
La disputa tra abortisti e antiabortisti accende gli animi anche fuori dai confini nazionali. In Italia nel 2007 le interruzioni di gravidanza, in totale 127.038, sono diminuite del 3 per cento rispetto all’anno precedente, e risultano praticamente dimezzate in confronto al 1982, che registrò il picco di aborti (234.801). La Lombardia, in particolare, è ora intenzionata a farli ulteriormente diminuire ponendo come tempo limite per l’aborto terapeutico la ventiduesima settimana e tre giorni di gestazione, invece della ventiquattresima di solito considerata, ma il provvedimento, che raccoglie non pochi favori tra i neonatologi, è finito al centro di una contesa con il Tar. Una contesa per qualche aspetto simile, condotta sul versante scientifico delle possibilità di sopravvivenza del feto all’aborto, ha luogo in Gran Bretagna, dove ha coinvolto il British Medical Journal, per via della pubblicazione di uno studio realizzato da un gruppo di neonatologi dell’Università di Leicester. I medici hanno esaminato tutte la nascite premature avvenute in 16 ospedali sparsi nella regione del Trent, suddividendole in due periodi, il primo compreso tra il 1994 e il 1999, il secondo tra il 2000 e il 2005. La loro scoperta è che in entrambi i periodi di riferimento sono morti tutti i 150 bambini nati alla 22esima settimana di gestazione, mentre di quelli nati alla 23esima settimana, nel primo periodo sono sopravvissuti 15 su 81 (19 per cento), nel secondo 12 su 65 (18 per cento). Si tratta di un tasso di sopravvivenza pressoché identico che secondo i ricercatori non è incrementabile dai progressi della neonatologia, che per l’appunto sono risultati ininfluenti lungo un periodo di 12 anni, durante il quale il tasso di sopravvivenza dei nati prematuri alla 24esima e alla 25esima settimana è invece balzato dal 36 al 47 per cento. La polemica politica è subito divampata, perché le conclusioni dello studio sembrano mettere in difficoltà il fronte antiabortista britannico che, opponendosi alla stessa British Medical Association, si batte per introdurre il limite della 20esima settimana, ricordando che in 16 dei 27 Paesi dell’Unione europea esso è di 12 settimane o inferiore. E aggiungendo che un recente studio non meno autorevole, condotto su un centro di eccellenza da ricercatori dello University College di Londra, ha individuato una tendenza esattamente opposta negli anni 1981-85 e 1996-2000: i nati prematuri alla 22esima e alla 23esima settimana di gestazione hanno dimostrato un notevole tasso di sopravvivenza, rispettivamente del 71 e del 47 per cento nel secondo periodo, che spicca su quello precedente, nel quale non ne era sopravvissuto nessuno.
- Giovedì 15 Maggio 2008


MONDO SOCIAL
Influenza: come difendersi!
Fotofocus: l‘amore per la fotografia diventa un‘esperienza imperdibile
INVERNO SPETTACOLARE
Fotocamere digitali: le nostre prove


Tutto sull‘iPad e l‘iPad2
Obesi: siamo sempre di più
Videogiochi: le news!

Scienza: le buone notizie del 2011
Un anno di... Smartphone, videogiochi, social network...
Addio a Steve Jobs, lo speciale di Panorama.it
IL MEGLIO DEL 2011






ULTIMISSIME DAL CES DI LAS VEGAS
Animali: le foto più belle
Le foto più belle ogni settimana 
IL MEGLIO DEL 2011





Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.