
Il fenomeno della produzione e vendita di farmaci contraffatti ha assunto negli ultimi venti anni proporzioni notevoli fino a rappresentare una grave minaccia per la salute pubblica. L’Oms stima, infatti che circa il 10 per cento del mercato farmaceutico mondiale è contraffatto, con punte del 25 per cento in alcuni paesi. In alcuni stati africani sarebbe contraffatto addirittura il 60 per cento dei farmaci (si arriva al 70 per cento per gli antimalarici). Cina ed India sono i maggiori produttori di farmaci contraffatti, ma negli ultimi anni anche i paesi dell’Est europeo, Russia ed Ucraina in particolare, sono diventati grandi produttori. Il traffico è gestito dalla malavita organizzata russa, cinese, messicana e colombiana. In base ai dati di uno studio realizzato dal “Centre for medicines in the public interest“, il commercio dei farmaci contraffatti crescerà in media del 13 per cento all’anno fino al 2010, due volte di più della crescita stimata per il commercio legale di farmaci. Nel 2010 questo traffico illegale genererà 75 milioni di dollari di profitti, con un incremento del 92 per cento rispetto al 2005. Il fenomeno è stato negli ultimi anni pericolosamente potenziato dalla vendita di medicinali attraverso internet: attualmente ci sono quasi 1.100 farmacie on line, secondo la Food and drug administration (Fda), l’organismo di controllo statunitense.
Intanto, l’Alto commissario per la lotta alla contraffazione e l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) hanno siglato una convenzione per rafforzare la prevenzione e la repressione del traffico illecito dei medicinali contraffatti. La firma è avvenuta a Roma durante il meeting internazionale della task force creata dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e denominata Impact (International medical products anti counterfeiting task-force). L’accordo consentirà un migliore coordinamento delle funzioni di sorveglianza svolte dall’alto commissario sul fenomeno della contraffazione “che danneggia fortemente le imprese e che può esporre i consumatori a gravi rischi per la salute”, come si legge in una nota congiunta. Punto centrale dell’accordo è il recepimento da parte dell’Alto commissario di dati e informazioni; si prevede anche la costituzione di una banca dati per il monitoraggio del fenomeno. “Senza miglioramenti in alcune aree chiave, non riusciremo a evitare le falsificazioni - dice Howard Zucker, vicedirettore generale dell’Oms per la Tecnologia della salute e dei prodotti farmaceutici - Le medicine falsificate sono prodotti pericolosi. Possono determinare, infatti, la resistenza ai farmaci e possono peggiorare le condizioni di salute fino a causare la morte”.
In Italia, il fenomeno sembra essere limitato alle tipologie di farmaco che arrivano ai pazienti attraverso reti parallele e illegali, o attraverso l’acquisto via internet, nonostante nel nostro paese la vendita sia espressamente vietata. Non c’è ovviamente modo di certificare gli anabolizzanti (o presunti tali) che alcune palestre diffondono in segreto, fuori da ogni controllo medico o farmaceutico. L’impegno delle forze giudiziarie è rilevante: il solo Comando dei carabinieri per la Tutela della salute ha sequestrato, tra il 2000 e il 2006, oltre un milione di fiale illegali, provenienti dalle reti non controllate e contenenti farmaci di qualità non conforme agli standard. “Lo scopo principale di Impact è la costruzione di network interconnessi, per fermare la produzione, la vendita e lo scambio di medicinali contraffatti a livello mondiale – spiega Nello Martini, direttore generale dell’Aifa - La task force si occuperà anche di pensare a una futura campagna di informazione al pubblico sul rischio di acquisto di medicinali da reti non controllate”.
- Lunedì 12 Maggio 2008
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