Voli più sicuri con l’aereo che si autoripara

Basta incidenti dovuti all'usura?

Il futuro della sicurezza ad alta quota passa per l’aereo che si ripara da sé, all’occorrenza anche durante il volo, grazie a una tecnica che potrebbe essere disponibile operativamente entro i prossimi quattro anni e imita i processi di autorisanamento del corpo umano osservabili dopo essersi procurati una lieve ferita da taglio. E’ questa l’idea semplice e ingegnosa al centro di un progetto di ricerca appena giunto al termine dopo tre anni di lavoro e sovvenzionato dall’Engineering and Physical Sciences Research Council, la principale agenzia governativa britannica che finanzia la ricerca e la formazione nei campi dell’ingegneria e della fisica. Un gruppo di ingegneri aerospaziali dell’Università di Bristol guidato da Ian Bond, ha infatti sviluppato un sistema basato sull’impiego di resina epossidica che, laddove si produca una lesione a causa dell’usura o dell’impatto con piccoli oggetti, viene attinta da minuscoli serbatoi integrati nei materiali dell’aereo. In questo modo, mescolando la resina con un’apposita tintura, la lesione sarà non solo rapidamente sigillata, ma anche localizzata con esattezza durante la successiva ispezione a terra, per completare eventualmente la riparazione. La tecnica è applicabile ai materiali polimerici fibrorinforzati, sempre più utilizzati nella produzione di aerei e automobili, in quanto il suo aspetto innovativo consiste per l’appunto nell’introduzione di resina nelle fibre di vetro contenute in tali materiali, dalle quali, al momento della lesione, essa fuoriesce insieme a una sostanza che ne provoca la solidificazione, restituendo alla struttura fino al 90 per cento della sua solidità originaria, e consentendo all’aereo il normale funzionamento fino all’atterraggio. Il nuovo sistema di sicurezza, spiega Bond, è complementare alle normali ispezioni a terra: la sua funzione è quella di identificare danni di lieve entità invisibili a occhio nudo che tuttavia, se trascurati, potrebbero generare pericoli seri per l’integrità strutturale dell’aereo. Concluso questo progetto di ricerca, è ora allo studio un’evoluzione del sistema, che prevede la possibilità di far muovere la sostanza riparatrice in una rete integrata nel velivolo, a imitazione del sistema circolatorio di piante e animali.

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