
Gli aeroporti fanno decollare anche la pressione sanguigna di chi vive nelle loro vicinanze. E’ il risultato di uno studio pubblicato dallo European Heart Journal, condotto da un gruppo di istituzioni sanitarie europee su 140 volontari residenti nei pressi di quattro grandi aeroporti: Londra Heathrow, Milano Malpensa, Stoccolma Arlanda e Atene. La loro pressione è stata misurata a intervalli di 15 minuti nelle ore notturne di sonno, per essere poi analizzata in rapporto al rumore registrato nelle stesse ore nelle loro camere. I ricercatori hanno così scoperto che un rumore superiore ai 35 decibel può incrementare i valori della pressione anche quando chi dorme non ne viene svegliato, indipendentemente dalla fonte del rumore, che può essere non solo il traffico aereo, ma anche quello automobilistico o un partner che riesce nell’impresa di russare in modo altrettanto sonoro. In media, il frastuono notturno fa lievitare di 6,2 mmHg (millimetri di mercurio) la pressione sistolica e di 7,2 mmHg quella diastolica. Gli stessi ricercatori avevano già dimostrato che quanti hanno trascorso almeno cinque anni della loro vita in aree limitrofe ad aeroporti internazionali, presentano un rischio di ipertensione maggiore del 14 per cento per 10 decibel di incremento del rumore notturno dovuto al traffico aereo, e di conseguenza un più elevato rischio di infarti e ictus. Il nuovo studio sottolinea dunque che l’inquinamento acustico da traffico aereo, anche quando non interrompe il sonno, produce ugualmente e con rapidità i suoi danni alla salute, e di questo viene auspicato che si tenga conto in ogni futuro piano di espansione degli aeroporti internazionali, predisponendo adeguate misure per ridurne la rumorosità, specialmente nelle ore notturne.
- Mercoledì 27 Febbraio 2008
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Commenti
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Il 9 Febbraio 2009 alle 10:41 Traffico e rumore cittadino aumentano il rischio di infarto » Panorama.it - Hitech e Scienza ha scritto:
[...] Per i ricercatori svedesi, il traffico “pesante” si aggira intorno agli 80-90 decibel, ma occorre fare più ricerca per stabilire una precisa correlazione tra il rumore del traffico stradale e il rischio di subire attacchi cardiaci. In passato, uno studio pubblicato sull’European Heart Journal aveva stabilito che esisteva una correlazione tra chi vive in vicinanza ad aeroporti e l’aumento della pressione sanguigna. Altri studi dicono che l’inquinamento aumenta quasi del 70 per cento le probabilità di avere trombi nei vasi delle gambe. Ancora una volta, la prevenzione appare la strada da perseguire. “Questo studio è un ulteriore stimolo per una prevenzione a livello individuale e di popolazione – conclude Di Pasquale – La raccomandazione principale per i singoli cittadini, soprattutto per quanti hanno già avuto un infarto, è di vivere lontano dai luoghi inquinati o rumorosi e controllare assiduamente i valori di colesterolo nel sangue, oltre che mangiare sano e fare dello sport. Ma è anche importante attivare interventi di salute pubblica e linee guida di riduzione del rischio. In questo senso, la legge Sirchia contro il fumo nei locali pubblici ha ridotto di almeno il 10 per cento i ricoveri da infarto in Italia. Se si attuassero analoghi provvedimenti contro il traffico, i rischi sarebbero più contenuti e la qualità della vita sarebbe sicuramente migliore”. [...]
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