
Cellulari a prezzi da discount? Non è la prima volta che se ne parla, ma il fatto che questa volta la proposta parta da Nokia fa discutere. Sì, perché solo fino a qualche tempo fa per la casa finlandese il telefonino era un oggetto destinato a diventare sempre più ricco ed esclusivo. Tanto che dai piani alti della società era arrivato un ordine ben preciso: creare una nuova collezione caratterizzata da terminali da funzionalità (e prezzi) di rango superiore. Ora però con l’uscita del 2600 Classic e del 1209 il numero uno dei produttori di telefonia sembra voler imboccare la strada opposta, quella che porta a una democratizzazione della tecnologia. L’obiettivo è chiaro: far sì che il cellulare diventi accessibile a tutti, anche a tutti coloro che fino a ieri lo consideravano un lusso. Lo dimostrano i prezzi dei due nuovi modelli - 65 euro per il primo, 35 per il secondo - decisamente “stracciati”, soprattutto se paragonati alle cifre da capogiro della Serie N. Un invito all’acquisto soprattutto per gli utenti dei Paesi in via di sviluppo, quali ad esempio India, Cina, Brasile, Pakistan e Vietnam, sempre più smaniosi di raggiungere gli status symbol già toccati dai mercati più maturi.

Quello di Nokia verso i mercati emergenti è un interesse che non nasce dal caso, ma da una serie di analisi, molte delle quali si sono concentrate sul cosiddetto phone-sharing ovvero sulla condivisione del cellulare fra più utenti, un modello di utilizzo in voga in molti Paesi. Secondo una ricerca, oltre il 50% degli indiani e dei pakistani, e quasi il 30% dei vietnamiti lo utilizzerebbero. Non è un caso che fra le funzionalità dei nuovi modelli della casa ci sia la cosiddetta “rubrica multipla”, una sorta di agenda multi-utente che permette a più utilizzatori (fino a cinque) di gestire i contatti personali attraverso un unico cellulare. Vi è poi il Prepaid Tracker, altra interessante caratteristica pensata per garantire agli utenti un risparmio sui costi d’esercizio mediante il controllo minuto per minuto sul credito residuo. Non saranno gli smartphone multimediali di ultima generazione, ma la strada è ormai aperta. Per le diavolerie tecnologiche c’è tempo.
- Giovedì 21 Febbraio 2008
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