Un concerto esclusivo. Dirige Asimo, il robot che assomiglia all’uomo

Honda

Se il 13 maggio intorno alle ore 20 (saranno le due mattino del 14 in Italia), vi trovate dalle parti di Detroit, non potete perdere un evento musicale unico al mondo. Un concerto di musica sinfonica. Qual è la novità? Il direttore di orchestra sarà Asimo, il robot antropomorfo costruito dalla Honda e giunto a un grado di mobilità e autonomia sorprendente. L’automa dirigerà la Detroit Symphony Orchestra nel brano “Impossibile dream” tratto dal musical “Man of La Mancha”. Honda donerà un milione di dollari a un fondo didattico dell’orchestra e sarà partner dell’orchestra stessa per cinque anni, attraverso la fornitura di corsi di formazione, concerti per bambini e raccolte di fondi. Asimo, acronimo di Advanced step in innovative mobility, è nato una decina di anni fa nei laboratori della Honda e da molti addetti ai lavori è considerato l’androide più avanzato costruito dall’uomo. A differenza di quanti sostengono che il nome sia un omaggio a Isaac Asimov, l’etimologia ha un significato diverso: in giapponese in nome è pronunciato ashimo e, non a caso, significa “(ha) anche le gambe”. In passato il robot è stato visto girare per le strade di Tokyo, poi all’interno del bar nel quartier generale del colosso giapponese a fare da cameriere.

Oggi, secondo gli ingegneri che lo stanno perfezionando, è molto più “intelligente” e può essere adibito a un maggior numero di compiti senza l’aiuto umano. Honda raccoglie la sfida tecnologica di Toyota e del suo robot violinista, Mobiro, ora utilizzato in progetti pilota nelle case di anziani non autosufficienti e in alcuni ospedali come infermiere. “Per la fine del 2010, ci piacerebbe vedere questi robot al lavoro ad ogni angolo di strada della città”, ha dichiarato speranzoso Tomohiko Kawanabe, direttore del centro ricerche della società.

E se non siete amanti della musica, c’è sempre il portiere robot che impazza proprio in questi giorni in Germania. Si chiama Goalias, è realizzato dall’Istituto di automazione dell’Università di Stoccarda (Ias), ed è il primo robot al mondo capace di difendere una porta da calcio di dimensioni standard, come quelle usate nei campionati di serie A. Realizzato con materiali sintetici, ha la sagoma di un portiere con le braccia tese verso l’alto e scorre lungo una sorta di binario piazzato davanti alla porta. Tre videocamere calcolano la traiettoria del pallone istante per istante, stabilendo qual è la migliore posizione per parare il tiro: il tutto, in circa 400 millisecondi.

Il robot è stato “testato” la scorsa settimana dall’attaccante dello Stoccarda Mario Gomez, uno che di gol se ne intende, essendo stato il miglior marcatore nello scorso campionato di serie A tedesca. Ebbene, Goalias ha parato oltre il 50 per cento dei tiri del calciatore. Il vero test è previsto per il prossimo 22 maggio, quando il “Buffon robotizzato” scenderà in campo contro la nazionale di calcio femminile tedesca, che ha vinto i mondiali nel 2007.

Secondo le previsioni della rete Euron, il network di robotica che riunisce 170 gruppi di ricerca europei, tra 20, massimo 30 anni, i robot diventeranno una presenza familiare nelle case. Gli investimenti passeranno dall’attuale fatturato di 11 miliardi di dollari a 66 miliardi: il 35 per cento riguarderà robot personali o di servizio. L’Europa vuole realizzare entro pochi anni automi capaci di interagire con gli umani attraverso contatti classificabili come “sociali”. E’ uno degli scopi che si pone anche il neonato progetto Lirec (Living with robots and interactive companions): riunisce 10 università europee che avranno garantiti oltre 8 milioni di euro in quattro anni e saranno impegnate nello sviluppo di quella che sperano si affermi come la prima personalità artificiale. In Italia, robot capaci di lavorare con la stessa abilità di un maestro ceramista sono presenti fra Vietri e Cava dei Tirreni. Ad Agrigento è nato “Cicerobot” progettato nel laboratorio di robotica del corso di laurea in Ingegneria informatica dell’università di Palermo e che guida i turisti nel museo archeologico, mentre a Napoli è in fase avviata di sperimentazione un robot vigile del fuoco, “Robogat”, capace di entrare in posti dove un umano non potrebbe arrivare, ad esempio le gallerie, e a temperature molto elevate e in grado di liberare l’acqua grazie a un collegamento con un computer centrale.

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