Benvenuti nell’era dei videogiochi che fanno bene alla salute

Nintendo
Sono proprio finiti i tempi in cui i videogiocatori erano relegati al divano. Adesso il nuovo modo di videogiocare è… facendo esercizio. A spianare la strada ci ha pensato Nintendo. Il gioco più venduto per la console Nintendo Wii fino ad oggi, infatti, è stato Wii Sports, in cui, grazie all’utilizzo di un particolare telecomando (la cui tecnologia è stata inventata proprio in Italia dalla ST Microelectronics) era possibile giocare a tennis, baseball, golf, bowling o boxe mimando i movimenti dello sport reale. Ora però si fa sul serio e il 24 aprile l’azienda giapponese lancerà Wii Fit. Si tratta di un programma che permetterà ai videogiocatori di tutta la famiglia di allenarsi usando la “balance board”, una pedana che rileva il peso e il baricentro corporeo per riprodurre i movimenti sullo schermo, nel contesto di numerosi e divertenti mini-giochi.
In Giappone (ma si sa che i giapponesi hanno gusti particolari) Wii Fit è andato a ruba, battendo tutti i record di vendita (oltre un milione di pezzi nella prima settimana) ma anche in Inghilterra e USA l’attesa è enorme, con tutte le scorte già riservate ancora prima di uscire sul mercato.

Il video pubblicitario di Nintendo che mostra alcune delle attività di Wii Fit


I videogiochi che vengono utilizzati nel campo della salute psicofisica non sono in realtà una novità assoluta, tanto che in America c’è addirittura un sito dedicato a promuoverli, anche se per lo più si tratta di progetti molto ambiziosi o giochi gratuiti per PC che si possono trovare in rete. Presso l’Università Texas A&M Corpus Christi, ad esempio, un team guidato dalla dottoresa Claudia L. Johnston sta lavorando da oltre 3 anni a un software intitolato Pulse!!, che utilizza tecnologie videoludiche per riprodurre una sala operatoria e un paziente virtuale. Lo scorso settembre il “gioco”, che sarà ultimato per la fine del 2008, è stato presentato al Clinical Congress of the American College of Surgeons. “L’idea dietro a questo progetto”, ci ha spiegato la dottoressa Johnston, “è di permettere ai medici e agli infermieri di domani di esercitarsi a fare diagnosi pratiche senza il rischio che un eventuale errore possa risultare fatale”.
Una schermata del gioco di simulazione Pulse!!
Università Texas A&M Corpus Christi
Un fine altrettanto nobile è quello proposto da Re-Mission, videogioco gratuito per computer (realizzato dall’associazione no-profit Hope Lab) che permette ai bambini - e agli adulti – con tumori come la leucemia o il linfoma di Burkitts di combattere virtualmente la propria malattia. Nei panni di un’eroina “Nanobot”, che, secondo la trama del gioco, viene iniettata nel corpo per distruggere le cellule cancerogene, i bambini possono visualizzare il nemico e combatterlo. “Immaginare un comportamento o un movimento attiva gli stessi processi mentali dell’atto reale”, spiega il neuropsicologo Massimo Sher, “Proprio per questo i videogiochi, i simulatori o comunque le tecnologie videoludiche possono essere utilizzati anche nel campo della riabilitazione”.
Anche gli esempi di videogiochi commerciali che scoprono di avere utilizzi medici e scientifici sono sempre più frequenti. È il caso di Valve uno dei più celebri sviluppatori di videogame al mondo, che ha prestato la tecnologia che muove le espressioni facciali di Alyx (protagonista femminile del titolo Half Life 2) allo studio dell’autismo, oppure l’utilizzo del noto videogioco The Sims nel campo della psicologia. “Funziona come certi test di personalità”, spiega Alessandro Antonietti, direttore del dipartimento di psicologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano, “nel momento in cui devi gestire situazioni famigliari è ovvio che proietti i tuoi sogni, desideri o aspirazioni sul modo di giocare e che puoi imparare quali sono i comportamenti puniti e quali quelli accettabili. Alcuni lo utilizzano persino come strumento diagnostico”.
Ancora una volta è stata Nintendo la prima azienda a valorizzare il concetto di videogame per la salute mentale anche da un punto di vista commerciale, ottenendo peraltro risultati eclatanti. La serie Brain Training per la console portatile DS, (di cui abbiamo già parlato qui), utilizza infatti il metodo del neuroscienziato giapponese Ryuta Kawashima per aiutare a ringiovanire l’età cerebrale attraverso esercizi mnemonici o matematici da praticare giornalmente. Dopo due capitoli e oltre 22 milioni di copie vendute al mondo si può dire che salute e videogiochi sia un binomio destinato a durare a lungo.

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