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Alcuni mesi fa un dottore americano ha riportato indietro dalla Corea del Nord i suoi venti kit per curare la tubercolosi multiresistente (o Mdr, multiple drug resistant), particolarmente refrattaria alle terapie con i farmaci. La sua storia è stata raccontata dal Washington Post Magazine: Stephen Linton, questo il nome del medico, era arrivato nello Stato nordcoreano con medicine, attrezzature e libri per aiutare gli ospedali a guarire i pazienti colpiti dalla malattia infettiva. Le autorità locali hanno concesso al dottore americano due settimane di tempo per visitare le strutture sanitarie con cui collabora da anni, ma hanno rimandato al mittente i nuovi kit contro la tubercolosi multiresistente. Forse, li accetteranno la prossima primavera. Il caso della Corea del Nord è tutt’altro che isolato: nel mondo sta tornando lentamente a far paura quel mycobacterium tuberculosis che si immaginava sconfitto da anni.
Nel 2006 in media cinque persone su cento sono state infettate da una forma di tbc resistente a più farmaci. È una stima resa nota il mese scorso dall’Organizzazione mondiale della sanità (in pdf), ma bisogna distinguere: si va dall’assenza di casi nell’Europa occidentale al 35% di alcuni Stati della Russia dove le carenze del sistema sanitario sono gravi. La metà delle segnalazioni di tubercolosi Mdr si concentra nelle nazioni più popolose del mondo, India e Cina.

L’Africa resta una questione a parte, impermeabile alle statistiche perché gran parte degli Stati non ha inviato dati: “Davvero non sappiamo quale sia la situazione” ha detto a febbraio Mario Raviglione, direttore del dipartimento “Stop tbc” dell’Oms. Eppure i rischi non sono da sottovalutare. Anzi. Nella Repubblica Sudafricana è stato registrato il primo focolaio di tubercolosi ultraresistente (la sigla è Xdr, extensively drug resistant) alle cure: in particolare due anni fa è stato colpito un villaggio, KwaZulu-Natal. La tbc è diventata ancora più pericolosa proprio in quelle aree dove è più diffuso il virus hiv, e dove l’estrema povertà si traduce in cure non tempestive e inadeguate. E dal 2002 è stato registrato almeno un caso di tubercolosi Xtd in 45 paesi del mondo.
- Lunedì 17 Marzo 2008
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