- Tags: aesvi, etichette, minori, pegi, sicurezza, videogiochi
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Molti ancora non sanno che nel mondo dei videogiochi esiste un avanzatissimo sistema di classificazione dei contenuti. Si chiama PEGI (Pan European Game Rating System) ed è utilizzato in tutte le principali nazioni europee per avvertire i compratori della presenza di contenuti violenti, o comunque controversi, in un particolare videogioco. Alcuni, come ad esempio la psicologa infantile inglese Tanya Byron, non pensano però che questo sistema sia sufficientemente chiaro: poiché non implica obblighi legali ed è gestito dalle stesse aziende produttrici, la dottoressa Byron ha rilevato, nel rapporto che recentemente ha stilato per conto del governo britannico, che sarebbe più opportuno far valutare i videogiochi all’associazione governativa BBFC (British Board of Film Classification).
In Italia la situazione è più complessa. Proprio perché non esiste un sistema di classificazione alternativo (e visto che quello attualmente utilizzato per i film è troppo semplicistico e risale agli anni ’70) il PEGI rappresenta un notevole passo avanti, senza contare gli innumerevoli vantaggi che derivano dall’avere un sistema unico per tutto il continente (per esempio i costi ridotti e il fatto che anche i videogiochi importati dall’estero non creerebbero confusione). AESVI, l’associazione italiana degli editori di videogiochi, ci tiene a far notare che i giochi violenti, che ricevono un rating PEGI di 18+ e sono cioè destinati a un pubblico maggiorenne, rappresentano solo il 4% di tutti i titoli che arrivano sul mercato.
- Giovedì 24 Aprile 2008
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Commenti
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Il 24 Aprile 2008 alle 21:28 Mamme tremate: arriva Grand Theft Auto IV » Panorama.it - Hitech e Scienza ha scritto:
[...] Videogiochi vietati ai minori: basterà un’etichetta? [...]
Il 30 Aprile 2008 alle 9:47 Grand Theft Auto IV - Le associazioni dei genitori sono già sul piede di guerra | Il Blog di NonSoloP2P ha scritto:
[...] Teoricamente grazie al sistema europeo di etichettatura PEGI. Sul fronte della confezione sarà presente un bollino nero con l’età consigliata (18+), mentre sul retro vi saranno probabilmente un bollino con un pugno chiuso (per indicare la presenza di violenza) uno con un fumetto e asterischi (per indicare l’uso di un linguaggio volgare) e, forse, anche uno con i simboli di uomo e donna per indicare la presenza di situazioni sessuali (in passato il gioco presentava la possibilità di adescare prostitute e frequentare nightclub). Ovviamente la tutela dei minori dipenderà soprattutto dalla conoscenza del sistema di rating da parte di negozianti e genitori ed è proprio su questo punto che AESVI, l’associazione italiana degli editori di videogiochi, ha lavorato negli ultimi tempi, con campagne stampa informative e distribuendo poster ai negozi per spiegare il sistema di classificazione PEGI ai clienti. [...]
Il 12 Agosto 2008 alle 11:01 Videogiochi negli abissi del male. A fin di bene? Qualche volta » Panorama.it - Hitech e Scienza ha scritto:
[...] Il dramma dei rifugiati è il soggetto per un nuovo gioco, lanciato recentemente dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), che per la prima volta ha deciso di utilizzare anche il sistema di classificazione PEGI Online per definire il gioco come adatto a un pubblico maggiore di 16 anni. Il titolo, Against All Odds, vi proietta nei panni di un rifugiato politico, obbligato a rinunciare ai propri diritti e a scappare dal proprio Paese, affidandosi solo alla fortuna per non essere catturato. L’obiettivo è sensibilizzare, attraverso il coinvolgimento e l’interattività videoludica, il pubblico dei più giovani verso questo dramma moderno. [...]
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