
Brevi messaggi, anzi “cinguettii” (tweets): sono quelli scritti in 140 lettere su Twitter per far sapere agli amici (ma anche a lettori casuali) che cosa stai facendo, dove sei, con chi, quali sono i tuoi gusti. Un microblog per tenersi continuamente in contatto, perché magari si lavora e si vive in posti diversi. O, semplicemente, per sentirsi più vicini, per chiacchierare. E agli italiani piace: secondo recenti statistiche sono al terzo posto tra gli utenti nel mondo, dopo statunitensi e giapponesi. È un pianeta vasto, quello di Twitter: designer, sviluppatori software e creativi hanno inventato soluzioni per esplorarlo. Come Twittervision, un colpo d’occhio sui cinguettii globali: è una mappa dove appaiono i messaggini di twitter nel luogo in cui vengono postati. Ci si può svegliare al mattino e leggere “buenos dìas” dalla Spagna o “guten tag” dalla Germania, oppure venire a sapere che “combat_sam”, negli Stati Uniti, vuole scrivere una canzone, o ancora curiosare tra le segnalazioni di link e di notizie dei “twitteriani”. Twittervision ha intrigato anche il Moma, il Museum of modern art di New York: dalla scorsa domenica questo progetto fa parte dell’esposizione “Design and the elastic mind”.
Le idee, comunque, non mancano. Lo svizzero Mario Menti ha creato Twitterfeed, un’applicazione che permette di inviare automaticamente il post dal proprio blog (ma anche da altri) su Twitter. Iconfactory invece, pensando al mondo dei Macintosh, propone Twitterrific, un widget per leggere e aggiornare il microblog direttamente dal proprio desktop. Chi vuole capire gli argomenti di conversazione dei “twitteriani” può usare twittermeter per sapere qual è la frequenza di una o più parole nella timeline (cioè il diario di bordo collettivo visibile a tutti gli utenti) e tweetmeme, uno strumento che traccia i temi indicati durante le discussioni.
- Venerdì 29 Febbraio 2008
Fotofocus: l‘amore per la fotografia diventa un‘esperienza imperdibile


Tutto sul nuovissimo iPad 3
SCOTT-AMUNDSEN, UNA SFIDA D’ALTRI TEMPI
LE RISPOSTE DELLA PSICOLOGIA POSITIVA
STORIE DI ANIMALI
Fotocamere digitali: le nostre prove








Obesi: siamo sempre di più
Videogiochi: le news!

Animali: le foto più belle
Scienza: le buone notizie del 2011
Le foto più belle ogni settimana
Un anno di... Smartphone, videogiochi, social network...
Addio a Steve Jobs, lo speciale di Panorama.it
IL MEGLIO DEL 2011





Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 28 Agosto 2008 alle 11:37 Io sono qui, e tu? La localizzazione come mezzo per socializzare » Panorama.it - Hitech e Scienza ha scritto:
[...] Un salto dal virtuale al reale? Non è detto, anche se sicuramente si fanno passi in questa direzione. Si tratta comunque piuttosto della naturale risposta all’esigenza di usufruire di servizi di social networking in mobilità, unita alla passione contagiosa per le mappe che Google per prima ha saputo cogliere e sfruttare al massimo. Un altro caposaldo che ha fornito idee e fatto da base per mashup di vario genere, compresi quelli di localizzazione, è Twitter, servizio di mibroblogging che ha conosciuto un successo planetario e che si presta a essere piegato alle più svariate esigenze. Ma quali sono questi strumenti per fare amicizia con chi passa dalle nostre parti? Cominciamo proprio da un mashup di Twitter: Twitterlocal. La timeline di Twitter è quasi impossibile da seguire, perché fatta di aggiornamenti di persone che scrivono da tutto il mondo. Certo, possiamo decidere di seguire solo gli aggiornamenti degli amici o delle persone che troviamo interessanti. Oppure, come suggerisce questo servizio, solo quelli che provengono da un’area geografica ben definita: per esempio un chilometro intorno al nostro ufficio, per captare per esempio i commenti dei colleghi, o intorno a casa, per seguire gli aggiornamenti dei condomini e così via. [...]
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.