
I-phone, Supernova, Diamond touch. La corsa ad accaparrarsi l’ultimo modello di telefonino, quello con il maggior numero di funzioni coinvolge ormai sempre più italiani. Ma quando per vezzo o per necessità decidiamo di acquistare il multifunzionale apparecchio, cosa ne facciamo di quello vecchio, magari ancora in buone condizioni? Non sapendo in quale sezione della differenziata gettarlo, molti lo mettono in un cassetto o lo buttano via con la spazzatura generica. C’è però un’altra soluzione, che è decisamente più amica dell’ambiente: decidere di donare i telefonini usati per un progetto di recupero a scopo benefico. L’idea è venuta al Movimento ed azione dei gesuiti italiani per lo sviluppo (Magis). «Il progetto punta a trasformare i cellulari vecchi in finanziamenti per progetti di cooperazione e sviluppo in Ciad e Kenya», spiega la coordinatrice Sabrina Atturo.
Nata all’inizio dell’estate 2007, la campagna si chiama “Abbiamo tanti progetti appesi a un filo”. È la prima del suo genere in Italia e si ispira a progetti gemelli di altre ong internazionali come Amnesty International e Oxfam. In breve, chi vuole sbarazzarsi del vecchio cellulare può donarlo in uno dei 250 punti di raccolta sparsi in tutta Italia. I telefonini sono raccolti in scatoloni all’ingresso di farmacie, scuole, associazioni. «Fino ad oggi il bilancio è di 25.000 apparecchi e solo nel mese di aprile sono stati aperti 37 nuovi punti di raccolta. I primi sei mesi della campagna sono stati organizzativi, quindi il progetto è attivo a tutti gli effetti da dicembre. Saremo in grado di stilare un primo rapporto ufficiale entro la fine di del 2008», spiega Atturo. Una volta pieni (circa 150 telefonini a scatola), i contenitori vengono imballati e spediti oltremanica.

«Il Magis ha stipulato un accordo con la Corporate Mobile Recicling (Cmr), un’azienda con sede a Londra che si occupa dello smaltimento e della reimmisione nel mercato dell’usato di vecchi telefonini. In cambio, la Cmr paga un piccolo contributo per ogni apparecchio». Circa 5 euro che la onlus investirà in due progetti nel continente africano. In Ciad, l’associazione mira a costruire 100 cucine solari. Con un duplice obiettivo: promuovere l’utilizzo di fonti di energia alternativa e ridurre la desertificazione incombente, alimentata dai roghi attizzati dai fuochi per cucinare. Parte del ricavato della campagna andrà poi in Kenya, a sostenere il Nyumbiani (che in lingua swahili significa “accogliente”), una struttura organizzata come casa famiglia che accoglie e aiuta i bambini sieropositivi.
Una volta giunto alla Cmr, l’apparecchio passa al vaglio di tecnici; se inutilizzabile, viene smontato e mandato al riciclaggio. «L’azienda certifica che i vari pezzi sono riciclati con procedure conformi alle norme europee», afferma Sabrina Atturo. Nel caso in cui invece il cellulare sia ancora funzionante, i tecnici ne riparano le falle e la Cmr lo immette nel mercato dell’usato. Un mercato che, come spiega Atturo, «si indirizza verso paesi in via di sviluppo, specialmente verso l’India. Ma che negli ultmi anni sta prendendo piede anche in Italia».
- Lunedì 30 Giugno 2008


VIRUS A: COME DIFENDERSI! - LO SPECIALE DI MH Italia




Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.