamo mettendo a punto un questionario per valutare un po&#8217; meglio l&#8217;impatto psicologico dell&#8217;iniziativa e capire, ad esempio, se non possa essere per alcuni fonte di ansia, invece che uno strumento per tranquillizzarsi&#8221;.</p><p style="float: left;"><div style="width:500px;">
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