Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), il fumo è “la prima causa di morte facilmente evitabile”, essendo responsabile ogni anno nel mondo della morte di 4,8 milioni di persone (circa 650 mila nella sola Unione europea) che, se non saranno adottate misure efficaci, potranno divenire 10 milioni nel 2030. Nel corso del 2007 il numero dei fumatori nel nostro Paese si è ridotto di 500 mila unità: oggi siamo a quota 12 milioni. Sono le cifre esposte in un convegno dedicato alla lotta al tabagismo nell’ambito del Sanit, la Fiera internazionale della Sanità, in corso di svolgimento a Roma fino al 26 giugno. Nel 2008, in Italia, si è avuta una riduzione complessiva di 1,5 punti percentuali rispetto all’anno precedente: dal 23,5 al 22 per cento. Gli uomini fumatori sono al 26,4 per cento mentre le fumatrici sono scese al 17,9 per cento. Ancora alto il numero di fumatori tra i 15 e i 24 anni: il 24 per cento, quasi un milione e mezzo di ragazzi. (leggi l’articolo di Panorama.it sulla giornata mondiale contro il fumo)
Per Piergiorgio Zuccaro, direttore dell’Osservatorio fumo alcol e droga (OssFAD) dell’Istituto superiore della sanità si può fare molto di più. “Se per l’anno prossimo, che sarà l’anno dedicato alla sensibilizzazione sulle malattie respiratorie, riuscissimo a tagliare di un sesto questo numero, potremmo avere 600 mila casi in meno di broncopneumopatia cronica ostruttiva (bpco), patologia che colpisce 3 milioni di italiani, e ne uccide 18 mila ogni anno, con ingenti costi economici e sociali”. Ma come raggiungere questo ambizioso obiettivo? “Lo Stato dovrebbe investire più soldi – aggiunge Zuccaro - per esempio rendendo gratuiti i trattamenti nei centri antifumo e i farmaci necessari per combattere la dipendenza, che sono di provata efficacia e la cui assunzione dura al massimo tre mesi con costi contenuti per il servizio sanitario”.
Un passo importante è stata la nascita di “GoToLab“, una rete di laboratori governativi europei per il tabacco e i prodotti del tabacco allo scopo di facilitare lo scambio di esperienze tra i laboratori di analisi del tabacco nell’Unione europea. “Anche se l’Italia dopo otto anni ha finalmente adottato questa convenzione, non ha ancora individuato i laboratori che possano analizzare le sigarette, da noi non vengono date informazioni al pubblico sugli ingredienti, il consumatore non è informato sugli altri componenti del fumo – spiega Zuccaro a Panorama.it – E’ per questo motivo che non è possibile ancora partecipare a livello europeo al GoTo Lab ma, grazie alla ratifica della Convenzione quadro per il controllo del tabacco, potremo finalmente partecipare alla prossima riunione che si terrà a Durban dove si discuteranno le politiche di controllo del tabagismo”. Da poco più di due mesi, dunque, anche l’Italia ha finalmente ratificato la Convenzione mondiale contro il tabacco (Fctc), entrata in vigore il 27 febbraio 2005. “La Fctc invita i governi a informare maggiormente il pubblico sui rischi del fumo, approvare e attuare efficacemente provvedimenti che aiutino i più giovani a non iniziare a fumare, combattere la diffusione delle sigarette contraffatte e di contrabbando”, sottolinea Daniela Galeone, dirigente del neonato ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali.
E se politiche anti fumo sono sempre più rispettate, soprattutto nelle manifestazioni sportive, non sarà così per Olimpiadi. Le autorità cinesi hanno infatti rinunciato alla legge che sarebbe dovuta entrare in vigore dal primo maggio, cedendo alle proteste dei ristoratori e alle lobby del tabacco, visto che il monopolio, quasi il 97 per cento delle sigarette vendute nel paese, è nelle mani dello Stato. La “China National Tobacco Corp.”, di proprietà statale, è infatti la più grande produttrice di tabacco al mondo, con più di 2 trilioni di sigarette vendute l’anno scorso. Ristoranti, bar e internet point sfuggiranno quindi alla nuova legge che invece sarà applicata in scuole, ospedali e musei. I tassisti non avranno più diritto di fumare nelle loro auto e sarà anche vietato fumare negli spazi riservati agli atleti. Si spera di ridurre un fenomeno che, secondo le stime dell’Oms, conta in Cina 360 milioni di fumatori, un terzo del totale mondiale di fumatori, che sono 1,2 miliardi.
- Mercoledì 25 Giugno 2008
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Commenti
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Il 25 Giugno 2008 alle 20:08 toto47 ha scritto:
Siamo tutti contenti per i traguardi raggiunti e le mete prefissate.Vuol dire che seguiremo l’esempio dei
parlamentari:cocaina.Fa bene alla salute,in particolar
modo al cervello.Da che pulpito vengono fatte le prediche!?!?Condannare il fumo per incentivare la droga.
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