Sempre più italiani fanno uso del Voip (Voice over internet protocol), la tecnologia che rende possibile effettuare una conversazione telefonica sfruttando una connessione internet o un’altra rete con protocollo Ip, anziché passare attraverso la rete telefonica tradizionale. Lo rileva una ricerca condotta dall’Università Bocconi, in collaborazione con Italtel e Cisco Italia, tramite un’indagine che ha coinvolto un campione di 6.600 utenti in quattro grandi aziende italiane che hanno adottato sistemi Voip. Secondo una stima dei ricercatori la quota di mercato del Voip è stimata intorno al 17,5 per cento del totale del traffico del segmento business. Inoltre, il 91 per cento degli utenti aziendali usa la telefonia via internet ripetutamente durante il giorno e il 40 per cento per più di tre ore al giorno. “Si tratta di circa 10 miliardi di minuti all’anno per il segmento business che sono originati da sistemi Voip e vengono terminati sulla rete pubblica nazionale – spiega a Panorama.it Ferdinando Pennarola, docente di Sistemi informativi e organizzazione aziendale alla Bocconi e coordinatore della ricerca - Le aziende che hanno adottato questo sistema lo hanno fatto per una ragione sia di breve che di lungo periodo. Nel breve, si attendono una riduzione dei costi di comunicazione, cosa che è avvenuta per il traffico interno alle organizzazioni. Nel lungo periodo, si attendono di introdurre innovazioni organizzative abilitate da un nuovo modo di comunicare”.
Dalla ricerca emerge che gli utenti sfruttano un limitato set di funzionalità, riconducibili agli usi tradizionali di un sistema di comunicazione. Il 23,5 per cento dichiara, infatti, di utilizzare il Voip in primo luogo per la chiamata telefonica. Il 19,8 per cento lo utilizza per l’inoltro o trasferimento di una chiamata, il 16,4 per cento per l’accesso alla rubrica telefonica aziendale e il 15,2 per la selezione rapida del numero da chiamare. Nonostante emerga un uso tradizionale del sistema, quasi il 60 per cento degli utenti dichiara di essere propenso a esplorare nuovi modi di utilizzo del sistema al fine di aumentare la propria efficacia nel lavoro. I risultati sono la seconda fase di una ricerca triennale nell’ambito del contesto aziendale italiano (leggi la ricerca Bocconi in formato pdf).
In una norma inserita nella Finanziaria 2008, “le pubbliche amministrazioni centrali sono tenute a utilizzare i servizi Voip previsti dal sistema pubblico di connettività o da analoghe convenzioni stipulate a livello territoriale. Si prevede complessivamente una riduzione dei costi pari a 25 milioni di euro per l’anno 2008, 140 milioni di euro per il 2009 e 286 milioni di euro a partire dal 2010. Il mancato adeguamento comporta un taglio del 30 per cento delle risorse per la telefonia nell’anno successivo”, il che costringe le pubbliche amministrazioni a mobilitarsi risolutamente onde evitare problemi maggiori 12 mesi più tardi. “La carta dovrà sparire nel giro di un anno e mezzo e la pubblica amministrazione dovrà essere una grande rete al servizio dei cittadini – ha dichiarato Renato Brunetta, neo ministro dell’Innovazione e della Funzione Pubblica in occasione della Giornata nazionale sull’innovazione svoltasi il 10 giugno – La digitalizzazione della pubblica amministrazione, grazie anche al Voip, è il fulcro della crescita di una società”.
La ricerca della Bocconi anticipa il “Voip Day” organizzato il 19 giugno a Roma, presso l’Hotel Esedra, dalla società Avaya e che ha come tema principale la sicurezza delle comunicazioni nella pubblica amministrazione e la strategia di ammodernamento promossa dal governo. “Sarà un’occasione per un confronto diretto tra le funzioni della pubblica amministrazione e un’azienda come la nostra, che ha curate, ad esempio, la migrazione dell’intera infrastruttura verso il Voip della regione Lombardia”, sottolinea a Panorama.it Gianluca Attura, amministratore delegato di Avaya. “Le nuove tecnologie sono sempre più invocate per il miglioramento della pubblica amministrazione e il contenimento delle spese. Il Voip è uno strumento nuovo per allargare questi orizzonti e per un impiegato è lo stimolo a lavorare meglio - sottolinea a Panorama.it Rita Forsi, Direttore generale dell’Istituto superiore delle comunicazioni e delle tecnologie dell’informazione (Iscom) e relatrice al Voip Day - La pubblica amministrazione deve ragionare come un’azienda e fare in modo che le semplificazioni, fino adesso pensate dall’interno, sia realmente adottate con una serie di controlli di gestione e una rete efficiente di servizi”. All’interno dell’Iscom, che, come per tutte le attività del ministero delle Comunicazioni, è stato accorpato nel ministero dello Sviluppo economico, esiste un “laboratorio Voip” che serve a “studiare la qualità e gli eventuali ritardi del segnale, ma anche il Voip wireless, la nuova frontiera della comunicazione”.
- Mercoledì 18 Giugno 2008


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Commenti
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Il 25 Ottobre 2008 alle 15:09 wical ha scritto:
Vo.IP. Anche per le amministrazioni pubbliche http://www.wical.it
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