Come ridurre l’anidride carbonica in eccesso che alimenta l’effetto serra? Da ogni angolo del mondo arrivano decine di proposte: la rivista americana Popular Science ha scelto le dieci idee più originali. A volte sono progetti colossali o fantasiosi. Ma, forse, potranno condurre a nuove soluzioni.
Visioni faraoniche. I giapponesi pensano in grande stile: la Jaxa (in pratica, l’equivalente della Nasa nel Paese del Sol Levante) ha progettato un satellite da inviare in orbita geostazionaria per catturare i raggi solari con pannelli fotovoltaici, trasformarli in microondee e inviarli a Terra . Ogni “microimpianto” spaziale può produrre un gigawatt di energia, e il primo sarà lanciato tra cinque anni. Altri scienziati impegnati nella lotta contro la CO2, invece, pensano di seppellire l’anidride carbonica in eccesso nei fondali oceanici. Come? Insaccandola in giganteschi contenitori di plastica a forma di salsiccia e poi calandoli in acqua. L’ingegnere canadese Louis Michaud, invece, ha costruito Twister power, una macchina che sarebbe in grado di generare dei mini-tornado e sfruttarne l’energia eolica. Tra i progetti colossali, quello proposto da un ricercatore della California è uno dei più incredibili: seminare sulla superficie terrestre alcune specie di piante in grado di riflettere le radiazioni infrarosse, raffreddando “naturalmente” il pianeta.
Il progetto di un satellite “energetico” dell’agenzia spaziale giapponese
Soluzioni creative. La fantasia non sembra una risorsa scarsa se si parla di combattere la sovrabbondanza di anidride carbonica. La più antica birreria inglese, Shepherd Neame, ha costruito un sistema per tagliare il consumo elettrico del 10% durante la produzione della sua bevanda più famosa, la Spitfire: se applicato a impianti simili, permetterebbe un taglio di circa sei miliardi di kilowatt ora. In Svezia, invece, hanno pensato di fare tesoro del calore dei corpi: ogni persona emette 60 watt da seduta, e 100 watt quando è stretta nella folla della metropolitana. Così alla stazione centrale di Stoccolma dal 2010 sarà in funzione un apparecchio per catturare il calore dei passeggeri e contribuire al 15% del riscaldamento di un edifico vicino. Perfino l’urina di maiale può contribuire a ridurre le emissioni di gas serra: è una materia prima utilizzabile per fabbricare bioplastica, come ha dimostrato la danese Agroplast.
Impianti per la trasformazione dell’urina in bioplastica nel modello “Pig city”
Nucleare per tagliare le emissioni di C02. Altri fanno affidamento sull’atomo. I laboratori di Los Alamos (per intenderci, lì dove fu fatta brillare la prima bomba atomica) stanno sviluppando una tecnologia per ottenere idrocarburi sfruttando l’energia dei reattori nucleari, ricavando il carbonio dall’anidride carbonica nell’aria e l’idrogeno dall’acqua. Per i ricercatori si potrebbero produrre 17mila barili di benzina al giorno. La Toshiba, invece, sta assemblando un mini-reattore nucleare, 4S, da 10 megawatt: sarà installato in Alaska tra quattro anni. In Europa, invece, è già realtà una delle idee selezionate da Popular Science: la generazione su larga scala di biogas da rifiuti organici, utilizzato per il riscaldamento e per produrre metano. Che non sarà più destinato ad alimentare soltanto il trasporto su gomma: la città svedese di Linkoeping sta sperimentando il primo treno al mondo che ha come carburante il metano.
Uno schema del funzionamento di Twister Power
- Martedì 1 Luglio 2008


MONDO SOCIAL
Influenza: come difendersi!
Fotofocus: l‘amore per la fotografia diventa un‘esperienza imperdibile
INVERNO SPETTACOLARE
Fotocamere digitali: le nostre prove


Tutto sull‘iPad e l‘iPad2
Obesi: siamo sempre di più
Videogiochi: le news!

Scienza: le buone notizie del 2011
Un anno di... Smartphone, videogiochi, social network...
Addio a Steve Jobs, lo speciale di Panorama.it
IL MEGLIO DEL 2011






ULTIMISSIME DAL CES DI LAS VEGAS
Animali: le foto più belle
Le foto più belle ogni settimana 
IL MEGLIO DEL 2011





Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.