Il Parlamento europeo ha approvato il regolamento che istituisce l’Istituto europeo di innovazione e tecnologia (European institute of innovation and technology - Eit). Il suo obiettivo è di contribuire alla crescita economica e alla competitività tecnologica in Europa. La sua funzione è molto semplice: integrare a livello europeo le tre componenti del “triangolo della conoscenza”, cioè istruzione, ricerca e innovazione. In particolare, l’accordo riguarda “un istituto basato sul concetto di rete che ha una progressiva implementazione e al quale sono collegate università che su base volontaria possono rilasciare diplomi marcati “Eit”, come ha sottolineato Fabio Mussi, ministro uscente dell’Università e della Ricerca. L’Italia sarebbe considerata il centro nevralgico dell’Eit, in quanto si trova in una posizione strategica in tutto il bacino del Mediterraneo e ha già avviato importanti accordi bilaterali, in particolare con Francia e Spagna, per gli studi sui cambiamenti climatici e sull’energia. Il primo progetto, che vedrà anche l’Italia presente, dovrà essere definito dall’Eit entro il 30 giugno 2011 per essere poi adottato congiuntamente dal Parlamento europeo e dal Consiglio.
La struttura dell’Istituto è stata progettata su due livelli: a un “governing board” centrale faranno capo diverse le “Comunità della conoscenza e dell’innovazione” (Cci), ossia partenariati autonomi di eccellenza tra istituti di istruzione superiore, istituti di ricerca, imprese e altri soggetti interessati “sotto forma di reti strategiche autosufficienti, sostenibili e di lungo periodo nell’ambito del processo innovativo”. In Italia, la città candidata a ospitare una di queste “comunità” sarà Trieste. Il presidente uscente del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Illy, ha inviato una lettera al presidente della Commissione Ue, Jose Manuel Barroso, nel quale è stato manifestato l’interesse per l’iniziativa. Trieste, con il suo bagaglio di eccellenza in campo della ricerca e i suoi centri scientifici (a Miramare ad esempio c’è un nucleo di esperti che studia il clima) può avere un ruolo importante come “snodo” dell’Eit in Italia. La Regione intende, inoltre, candidarsi in una prospettiva transfrontaliera, promuovendo in particolare la collaborazione con la vicina Repubblica di Slovenia.
- Lunedì 21 Aprile 2008
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