L’Ue promuove il mercato italiano delle tlc, ma sulla banda larga ancora ritardi

Il mercato italiano della telefonia mobile si conferma il primo mercato in Europa in termini di penetrazione (148 per cento) ed in termini di diffusione di servizi innovativi come mobile broadband e mobile tv, ma continua ad avanzare con fatica in fatto di banda larga. E’ quanto emerge dal tredicesimo rapporto della Commissione europea sullo stato di implementazione delle comunicazioni elettroniche negli Stati membri, secondo cui la penetrazione delle tecnologie broadband nel nostro Paese è cresciuta e si attesta attorno al 17 per cento, ma resta al di sotto della media europea del 20. Un ritardo attribuibile alla mancanza di competizione fra infrastrutture e alla posizione ancora dominante di Telecom Italia, che il Commissario Ue per le telecomunicazioni, Viviane Reding, giudica “inaccettabile“.

Guidano la classifica con il maggior numero di connessioni a banda larga Finlandia, Danimarca e i Paesi Bassi. In questi paesi, e nel Regno Unito, in Lussemburgo e in Francia, nel luglio del 2007 il tasso di penetrazione della banda larga ha raggiunto il 30 per cento ed era superiore a quello degli Stati Uniti (22,1 per cento). Il 2007 ha visto, inoltre, nascere 19 milioni di nuovi abbonamenti alla banda larga, con un volume di ricavi lordi pari a circa 63 miliardi di euro per le società di telecomunicazioni.

Secondo il rapporto della Commissione, il settore delle telecomunicazioni vale quasi 300 miliardi di euro (pari al 2 per cento del prodotto interno lordo europeo) e lo scorso anno è aumentato dell’1,9 per cento. Il 2007 ha inoltre fatto registrare, per il quinto anno consecutivo, un aumento degli investimenti nel settore, che hanno superato i 50 miliardi di euro (livello analogo a quello degli Stati Uniti e superiore agli investimenti complessivi di Cina e Giappone). In Italia il mercato delle telecomunicazioni ha raggiunto nel 2007 un valore pari a 41,3 miliardi di euro, con i ricavi provenienti dalla telefonia mobile che si sono attestati a quota a 21,7 miliardi. Al nostro paese spetta anche il primato dei costi dell’ultimo miglio, i più bassi d’Europa, pari a 7,81 euro al mese. Un risultato raggiunto grazie a offerte più trasparenti e alla riduzione dei prezzi dei servizi al dettaglio del 14 per cento.

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